Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Il senso della missione

Due giornate di approfondimento con i missionari del PIME

Parole chiave: PIME (1), missione (58)

Per due domeniche ed il tempo di una settimana le parrocchie delle Unità pastorali del territorio di Monfalcone e Staranzano hanno avuto l'opportunità di approfondire il senso della 'misione' del cristiano assieme a missionari che hanno vissuto questa vocazione all'estero e nel nostro Paese. Il percorso si è concluso, nel pomeriggio di domenica 24 marzo, nella sala del teatro di San Nicolò, presente anche il Vescovo Carlo, con un incontro con padre Bernardo Cervellera del PIME, già missionario in Cina e oggi , tra l'altro, direttore di Asianews. “Cristiani perseguitati cristiani di speranza; evangelizzare il mondo da minoranza” è stato il titolo dell'incontro. Padre Bernardo ne ha approfondito i significati partendo dalla sua esperienza e dalla conoscenza della situazione della Chiesa in Cina. Ha raccontato fatti e accadimenti che hanno toccato e toccano i cattolici cinesi (stessa condizione in cui si trovano tutti i fedeli delle cinque religioni riconosciute come tali in Cina). Ci sono due situazioni: la Chiesa ufficialmente riconosciuta e gestita dall'Associazione patriottica, e quindi dal Partito al potere, e la Chiesa sotterranea che continua il legame universale in comunione con il Papa. Non è che la prima sia libera, anzi il potere politico la vuole come Chiesa “indipendente” e la tiene sotto strettissimo controllo, ma la seconda ha conosciuto e conosce anche il disprezzo e la persecuzione. E' vero che il 22 settembre 2018 Cina e Vaticano hanno sottoscritto un accordo, peraltro con un testo segreto, in cui il Papa si vede riconosciuto il diritto di nomina dei Vescovi, ma è altrettanto vero che questo accordo piace al Ministero per gli Affari religiosi ed è fortemente avversato da chi nel Partito Comunista gestisce l'Associazione patriottica. Situazione complessa e difficile dunque per i cattolici cinesi, siano riconosciuti e controllati nella Chiesa patriottica o vivano la loro fede nel nascondimento. Ma perchè questa piccolissima minoranza di cattolici, in un paese che conta circa un miliardo e mezzo di abitanti, impensierisce il potere? E quale è la loro forza, che porta ad una crescita costante ogni anno? Dagli episodi narrati da padre Bernardo si comprende che il potere statale ha “paura del senso di unità dei cattolici” e per questo c'è chi tende a creare divisioni e a tenere separate del due Chiese cattoliche in Cina. La crescita? I cattolici non organizzano certo convegni, conferenze e processioni, anzi non possono nemmeno educare alla fede i figli minori di 18 anni. Chi lo fa commette un atto illegale e, come per altri simili atti, come minimo è prevista una pesantissima pena pecuniaria. Eppure crescono, perchè anche in Cina c'è oggi una forte ricerca di spiritualità. La forza delle ideologie non basta e nemmeno, per chi sta economicamente meglio, il possesso di beni materiali: si cercano valori che diano significato alla vita. E qui il cristiano porta la sua proposta nell'unico modo che colpisce nella società cinese: il dono gratuito del proprio tempo al prossimo. Gesti concreti e gratuiti che contano più delle parole che, seppur necessarie, vengono dopo la testimonianza offerta con la propria vita. Così il credente diventa segno di speranza. In molti dei presenti all'incontro con Padre Bernardo è scattato un immediato confronto con la nostra realtà. Il cristiano in minoranza, e oggi tali siamo anche in Italia, ha bisogno di ricomprendersi. Possiamo imparare anche dai cinesi, ha sollecitato padre Bernardo, ma la lettura della nostra situazione non può risolversi in un 'lamento' verso il Papa e la gerarchia o verso gli altri credenti, bensì in un impegno che “comincia da me”. Ed eccoci al tema che nella settimana ha animato incontri e predicazione: 'missione' è anche qui perchè tutti siamo chiamati alla testimonianza. Senza l'illusione del potere che in passato ha condizionato la vita della Chiesa. Con la consapevolezza dell'essere una minoranza che offre speranza attraverso concreti gesti di amore per il prossimo. Anche noi come i fratelli e le sorelle cinesi. Questa “Quaresima missionaria” ha portato così nuovi contributi alla riflessione volta a capire la nostra vocazione ad essere testimoni del Risorto in una società che vive profonde contraddizioni e si rivela sempre più lontana dal messaggio del Vangelo.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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