Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
stampa

Perchè non si ripeta il dramma dell’amianto

Dal convegno svoltosi la scorsa settimana al San Polo, un forte appello alle istituzioni ad approfondire e far conoscere a tutti l’impatto, sulle persone e sull’ambiente delle "Fibre artificiali vetrose"

Parole chiave: amianto (9), convegno (41)

"Perché non succeda più, perché basta medaglie e monumenti per le vittime"; davanti ai lavoratori morti bisogna dire "quello che dobbiamo fare perché lavoro, diritti, dignità vengano rispettati". Luigino Francovig, già dipendente del Cantiere navale di Monfalcone ed oggi responsabile dell’Area amianto dell’Associazione Solidarietà Isontina Auser, ha espresso così il significato dell’appello alle istituzioni ad approfondire e far conoscere a tutti l’impatto, sulle persone e sull’ambiente, dei materiali utilizzati in sostituzione dell’amianto.
La risposta è venuta dagli assessori regionali all’Ambiente Sara Vito e alla Salute Maria Sandra Telesca.
Con la collaborazione del Comune di Monfalcone hanno organizzato nell’auditorium del complesso ospedaliero di San Polo il convegno tenutosi lo scorso 20 aprile sugli aspetti ambientali e sanitari delle "Fibre artificiali vetrose".
La valenza scientifica del convegno è emersa dai contributi del professore e medico di medicina del Lavoro, Massimo Bovenzi, degli esperti di prevenzione e igiene tecnica del lavoro, Paolo Pischiutti e Renzo Simoni, dei rappresentanti delle Agenzia regionali per la protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia e del Piemonte, Glauco Spanghero e Angelo Robotto, nonché di Stefano Massera (Inail) e di Danilo Cottica (Istituti Clinici Scientifici Maugeri).
Fibre ceramiche e lane minerali hanno già manifestato la loro grave pericolosità, altri materiali artificiali sono sotto indagine da parte delle strutture competenti, ma su molti materiali utilizzati al posto dell’amianto ci sono riscontri che parlano di pericolosità bassa o assente.
A Monfalcone, che ha pagato e continua a pagare duramente l’utilizzo dell’amianto nelle costruzioni soprattutto navali, il discorso avviato dalla Regione appare significativo e non si fermerà a questo convegno perché, ha sottolineato l’assessore Sara Vito, "le fibre artificiali vetrose sono un tema relativamente poco conosciuto al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori. Perciò è molto importante che se ne parli e discuta in termini chiari e a livello qualificato".
E’ necessario far crescere la conoscenza e la consapevolezza delle qualità dei materiali che si utilizzano per prevenire - ha detto l’assessore Telesca - conseguenze pericolose per le persone ed è importante che su questo tema in Regione ci si muova in sinergia. Viene infatti affrontato dalle strutture competenti per l’ambiente, per la salute e per il lavoro.
Su questi argomenti il Comune di Monfalcone "è sul pezzo in modo convinto" ha detto il sindaco Anna Maria Cisint ed il presidente dell’Unione territoriale Intercomunale "Carso Isonzo Adriatico" Riccardo Marchesan ha chiesto che il Centro Regionale Unico Amianto  di Monfalcone diventi nei fatti il centro pilota regionale per analisi e attività di prevenzione.
Le conseguenze dell’utilizzo, in passato, dell’amianto nel cantiere navale, ha sottolineato Marchesan, hanno superato i confini del Monfalconese verso la Bassa Friulana, il Carso e la vicina Slovenia. Il convegno del 20 aprile ha avuto carattere di informazione scientifica e di confronto tra esperienze sul controllo e sugli indirizzi riguardanti le modalità di utilizzo di materiali contenenti fibre artificiali vetrose.
La relazione di Danilo Cottica ha però evidenziato che la Fincantieri negli ultimi anni sta conducendo ricerche approfondite sulla pericolosità dei materiali utilizzati nella costruzione delle navi in funzione di prevenzione dei rischi per la salute.
L’utilizzo di alcuni di questi materiali è stato escluso proprio in base alla loro riscontrata grave pericolosità.
I sostituti dell’amianto sono quindi sotto osservazione e, come ha sottolineato l’assessore Vito, si avvia un percorso di indagine ma anche di diffusione della conoscenza del loro grado di pericolosità e della necessità di avere tutte le necessarie precauzioni quando esista anche solo una bassa possibilità di effetti dannosi per la salute dei lavoratori e dell’ambiente.
Ed è bene ricordare che il discorso non riguarda solo i cantieri navali, ma anche l’edilizia e la realizzazione di prodotti di uso comune.
Non si sono lanciati allarmi, ma "è bene parlare di queste problematiche quando sono aggredibili", ha sottolineato il direttore dell’Arpa del Piemonte Angelo Robotto.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Perchè non si ripeta il dramma dell’amianto
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.