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San Canzian: cinquant'anni dopo gli scavi

Scavi che hanno riportato all’attualità non solo della comunità cristiana, ma anche della comunità scientifica, un tesoro fino a quel momento sepolto

San Canzian: cinquant'anni dopo gli scavi

Affollato incontro al centro civico di S.Canzian d’Isonzo attorno ad un tema essenziale per la comunità canzianina e, per la verità, per il Mandamento e il Goriziano: è stata l’occasione -promossa dalla Associazione culturale bisiaca nel quadro delle "zornade bisiache"- per fare il punto sulla campagna di scavi degli anni sessanta.
Scavi che hanno riportato all’attualità non solo della comunità cristiana che conosceva il suo tesoro, ma anche della comunità scientifica e del paese tutto, un tesoro fino a quel momento sepolto ma la cui conservazione fino agli anni sessanta ha consentito di mettere in luce un patrimonio storico e di fede, non solo autentico ma riconosciuto tale.
Un traguardo per il quale hanno lavorato uomini e figure straordinarie delle istituzioni, dell’università e della cultura regionale come il prof.Giovanni Battista Brusin di Aquileia, del coordinatore prof. Mario Mirabella Roberti, e con loro una schiera di archeologi e studiosi; un traguardo che ha impreziosito non solo gli studi e le ricerche, ma al consentito di mettere in luce un tesoro per la fede, per l’arte e per l’architettura, trasformando il paese di S.Canzian d’Isonzo (in un tempo nel quale si discuteva sul nome), in un sito archeologico di grandissima rilevanza.
Nel corso dell’incontro - a cura del prof. Cristiano Tiussi e del prof. Luca Villa- è stato fatto il punto sugli ulteriori campagne di scavi, sui lavori di sistemazione e sulle attività in atto per dare completezza e valorizzazione su quanto è venuto alla luce in vista di consentire una completa utilizzazione.
Studenti e ricercatori devono essere di nuovo messi in condizione di allargare le verifiche e di proseguire campagne di scavo che possano consentire anche altri risultati e nuove conferme.
La serata -introdotta dal presiedente dell’associazione bisiaca Ivan Portelli - ha consentito, grazie alla sintesi dei docenti, di mettere a punto lo stato dei lavori e delle ricerche, ma anche di conoscere la mole di lavoro per proseguire in un progetto che ha lo scopo di far cogliere la rilevanza storica di queste fonti che sono uniche per la bisiacaria, ma anche il per il Goriziano e la Regione.
Un patrimonio che consente di fondare il passato e di diventare sito archeologico di prima grandezza, proprio grazie al fatto di avere conservato memorie che nessuno ha potuto manomettere e, soprattutto, di dare scientificità a resti e testimonianze che hanno vinto ogni ostacolo riguardo la autenticità e alla consistenza.
S.Canzian - con il suo sito archeologico- costituisce poi la vera radice che potrà consentire, attraverso studi anche linguistici, di cogliere le basi della vita e della lingua della bisiacaria.
In questo ed in altri appuntamenti (che hanno riguardato aspetti diversi della cultura bisiaca), è stato auspicato un convergere di interessi e di forze - prima di tutte quella della comunità cristiana, ma anche del Comune e delle istituzioni di cultura e ricerca- per dare consistenza a questo sogno, per farlo diventare realtà.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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