Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Un luogo per curare chi è ferito nel profondo del cuore

Per tutto il tempo dell’anno giubilare rimarrà aperta l’Oasi della Misericordia al santuario monfalconese della beata Vergine Marcelliana

Parole chiave: Oasi della Misericordia (4)

Nella cornice del Santuario della Beata Vegine Marcelliana, venerdì scorso, alle 17.30, è stata avviata l’Oasi della Misericordia del decanato di Ronchi, Monfalcone e Duino.
Questa speciale iniziativa, cominciata all’inizio del cammino di Quaresima, sarà l’occasione per riscoprire e rivalutare in maniera comunitaria il sacramento della riconciliazione. Sarà quindi il Santuario francescano monfalconese, il luogo di ascolto della vita nel quale si potrà vivere la testimonianza del perdono quale esercizio di misericordia.
"L’Oasi sarà quell’ospedale da campo richiamato spesso da Papa Francesco. Qui si cureranno le nostre ferite e proprio con il Giubileo abbiamo l’occasione di farlo" ha affermato l’arcivescovo Carlo all’inizio della sua omelia nella celebrazione che ha presieduto assieme ai presbiteri del decanato. E ancora mons. Redaelli: "Noi siamo feriti? Come sono le nostre confessioni? Valutiamo assieme il colesterolo e i trigliceridi spirituali. Ci manca qualcosa di essenziale per la salvezza?".
Tanti gli interrogativi proposti ai fedeli da parte del presule che ha invitato tutti a riflettere anche sul concetto della salvezza della vita.
"La vita mi interessa? - ha continuato il vescovo Carlo - Il giubileo può servire a essere consapevoli di ciò che viviamo. Abbiamo necessità di comprendere che da soli non ce la facciamo, non siamo a posto, abbiamo bisogno di pregare , versare lacrime e con sincerità richiedere pietà". L’arcivescovo ha poi citato il Vangelo di Luca come Vangelo di  Misericordia nel quale emerge la fatica che aveva fatto Gesù per convertire proprio "chi si credeva a posto".
A chi si intende perciò rivolgere l’Oasi della Marcelliana? In primis a quei "feriti gravi", profondamente nel cuore, che saranno sanati attraverso l’amore eterno; in secondo luogo è diretta a chi si ritiene a posto ma nonostante tutto non è salvo anche se si ritiene autosufficiente e orgoglioso.
In conclusione mons. Redaelli ha affermato: "Forse tutti noi siamo sia feriti che orgogliosi. Allora questo è il momento giusto. In questo tempo di grazia pensato proprio per noi, accingiamoci a valorizzare questa iniziativa".
Al termine della solenne messa cantata dai Sacri Cantores Theresiani, il celebrante ha consegnato nelle mani dei sacerdoti presenti, il mandato di missionari della misericordia. Essi daranno segni importanti e saranno strumenti del perdono di Dio, cercheranno di aiutarci ad aprire le porte dei cuori per superare la vergogna ed aiutarci a non fuggire dalla luce. Le loro mani ci benediranno e ci risolleveranno con paternità curando le nostre ferite.
L’Oasi sarà gestita a turno dai parroci del decanato: ogni mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 17.30 alle 19 avremo l’opportunità di vivere momenti di ascolto esistenziale per condurre la vita in maniera concreta.
Sarà inoltre possibile accostarsi al sacramento della Riconciliazione ogni giorno dalle 8.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 18.30.

Le testimonianze

L'Oasi della Misericordia permetterà quest’anno ai fedeli, in occasione del Giubileo, di partecipare ad innumerevoli incontri mirati a sensibilizzare i cristiani sul tema della misericordia, attraverso l’ascolto e la riflessione della parola di Dio e attraverso la realizzazione di opere caritatevoli.
L’anno del Giubileo sarà inoltre un’occasione per analizzare se stessi e capire cosa si può fare per vivere in comunione con il Signore e con gli altri. Sentiamo le opinioni di alcuni dei presenti alla celebrazione di avvio dell’Oasi della Misericordia
"La celebrazione che il vescovo ha presieduto, è stata bella e c’è stata una forte partecipazione. Contiamo sulla disponibilità dei sacerdoti per farci guidare in questo percorso".
Queste sono state le parola di alcuni fedeli che hanno partecipato alle celebrazioni di venerdì scorso.
Ancora parole di entusiasmo: "Ho vissuto un momento di  grande gioia attraverso le parole del vescovo. Ho pregato affinché tutti i cuori possano aprirsi a Dio, perché lui è l’unica fonte di grazia, di vita e di amore. Il Papa di oggi sta rivoluzionando i cuori degli uomini, sta facendo vivere a noi cristiani  un anno di grazia. Il Giubileo di quest’anno possa essere un’occasione per unire le parrocchie di tutto il mondo".
Altri fedeli invece hanno notato purtroppo una scarsa partecipazione da parte dei giovani e sperano che l’anno santo contribuisca a riavvicinare i ragazzi alla vita cristiana.
"La celebrazione è stata davvero una gioia, una cosa nuova e particolare. Ci auguriamo però che partecipino più persone, specialmente più giovani, in
modo da non vedere sempre le solite persone qui alla Marcelliana perchè siamo anche abbastanza anziane. I
ragazzi invece sono il nostro futuro, sono loro coloro i quali porteranno avanti il destino della Chiesa".
La serata di venerdì ha dato vita a molte speranze nei cuori delle persone, le quali hanno avuto modo di pensare al futuro della Chiesa e della propria comunità. Possa allora questa iniziativa aiutarci ad avvicinarci a Dio, alle altre persone e comprendere sempre di più anche  noi stessi.

La messa più "adatta" per il Giubileo della Misericordia...

Quale messa potrebbe più essere adatta per il Giubileo Straordinario della Misericordia se non la "Missa Mater Misericordiae" di Josef Gruber?
L’opera del compositore austriaco, tanto amato e cantato nella nostra Diocesi a cavallo tra i due secoli, è stata eseguita in occasione dell’apertura dell’oasi della Misericordia al Santuario monfalconese della Beata Vergine Marcelliana dai Sacri Cantores Thresiani, l’ultimo coro ceciliano dell’Arcidiocesi. Josef Gruber, nato il 1855 a Weißenkirchen/Wachau, fu un allievo di Anton Bruckner, anch’egli tra le punte della musica sacra diocesana di un tempo.
Ricevette la sua prima formazione musicale come "Sängerknabe" (voce bianca) nell’ "Augustiner Chorherrenstifft", il coro parrocchiale del suo paese natale. Lo Stifftskappelmeister (Maestro di cappella) era dal 1852 Ignaz Traumihler (1815-1884). Dal 1855 fu attivo come organista lì lo stesso Bruckner.. Nel 1878 prese la posizione di organista nel monastero di St. Florian che prima era stata del suo maestro. In quegli anni studiò composizione con J. E. Habert. Da sottolineare che anche Gruber è stato un attivo protagonista del movimento ceciliano (in Italia sottolineiamo i celeberrimi Perosi, Ravanello e Bottazzo).
Dal 1906 Gruber andò ad insegnare musica a Linz, dove morì il 2 dicembre 1933. Tra le sue composizioni principali, tutte impregnate del cecilianesimo austriaco, ritroviamo per prima la "Jubiläumsmesse" op. 40 che lui compose in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di regno dell’imperatore Franz Joseph nel 1898. Sono 300 le composizioni totali di musica sacra di Gruber tra cui 58 messe e ben 14 Requiem e una raccolta di mottetti e litanie popolari tedesche. Altre opere famose la Thomasmesse op. 83 a sette voci a cappella, la Familienmesse op. 117 e le orchestrate Elisabethmesse op. 36, Requiem op. 20 e la Missa St. Petri op. 14.
La "Missa Mater Misericordiae" op. 336 ad una voce media, venne composta per cori alternati di bambini e uomini. Una messa popolare, accompagnata dell’organo che, in ogni caso, non appesantisce il canto ma, anzi, lo eleva e lo supporta magnificamente. Dalla semplicità del Kyrie si passa alla semplice maestosità del Gloria. Il Sanctus ed il Benedictus sono lievi e scorrevoli mentre l’Agnus Dei, malinconico e velatamente grave, accezione che viene poi eliminata alla fine dello stesso con un accordo maggiore, chiude magistralmente questa meritevole Messa. Il titolo invoca in modo univoco Maria che in questo caso specifico diventa la "Madre della Misericordia", protettrice del giubileo.
I Sacri Cantores Thresiani hanno eseguita questa messa già in alcune chiese dell’Arcidiocesi e sono a disposizione dei parroci che intendano proporla all’interno delle celebrazione eucaristiche - specie in questo tempo di Quaresima - nelle loro chiese.

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