Editoriali

Si terranno a Gorizia giovedì 30 luglio, alle ore 18 nel campo sportivo dell’Azzurra in via della Colonia 15 a Straccis i funerali di Stefano Borghes.Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 17.30 il feretro sarà esposto (a cassa chiusa) nella chiesa del Sacro Cuore per permettere al maggior numero di persone possibili di salutare Stefano.

Non solo la città di Gorizia, ma l’intera comunità diocesana si è stretta attorno alla famiglia di Stefano, agli animatori di "Estate tutti insieme" e alle autorità pubbliche cittadine coinvolte in una tragedia così inimmaginabile.

Contro paure e solitudini, fattori già esistenti e di per sé gravidi di fragilità e di isolamento sociale, riportati alla luce e quasi rinfocolati dalla pandemia, si è misurato il mondo degli anziani.

La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano.

È arrivato il dopo, quel tempo che abbiamo atteso e che ci pareva irraggiungibile perchè lo immaginavamo proiettato in un domani senza contorni.

Fermarsi, situarsi, dimorare, prendere contatto con la terra, con lo spazio, lasciare che il tempo assuma il suo significato, accorgersi del valore della propria esistenza e di quella degli altri, contemplare e godere della bellezza del creato, ascoltare il silenzio, ammirare l’arte, lasciarsi trasportare dalle note della musica o dalla melodia di un bel canto, sentire sfiorare la mano da qualcuno che ci ama, avvertire di muoversi nel grembo di Dio, tutto questo e altro è vivere la vita sempre e in ogni momento, ricreandola con il Datore di ogni bene.

Dopo i mesi di chiusura per la pandemia e in questo tempo ancora segnato dall’incertezza, abbiamo tutti bisogno di segni concreti di speranza, segni che sostengano la nostra capacità di sperare.

Il 27 giugno ricorreranno 480 mesi dalla strage di Ustica.
Il 25 giugno saranno trascorsi 53 mesi dal giorno in cui Giulio Regeni è stato rapito in Egitto.

Un grande Paese l’America. Ma "Grande" non si è mai dimostrata l’America verso i neri, suoi cittadini almeno di nome, ma forse non del tutto tali, visto che continuano ad essere etichettati afroamericani, come fossero inchiodati alla loro origine.

Nella nostra regione il 10 giugno segna la conclusione dell’anno scolastico 2019-20, tranne che nelle scuole dell’infanzia per cui il calendario prevede il prolungamento fino al 30 giugno.

La memoria di ciascuno di noi sono le radici, che di tanto in tanto siamo chiamati a rivisitarle per meglio comprendere noi stessi.

La ripresa domenicale delle liturgie con il popolo coincide, domenica 24 maggio, con l’annuale celebrazione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

Il prossimo lunedì 18 maggio ci viene data la possibilità della ripresa delle celebrazioni liturgiche. Il primo atteggiamento da avere è quello del rendimento di grazie al Signore che ci offre questo grande dono, anche in mezzo alle difficoltà del momento.

L'avvio della Fase2 evidenzia la necessità di concretizzare con urgenza un’alleanza per rendere meno buio - economicamente e socialmente - il futuro del nostro territorio.

Al telegiornale serale del 27 aprile colgo una frase del Presidente Conte in visita a Milano:  "Bisogna lavorare anche ad un piano per l’infanzia".

Siamo ancora in emergenza Coronavirus eppure dobbiamo pensare ad un domani che forse oggi ci appare molto distante.

Il giorno di Pasqua vede come indubbie protagoniste le donne, le discepole di Gesù. Sono loro che all’alba si recano al sepolcro portando con sé gli aromi necessari a completare la sepoltura di Gesù.

Il tempo è passato lento in questa quaresima ma forse è solo un impressione per il fatto che siamo tutti costretti a rimanere in casa così è anche facile perdere la cognizione dei giorni, che passano non più scanditi da quotidianità frenetiche di tante cose da fare.

Nella drammatica emergenza sanitaria che stiamo affrontando in tutti i suoi imprevedibili aspetti, l’obbligatorio isolamento con la sospensione di ogni attività ordinaria della vita ha prodotto come effetto paradossale una diffusa richiesta da parte degli studenti di riprendere le lezioni con l’ausilio delle tecnologie.

L'epidemia del nuovo coronavirus ha sconvolto le nostre abitudini quotidiane, i nostri ritmi di vita, le nostre sicurezze, e ha stravolto anche il modo normale di vivere delle nostre comunità cristiane.

È il momento della responsabilità e della solidarietà.

Sono giorni particolari quelli che si stanno vivendo nelle redazioni dei settimanali diocesani, specie in quelle che hanno come riferimento territori coinvolti in modo particolare nella diffusione del Coronavirus.

Cominciamo questa Quaresima in un modo molto strano: le misure preventive per evitare contagi ci fanno perdere i riferimenti tradizionali, come è il segno delle ceneri, ma ci offrono dei motivi di riflessione.

Il contrasto è stridente. Da un lato, l’uno-due micidiale dei dati Istat sull’andamento demografico e la produzione industriale. Dall’altro, la conflittualità estrema che tiene in costante subbuglio il sistema politico.

Bari ospiterà dal 19 a«l 23 febbraio l’incontro promosso dalla Conferenza episcopale italiana dal titolo “Mediterraneo, frontiera di pace”.

Un’altra Giornata perché nessuno dimentichi dentro lo scorrere dei giorni la fondamentale esperienza della consolazione ricevuta e offerta, magari ancora da ricevere e da offrire.

Alcune considerazioni dalle recenti tornate elettorali

Un famoso aforisma di Nietzsche, ironico ed amaro, recita:"Io potrei credere ad un Salvatore, se voi aveste una faccia da salvati".