Editoriali

La memoria di ciascuno di noi sono le radici, che di tanto in tanto siamo chiamati a rivisitarle per meglio comprendere noi stessi.

La ripresa domenicale delle liturgie con il popolo coincide, domenica 24 maggio, con l’annuale celebrazione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

Il prossimo lunedì 18 maggio ci viene data la possibilità della ripresa delle celebrazioni liturgiche. Il primo atteggiamento da avere è quello del rendimento di grazie al Signore che ci offre questo grande dono, anche in mezzo alle difficoltà del momento.

L'avvio della Fase2 evidenzia la necessità di concretizzare con urgenza un’alleanza per rendere meno buio - economicamente e socialmente - il futuro del nostro territorio.

Al telegiornale serale del 27 aprile colgo una frase del Presidente Conte in visita a Milano:  "Bisogna lavorare anche ad un piano per l’infanzia".

Siamo ancora in emergenza Coronavirus eppure dobbiamo pensare ad un domani che forse oggi ci appare molto distante.

Il giorno di Pasqua vede come indubbie protagoniste le donne, le discepole di Gesù. Sono loro che all’alba si recano al sepolcro portando con sé gli aromi necessari a completare la sepoltura di Gesù.

Il tempo è passato lento in questa quaresima ma forse è solo un impressione per il fatto che siamo tutti costretti a rimanere in casa così è anche facile perdere la cognizione dei giorni, che passano non più scanditi da quotidianità frenetiche di tante cose da fare.

Nella drammatica emergenza sanitaria che stiamo affrontando in tutti i suoi imprevedibili aspetti, l’obbligatorio isolamento con la sospensione di ogni attività ordinaria della vita ha prodotto come effetto paradossale una diffusa richiesta da parte degli studenti di riprendere le lezioni con l’ausilio delle tecnologie.

L'epidemia del nuovo coronavirus ha sconvolto le nostre abitudini quotidiane, i nostri ritmi di vita, le nostre sicurezze, e ha stravolto anche il modo normale di vivere delle nostre comunità cristiane.

È il momento della responsabilità e della solidarietà.

Sono giorni particolari quelli che si stanno vivendo nelle redazioni dei settimanali diocesani, specie in quelle che hanno come riferimento territori coinvolti in modo particolare nella diffusione del Coronavirus.

Cominciamo questa Quaresima in un modo molto strano: le misure preventive per evitare contagi ci fanno perdere i riferimenti tradizionali, come è il segno delle ceneri, ma ci offrono dei motivi di riflessione.

Il contrasto è stridente. Da un lato, l’uno-due micidiale dei dati Istat sull’andamento demografico e la produzione industriale. Dall’altro, la conflittualità estrema che tiene in costante subbuglio il sistema politico.

Bari ospiterà dal 19 a«l 23 febbraio l’incontro promosso dalla Conferenza episcopale italiana dal titolo “Mediterraneo, frontiera di pace”.

Un’altra Giornata perché nessuno dimentichi dentro lo scorrere dei giorni la fondamentale esperienza della consolazione ricevuta e offerta, magari ancora da ricevere e da offrire.

Alcune considerazioni dalle recenti tornate elettorali

Un famoso aforisma di Nietzsche, ironico ed amaro, recita:"Io potrei credere ad un Salvatore, se voi aveste una faccia da salvati".

La modifica dei “decreti sicurezza”, i provvedimenti che sono stati il cavallo di battaglia di Salvini da ministro degli Interni, è uno dei punti più delicati della verifica programmatica che attende il governo in questo inizio d’anno.

Quando l’itinerario di Avvento ha da poco concluso la sua prima parte, la Chiesa diocesana si appresta a vivere la Giornata della Carità.

Ce lo siamo sentiti dire o in altri casi lo abbiamo detto: "impara che ti può servire un domani". E solitamente chi lo ha detto l’ha fatto pensando di offrire un domani migliore, un futuro di speranza.

Ed è arrivato il tempo di Avvento; la nostra vita corre così in fretta che neanche ce ne accorgiamo, un nuovo natale si sta avvicinando e in punta di piedi entra nel nostro tempo e ci interpella.

Si avvicina l’anniversario della deportazione degli ebrei goriziani per mano nazista: le nostre zone infatti erano diventate un protettorato tedesco dopo l’8 settembre ’43 ed erano entrate in vigore le leggi razziali tedesche che prevedevano "l’evacuazione" (termine neutro che indicava la deportazione diretta allo sterminio) degli ebrei ancora presenti nei territori del Reich.

Ci sono due grandi immagini per descrivere il mistero del tempo che scorre.

Ferisce la notizia che la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, riceva ogni giorno circa 200 messaggi di odio. L’evento non è isolato.

Si celebra domenica 10 novembre la 69^ Giornata nazionale del Ringraziamento sul tema "Dalla terra e dal lavoro: pane per la vita"

Un un momento di fragilità e debolezza di questi giorni, con più tempo per me stesso e probabilmente anche per una sorta di necessità, mi sono messo a riflettere sulla povertà.