Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Monfalcone: torna a suonare l'organo del duomo di S.Ambrogio

Domenica 7 dicembre concerto inaugurale dello strumento con il maestro Manuel Tomadin

Parole chiave: organo (24), Manuel Tomadin (1), ditta Zanin (1)

In questi giorni si sono conclusi i lavori di restauro all’organo del Duomo di Monfalcone: il grande strumento "Zanin " è stato rimontato in Abside a cura della ditta Bonato di Verona durante la primavera scorsa: in origine già occupava questa posizione quando fu costruito (1935), ma per curiose e complesse vicende che trovano ampia documentazione nella pubblicazione redatta dal dott. Andrea Guerra (che sarà distribuita in occasione del concerto inaugurale del 7 dicembre 2014) l’organo fu spostato "in cornu epistole" dopo la guerra del ’45 e lì rimase fino al 2006.
In occasione della pianificazione complessiva dei lavori di restauro del Duomo, la Parrocchia decise di pensare anche all’organo e alla sua ricollocazione, tenuto conto delle rinnovate esigenze imposte dall’adeguamento liturgico del presbiterio con la collocazione di nuovo altare e ciborio nella parte superiore.
Il progetto di restauro fu elaborato dall’organista Massimo Mauro con la supervisione dell’Ispettore Onorario della Soprintendenza m.o Fabio Nossal: comportò lo smontaggio totale dello strumento nell’anno 2006, in concomitanza all’inizio dei lavori di restauro della Basilica di S. Ambrogio.
Nel laboratorio di Verona Diego Bonato assieme ai suoi collaboratori revisionarono l’organo durante gli anni successivi, seguendo il principio "filologico" imposto dal progetto e mantenendo dunque le caratteristiche originali degli anni ’30 delle canne e della trasmissione pneumatica della consolle.
Terminati i restauri e l’adeguamento liturgico della chiesa, nel febbraio 2014 l’organaro e due suoi collaboratori iniziarono a trasportare ed a rimontare nuovamente in Duomo lo strumento.
Nei due mesi successivi si è proceduto all’intonazione di tutte le oltre 1500 canne: l’accordatura scrupolosissima ha donato all’ organo una caratterizzazione del suono estremamente precisa; le sole file di canne relative ai due Ripieni hanno richiesto ben due settimane di intenso lavoro.
Una visita dell’Ispettore Onorario maestro Fabio Nossal, che ha provato lo strumento in tutte le sue potenzialità espressive, ha certificato l’esito positivo delle operazioni che hanno concluso il restauro. In maniera "informale" l’organo ha ricominciato a far sentire la propria voce in occasione delle festività pasquali e del Corpus Domini, con il Coro Decanale schierato sotto le tre cuspidi ed l’organista nuovamente alla consolle pneumatica rinnovata.
E siamo a dicembre 2014: finalmente il sospirato concerto di inaugurazione eseguito dal maestro Manuel Tomadin conclude un restauro perfettamente riuscito.
Sono previsti successivamente, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, altri due concerti che meglio di ogni altra iniziativa illustreranno a tutti caratteristiche e potenzialità del rinnovato strumento.
In prospettiva futura, per esigenze liturgiche la Parrocchia con fondi propri potrebbe installare parallelamente alla trasmissione pneumatica un sistema elettrico a trasmissione digitale, "invisibile" e totalmente indipendente da quello pneumatico, che consenta di suonare l’organo oltre che dalla propria consolle pneumatica posizionata in Presbiterio alto anche da una seconda consolle posizionata in navata destra, in prossimità del nuovo Ambone.
L’organo "Johannus" ritroverebbe nuova vita in questa funzione, divenendo anche consolle remota per far suonare l’organo "vero". Finalmente all’organista verrebbe concesso di posizionarsi vicino all’assemblea che partecipa attivamente con il canto alle liturgie: il ritardo nella percezione del suono da parte dell’esecutore, dovuto alla distanza tra la "consolle elettronica" posizionata in navata destra e le canne dell’organo in Presbiterio alto, creerebbe un minimo di difficoltà ampiamente superata dai benefici che deriverebbero dal posizionamento "assembleare". In occasione di concerti si potrebbe posizionare la consolle elettrica in presbiterio basso, consentendo così al pubblico degli appassionati di seguire anche visivamente i virtuosismi esecutivi dell’organista.
A conclusione di tutti i lavori di restauro, la Parrocchia entusiasta di poter consegnare questo strumento rinnovato e affidabile ai nuovi giovani organisti dei prossimi 50 anni...

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