Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Rivive ancora una volta l’antica tradizione del "tiro a l'ou"

Un momento dal gusto antico che richiama le gare di un tempo, quelle che si svolgevano anche ta ’l folador de Fonda, quelle in cui ci si sfidava per vincere un uovo tradizionale

Parole chiave: tiro a l'ou (2), domenica delle Palme (4), tradizione (20)

Domenica delle Palme a Turriaco significa anche "Gara di tiro a l’ou"!
In paese, infatti, in quella giornata le tradizioni pasquali uniscono il sacro e il profano in un denso mix che avvolge le persone e le rende gioiose protagoniste di quella domenica che avvicina tutto il mondo cristiano alla Pasqua di Resurrezione.
Durante la settimana antecedente un gruppo di volontari e i bambini del Gruppo Amici, seguiti quest’anno dalle catechiste Michela e Fausta, preparano l’ulivo in bustine corredate anche da lavoretti che proprio i bambini hanno realizzato durante gli ultimi incontri; tali bustine vengono poi proposte durante la domenica delle palme in cambio di un’offerta libera che sarà devoluta all’opera missionaria che la Diocesi porta avanti da anni in Burkina Faso e di cui una delle protagoniste è la compaesana Luisella Paoli.
Don Enzo, assieme ai piccoli del catechismo, apre poi la messa con una breve processione sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Rocco e, a conclusione della celebrazione religiosa sul sagrato stesso e su tutta la piazza, si svolge la Gara del "Tiro a l’ou" proposta dal Circolo culturale e ricreativo don Eugenio Brandl con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e il contributo della Banca di credito cooperativo di Turriaco.
Si tratta di un momento dal gusto antico che richiama le gare di un tempo, quelle che si svolgevano anche ta ’l folador de Fonda, quelle in cui ci si sfidava per vincere davvero un uovo, ma non di cioccolato, un uovo tradizionale, di gallina, da mangiare non appena il soldino si era conficcato in esso!
Oggi i premi sono altri: salami per gli adulti e uova di cioccolato per i bambini, ma la partecipazione alla gara è sempre molto sentita!
Le uova, che un tempo venivano pitturate solo con elementi naturali, per l’occasione, sono decorate dai bambini della Scuola dell’Infanzia che da anni collabora con piacere a quest’iniziativa.
Le batterie che si fronteggiano vanno dai piccolissimi agli adulti e la sfida mette a dura prova gli arbitri che si cimentano a dirigere le varie fazioni: dieci i tiri disponibili per ogni partecipante, monetine da 100 Lire ancora in auge e... tanta, ma tanta mira!
I premi, chiaramente, si sono modificati col volgere degli anni, ma il desiderio di vincere è rimasto sempre quello, inalterato, poiché essere campioni piace a tutti.
Variegata l’età dei partecipanti: dai 3 anni agli oltre 80, a dimostrazione che in certi casi le primavere alle spalle non contano, pur di divertirsi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Rivive ancora una volta l’antica tradizione del "tiro a l'ou"
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