Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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"L’acqua pura del Vangelo per le radici dell’Europa"

I fedeli di Ronchi, Metlika e Wagna pellegrini sul Lussari

Parole chiave: monte Lussari (1), pellegrinaggio (69), gemellaggio (11)
"L’acqua pura del Vangelo per le radici dell’Europa"

"Solo una Chiesa ricca di testimoni potrà ridare l’acqua pura del Vangelo alle radici dell’Europa": così il Papa Francesco concludeva una relazione in occasione della consegna del premio Carlo Magno nel 2016; e sottolineava che "alla rinascita dell’Europa affaticata, ma ancora ricca di energie e di potenzialità, può e deve contribuire la Chiesa": in comunione con questo spirito ha avuto luogo, sabato scorso, il pellegrinaggio delle comunità cristiane - gemellate attraverso i comuni - di Ronchi, Metlika e Wagna, al santuario di Lussari.
Quasi centocinquanta persona, provenienti dalle tre località e con la partecipazione dei tre parroci, hanno raggiunto il santuario - a conclusione delle celebrazioni del cinquantenario del gemellaggio - per esprimere davanti alla Madre di Dio, venerata come la madre di tutti i popoli, il medesimo intento ed impegno.
"Il pellegrinaggio spirituale - come ha sottolineato Paola Pivec, vicesindaco  di Ronchi - mette in risalto i valori del gemellaggio che lega le tre comunità in un abbraccio di fraternità e di impegno di costruzione dell’Europa.
Nel corso di un momento di incontro sono stati condivisi i tre scopi del pellegrinaggio: chiedere la grazia di collaborare umilmente alla costruzione dell’Europa dei popoli, rinnovare la fede per impegnarsi a fare la propria parte per la costruzione del Regno di Dio e, terzo, per chiedere luce e indicazioni per scoprire la strada del domani della Chiesa, delle parrocchie, della fede.
Ringraziare per la bella storia del gemellaggio e guardare avanti per diventare cristiani credibili capaci di dare il proprio apporto per la costruzione dell’Europa. In questo spirito è stata sottolineata la responsabilità della Chiesa e ricordata la testimonianza dei tre cristiani, costruttori prima dell’Europa, Schumann, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi.
È seguita la celebrazione - con l’utilizzo delle tre lingue - nella chiesa del santuario. L’arcivescovo emerito di Lubiana, monsignor Alois Uran (non avendo potuto partecipare l’arcivescovo De Antoni, impedito da una malattia), ha presieduto la liturgia e interloquito con i presenti per evidenziare sia la portata della missione della Chiesa anche in Europa; una missione che ha come fondamento il gesto di Gesù che sulla croce ci ha affidati gli uni agli altri, che chiede a noi di essere testimoni con la vita e di allargare l’animo riconoscendoci appartenenti all’unico popolo di Dio pur con provenienze, storie e lingue diverse.
La celebrazione si è conclusa con l’invocazione alla Madre di Dio e madre dei cristiani, riconosciuta e pregata da tutti i popoli dell’Europa ed in particolare dalla gente di Austria, Italia e Slovenia.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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