Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Monfalcone: incontro e testimonianza con l'arcivescovo sul tema amianto

Sotto la pioggia di primavera un bel gruppo di familiari - presenti l’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli ed il sindaco Silvia Altran - ha celebrato, martedì 28 aprile, la Giornata nazionale dedicata alle vittime dell’amianto davanti al monumento che sorge a Panzano per iniziativa dell’associazione presieduta da Carmelo Cuscunà.

Parole chiave: amianto (9), arcivescovo (18)
Monfalcone: incontro e testimonianza con l'arcivescovo sul tema amianto

È stata una testimonianza ed un impegno di rinnovata solidarietà all’associazione e di amicizia ai soci impegnati in questa battaglia umana e politica.
Davanti al monumento della piazzetta è stata posta anche una corona che ha rinnovato per tutti la portata della scritta che la accompagna e che accoglie tutti i visitatori: "Costruirono le stelle del mare, li uccise la polvere, li tradì il profitto".
Un tema, che è insieme denuncia e constatazione, che è stato al centro delle parole del presidente Cuscunà il quale con parole generose e decise ha dato il benvenuto all’arcivescovo ed all’incontro.
"Noi non abbiamo mai voluto - ha aggiunto - vendetta. Per decenni gli operai hanno respirato la polvere di amianto e le loro mogli hanno lavato le tute. Il profitto - ha concluso -  è stato messo al primo posto, le persone e la salute sono state giudicate meno importanti".
Cuscunà si è preoccupato del passato, ma ha anche chiesto che per il futuro si impongono nuove scelte sia per la costruzione delle navi che per il loro smantellamento, specialmente quando queste avviene in terre dove sono coinvolte anche le donne ed i bambini. Ha chiesto un gesto di pentimento per chi sapeva ed un impegno per il domani.
La vicinanza alle famiglie ed alle persone che hanno pagato un prezzo alto in termini di vita e di affetti da parte delle comunità cristiane del decanato è stata espressa con un breve incontro di preghiera. Ha fatto da introduzione la lettura del vangelo di Giovanni che raccontando, la guarigione del giovane cieco, invita a guardare con fede, nella consapevolezza che malattie e mali non sono opera di Dio ma invitano ad alzare lo sguardo ed a esprimere solidarietà e condivisione, soprattutto perchè i diritti dei colpiti siano riconosciuti, il lavoro sia assicurato nel rispetto delle condizioni ambientali.
L’arcivescovo Redaelli ha commentato il brano evangelico ribadendo con forza che la "vita viene prima del profitto" e che dunque occorre per rispetto delle vittime, occorre "parlare di assunzioni di responsabilità e di un cambio di mentalità perché sia garantito un equilibrio umano tra diritto al lavoro, rispetto della salute e tutela dell’ambiente".
"Al primo posto - ha concluso l’arcivescovo - viene la dignità della persona".
Dopo le intenzioni di preghiera e la benedizione, l’associazione ha ringraziato l’arcivescovo che ha salutato tutti i presenti con parole di fraterna condivisione e di solidarietà.

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