Editoriali

Chi è Maria? La tenerezza di Dio, la Tuttasanta, la donna libera dal peccato, uscita dalle mani di Dio Creatore.

Ascoltare, quante volte abbiamo sentito questa parola, quante volte ce la siamo detta, quante volte ci è stata raccomandata dai nostri genitori o dalle persone che ci vogliono bene per proteggerci dalla nostra presunzione e autosufficienza e non lasciare che ne dobbiamo subire le conseguenze.

In un tempo in cui pare che tutto debba essere ricondotto alla legge di mercato, il valore del pluralismo nell’informazione torna ad essere al centro del dibattito

Salute: nel 1946 l’Organizzazione mondiale della Sanità la definisce come "stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".

Per quest’anno la formazione dei membri dei Consigli pastorali, il cui primo incontro si terrà giovedì 15 novembre, verterà sul tema della Parola di Dio. Sembra un argomento scontato. Come mai questa scelta?

Ritorna il 4 novembre. Una celebrazione nata nel 1919 come "Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate": fu la retorica fascista, quando ancora risuonavano i passi della marcia su Roma, a mutarne nel 1922 il nome in "Anniversario della Vittoria".

Che la politica italiana avesse un profondo bisogno di cambiamento nessuno con un briciolo di onestà intellettuale potrebbe negarlo.

In queste settimane gli occhi di tutto il mondo sono puntati verso Roma, per un evento "speciale": la celebrazione del Sinodo dei Giovani.

Giovani per il vangelo è il titolo della giornata missionaria mondiale, un titolo scelto in riferimento al Sinodo della Chiesa sui giovani. 

Ottant’anni fa da piazza Unità a Trieste, Mussolini annunciava all’Italia la promulgazione delle Leggi razziali rivolte, principalmente, contro gli ebrei.

Fanno impressione le scarne parole di Gesù ai suoi discepoli la sera di Pasqua: "Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi". Fanno impressione perché sembrano introdurre anche noi in una catena di invii: dal Padre a Cristo, da Cristo alla Chiesa, dalla Chiesa ai suoi figli.

Gli obiettivi del sistema educativo sono indirizzati ad aumentare le capacità dei giovani affinché, una volta terminato il loro percorso di studi, siano in grado di inserirsi nel mercato del lavoro.

"L’Unità pastorale spinge il presbitero a non pensarsi realizzato solo se parroco "plenipotenziario", ma a sentirsi chiamato a essere presbitero
che vive pienamente e per tutta la vita la carità pastorale assumendo, su indicazione del vescovo, diversi ruoli e compiti, all’interno di una reale fraternità sacerdotale e in cordiale collaborazione con altri ministeri"

Ad ottobre la Chiesa universale vivrà uno dei momenti più belli e più grandi di comunione, il Sinodo dei vescovi che avrà come argomento: "I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale".

Fa impressione visitare Amatrice a due anni dalla scossa di terremoto che il 26 agosto 2016 portò morte e rovine in ampie zone del centro Italia.

La scorsa settimana, in un editoriale "indirizzato" a Vito Crimi,  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Mario Calabresi rilevava come i finanziamenti pubblici siano previsti solo per alcune realtà editoriali fra cui le "testate parrocchiali" e non per quotidiani come quello da lui diretto.

La scorsa settimana, in un editoriale "indirizzato" a Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Mario Calabresi rilevava come i finanziamenti pubblici siano previsti solo per alcune realtà editoriali fra cui le "testate parrocchiali" e non per quotidiani come quello da lui diretto.
La risposta di Crimi - ospitata sulle stesse pagine del quotidiano romano - evidenziava come, in verità, dal 2001 ad oggi siano stati stanziati finanziamenti indiretti all’editoria (percepiti anche da "Repubblica") per oltre tre miliardi di euro.

La percezione di una diffusa insicurezza economica e sociale legata ai migranti, la paura degli attacchi terroristici e la difficoltà dei governi di garantire sicurezza, sono elementi chiave sui quali diversi movimenti e partiti hanno costruito la propria popolarità in Europa.

Sono iniziate le vacanze per i 145.000 studenti della regione, esclusi quelli che saranno ancora impegnati con gli esami di terza media e di "maturità".

Parte il governo e parte la legislatura: una buona notizia, finalmente. Parte dopo le montagne russe di una crisi complicata, risolta, si potrebbe sintetizzare, "per sfinimento", con una scoppiettante serie di colpi di scena, giusto alla vigilia della festa della Repubblica.

"Vino nuovo in otri nuovi". L’Assemblea diocesana del prossimo 4-5-6 giugno porterà "vino nuovo" o ci chiederà "otri nuovi"? Proviamo a ripercorrere uno dei vari itinerari che sta seguendo la nostra Chiesa.

Dopo l’esito del voto del 4 marzo (per la verità anche prima, dato che quell’esito era tutto sommato prevedibile), la mancanza di un autentico vincitore e quindi la necessità di costruire un governo di coalizione aveva fatto subito intravedere il paradosso delle somiglianze tra la Prima e la nascente Terza Repubblica.

Non è passata neppure una settimana dalla puerile querelle sul "terlis" che ha appassionato i massmedia (senza peraltro che sia verificato un qualcosa di fattivo in termini di soluzione del problema), che Monfalcone è di nuovo al centro dell’attenzione mediatica.

Diventano titoli di quotidiani soltanto gli episodi di cronaca più eclatanti, e cioè le aggressioni agli insegnanti da parte di studenti o anche genitori, ma la relazione scuola/famiglia è diventata negli ultimi anni sempre più problematica e tesa.

Leggendo i risultati delle elezioni di domenica scorsa per il rinnovo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia c’è un dato che offre lo spunto per una riflessione.