Editoriali

Tanti sono gli stimoli e gli inviti che vengono indirizzati al mondo ecclesiale - ed in particolare alla parrocchia - sulla necessità di un cambiamento nel modo di fare pastorale.

Il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciato domenica 24 maggio 2015 sul Monte San Michele

Pentecoste, la veglia a Gradisca e le dinamiche dello Spirito

È trascorso un secolo. Domenica prossima, 24 maggio, ricorderemo i 100 anni dall’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale.

La scorsa settimana stavo percorrendo la piazza San Francesco a Gorizia insieme ai miei pensieri, circondato da giovani Afgani che bivaccavano, ad un tratto una signora dal volto gentile mi fermò con molto garbo, tra me e me pensai: "Ecco l’ennesima che mi ferma per insultarmi ritenendomi responsabile della presenza di questi giovani".

Probabilmente è il momento che le Nazioni Unite aggiornino la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo incanalando tali diritti in diverse categorie a seconda dell’intensità dell’indignazione generale rispetto la loro violazione.

Generalmente l’immagine che abbiamo dei cristiani è quella di persone piuttosto noiose, compassate, statiche, legate alle tradizioni. Se si legge bene il Vangelo, si ha un’altra impressione: i cristiani dovrebbero essere delle persone "eccentriche", ovvero delle persone che hanno il baricentro fuori di sé, che possono mantenere l’equilibrio solamente uscendo, solo sbilanciandosi in avanti.

"Misericordiae Vultus”. Le prime parole dei principali documenti papali indicano significativamente l’obiettivo principale del testo, il suo cuore. Così è per la Bolla d’indizione del Giubileo straordinario della misericordia “Misericordiae Vultus” (“Il volto della misericordia”).

È la memoria l’irrinunciabile punto di partenza per un’analisi e una riflessione sulle responsabilità dell’Europa nei confronti del "resto del mondo" e in particolare nei riguardi di quelle aree dove il "colonialismo europeo" ha avuto un’espansione non solo geografica. Un "resto del mondo" dove oggi sono accesi focolai di guerra, di terrorismo, di odio, di violazione dei diritti umani.

Siamo indubbiamente coinvolti dai ricordi quando pensiamo ai riti e alle celebrazioni della Settimana Santa ma non per l’emozione che ci procurano bensì perché ci fanno vivere la memoria e il senso storico come "necessaria progressività dell’esperienza formativa in cui interviene tutta la comunità in una rinnovata valorizzazione dei segni liturgici dell’iniziazione cristiana" (EG 166).

Il 3 marzo scorso, il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge 55 dal titolo "Istituzione del registro regionale per le libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT) e disposizioni per favorire la raccolta delle volontà di donazione degli organi e dei tessuti"

Quella che sfoglierete è una "Voce" apparentemente diversa.
È cambiata innanzitutto la grafica.

Una riflessione dopo il divieto imposto dal dirigente del "Malignani" di Cervginano

È quaresima, un tempo per riscoprire il dono della fede e gioire della vita ricevuta ascoltando e accogliendo chi si fa a noi prossimo.

Uomini e donne continuano a morire mentre cercano di attraversare quel ponte fra Europa e Africa che è il Mare Mediterraneo.

Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. È stato eletto da una larga maggioranza dei due terzi dei grandi elettori.
Sarà il primo presidente della Terza Repubblica e dovrà contribuire a modellarla, soprattutto attraverso lo stile della rappresentanza e delle dinamiche istituzionali figlie della nuova legge elettorale e del nuovo assetto costituzionale. Non è un caso, infatti, che la sua elezione da parte dei grandi elettori sia avvenuta a pochi giorni dal via libera al Senato dell’Italicum. Cioè la legge elettorale destinata a definire vincitori e vinti in una competizione proporzionale che dovrebbe però garantire, grazie al premio di maggioranza attribuito alla lista dopo un eventuale ballottaggio, una maggioranza parlamentare numericamente certa, blindata e autosufficiente.

In preparazione alla Giornata mondiale della vita consacrata, domenica 1° febbraio, alle 16, l’arcivescovo mons. Carlo presiederà una liturgia eucaristica in cattedrale a Gorizia cui sono invitati in modo particolare i religiosi e le religiose della diocesi. Nell’occasione verranno annunciati il pellegrinaggio triveneto della vita consacrata ad Aquileia (1° giugno) e il primo incontro di tutti i religiosi e religiose originari della diocesi di Gorizia (in programma il 26 settembre prossimo).

Dopo i fatti di Francia e quello che sta succedendo in molti Paesi a maggioranza musulmana, la parola “dialogo” suona come una provocazione e ci si domanda: “Quale dialogo è possibile?"

Non sono 150 o 200 afghani a dover far paura alla città di Gorizia.
Proviamo a metterci, solo per un istante, nei loro panni.

Sabato 13 dicembre, alle ore 16, l’arcivescovo mons. Carlo inaugurerà ufficialmente il nuovo dormitorio gestito dalla Caritas diocesana nei locali annessi al Santuario della B.V. Marcelliana a Monfalcone.

L'8 dicembre, festa dell’Immacolata, l’Azione Cattolica celebra la festa del’adesione. C’è ancora motivo oggi di celebrare il senso di appartenenza?

L'accoglienza è un tema che sta infiammando l’opinione pubblica e le forze politiche in Italia e nel territorio della nostra Diocesi.

Cara Voce Isontina,
Domenica 23 novembre, su tutto il nostro territorio diocesano siamo chiamati a ricordarci della tua presenza fra i vari settimanali cattolici italiani.

La Giornata del Ringraziamento è un omaggio pubblico che si rinnova, al termine dell’annata agraria, da oltre sessant’anni. È un’occasione straordinaria per chi lavora i campi: rigenerare la consapevolezza che il creato ricevuto come dono rimane sempre il luogo dove Dio creatore continua a benedire la vita dell’uomo attraverso la terra e la varietà dei suoi frutti.

Il 9 novembre di 25 anni fa, l’Europa scopriva che il Muro di Berlino apparteneva ormai al suo passato e che i sue due polmoni - quello dell’Occidente latino e quello dell’Oriente slavo - potevano ricominciare a respirare con la sincronia da tanto auspicata.