Editoriali

"Il professionista cristiano dell’informazione deve dunque essere un portavoce di speranza, un portavoce di fiducia nel futuro. Perché solamente quando il futuro è accolto come realtà positiva e possibile, anche il presente diventa vivibile"

"Il sistema nazionale di istruzione si è frammentato nei pezzi di un puzzle caotico e soggetto a continui cambiamenti"

"Questo monito rappresenta l’invito a percorrere - oggi più che mai -una quotidianità dove non trovano spazio le tentazioni del narcisismo, del vittimismo e del pessimismo"

In quest’Anno Zero d. c. (lo trovo scritto così 0 d.opo c.oronavirus: è un modo scherzoso/impertinente o lo dobbiamo considerare capace di cogliere la cesura tra due tempi completamente diversi?) stiamo imparando a leggere il messaggio che ci diamo e che riceviamo dietro lo schermo della mascherina. Dire no, dire di sì con la voce e con gli occhi.

"Ecco allora che le nostre comunità (ed ognuno di noi) possono diventare ancora di più antenne sul territorio.
Questo è possibile se si è capaci di essere "Chiese in uscita", non chiudendosi egoisiticamente in se stessi ma vivendo quella prossimità cui così frequentemente ci invita papa Francesco"

Se ricordiamo che l’Avvento non è un meccanico conto alla rovescia ma un’attesa vissuta consapevolmente come preparazione all’Evento che ha segnato e segna la vita di ciascuno di noi, riusciremo forse a riscoprire la bellezza di quella Speranza che non delude mai ed è la sola capace di portare Luce nel mondo.

Nonostante le speranze di uscirne fuori presto, siamo ancora nel pieno della cosiddetta seconda ondata della pandemia.

Forse, davvero, questo non è un paese per vecchi. Continuano a morire soprattutto loro, ogni giorno, soli e lontani da casa.

Per gli studenti delle scuole superiori è tornata la didattica a distanza per l’intero orario scolastico, con estensione anche alle seconde e terze medie nelle regioni "rosse".

Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato dal dovere della responsabilità; di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia così grave

Questa è la pandemia Covid 19 fase due o ripresa autunnale della stessa fase uno? Poco importa come si preferisca classificarla.

Si può almeno chiedere che il Paese non venga ulteriormente trasformato in un campo di battaglia tra fazioni e istituzioni in lotta tra loro? Si può evitare un’inutile resa dei conti?

"Eccomi, manda me!" è il tema scelto per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno che celebriamo domenica 18 ottobre.

La prevista e temuta recrudescenza dei contagi è arrivata anche nel nostro Paese che finora si è distinto nel contesto europeo per numeri assai più contenuti che altrove.

Se si prende in mano il Nuovo Testamento e si considerano i 27 libri di cui è costituito, si vede facilmente che, a parte i quattro vangeli e gli Atti degli Apostoli, tutti gli altri 23 libri sono di fatto delle lettere.

Gli italiani tornano a votare. E’ una buona notizia, un segnale di ripresa. E come ogni appuntamento elettorale (anche se sulla partecipazione si addensano non poche incognite), è una festa della democrazia.

A pochi giorni dall'apertura del nuovo anno scolastico, il vescovo Carlo scrive a tutti gli alunni e gli studenti

A fine settembre ci attende il referendum confermativo per la modifica agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione che prevede il taglio dei parlamentari da 945 a 600.

Il 20 e 21 settembre i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla legge di revisione costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari.

Si terranno a Gorizia giovedì 30 luglio, alle ore 18 nel campo sportivo dell’Azzurra in via della Colonia 15 a Straccis i funerali di Stefano Borghes.Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 17.30 il feretro sarà esposto (a cassa chiusa) nella chiesa del Sacro Cuore per permettere al maggior numero di persone possibili di salutare Stefano.

Non solo la città di Gorizia, ma l’intera comunità diocesana si è stretta attorno alla famiglia di Stefano, agli animatori di "Estate tutti insieme" e alle autorità pubbliche cittadine coinvolte in una tragedia così inimmaginabile.

Contro paure e solitudini, fattori già esistenti e di per sé gravidi di fragilità e di isolamento sociale, riportati alla luce e quasi rinfocolati dalla pandemia, si è misurato il mondo degli anziani.

La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano.

È arrivato il dopo, quel tempo che abbiamo atteso e che ci pareva irraggiungibile perchè lo immaginavamo proiettato in un domani senza contorni.

Fermarsi, situarsi, dimorare, prendere contatto con la terra, con lo spazio, lasciare che il tempo assuma il suo significato, accorgersi del valore della propria esistenza e di quella degli altri, contemplare e godere della bellezza del creato, ascoltare il silenzio, ammirare l’arte, lasciarsi trasportare dalle note della musica o dalla melodia di un bel canto, sentire sfiorare la mano da qualcuno che ci ama, avvertire di muoversi nel grembo di Dio, tutto questo e altro è vivere la vita sempre e in ogni momento, ricreandola con il Datore di ogni bene.

Dopo i mesi di chiusura per la pandemia e in questo tempo ancora segnato dall’incertezza, abbiamo tutti bisogno di segni concreti di speranza, segni che sostengano la nostra capacità di sperare.

Il 27 giugno ricorreranno 480 mesi dalla strage di Ustica.
Il 25 giugno saranno trascorsi 53 mesi dal giorno in cui Giulio Regeni è stato rapito in Egitto.

Un grande Paese l’America. Ma "Grande" non si è mai dimostrata l’America verso i neri, suoi cittadini almeno di nome, ma forse non del tutto tali, visto che continuano ad essere etichettati afroamericani, come fossero inchiodati alla loro origine.