Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
stampa

Il pluralismo nell’informazione è un valore costituzionale

Affollato incontro promosso da Articolo 21, Ordine dei Giornalisti, Fnsi ed Assostampa

Parole chiave: pluralismo (1), informazione (4)
Il pluralismo nell’informazione è un valore costituzionale

Partiamo da un presupposto: i durissimi attacchi subiti dalla stampa nelle ultime settimane, vanno respinti con una riflessione pubblica senza riserve. Ed è proprio quello che è successo a Monfalcone lo scorso mercoledì 14 Novembre, quando nella sala della Parrocchia di San Nicolò si è parlato del tema: "Il Pluralismo nell’informazione è un valore: lo dice la Costituzione".
L’iniziativa è stata promossa da Articolo 21, Ordine dei Giornalisti, FNSI e Assostampa. A prendere la parola nel convegno, sono stati Marco Tarquinio Direttore di Avvenire, Norma Rangeri Direttore del Manifesto, Aleksander Koren Direttore del Primorski Dnevnik e Paolo Borrometi Presidente di Articolo 21. Ad aprire gli interventi è stata Norma Rangeri, la quale ha parlato del graduale azzeramento dei fondi per il pluralismo, del crollo dei finanziamenti pubblici ai giornali e della crisi del sistema della carta stampata.
Un dato allarmante, sottolineato da Rangeri, è il seguente: dal 2009 al 2017 c’è stato un calo del 76% dei finanziamenti; altra questione che fa pensare è la seguente: solo sette quotidiani nazionali ricevono ad ora i finanziamenti. Si tratta appunto di Avvenire, Il Manifesto, Libero, Il Foglio, Italia Oggi, Il Quotidiano del Sud e Il Quotidiano di Sicilia. Da parte della direttrice dunque è stato denunciato l’accanimento dei tagli per giungere ad una più semplice omologazione in una definita "post democrazia"; critiche anche sulla gestione delle notizie da parte di altre testate (toni e linguaggio) e sulla situazione del precariato.
Marco Tarquinio ha ricordato da subito nel suo discorso che l’agenda del quotidiano di ispirazione cattolica è quella dei poveri, degli ultimi e dei deboli. Ovviamente i giornali in questione sono diversi per storia e tradizione ma accumunati da molte difficoltà. Tarquinio ha poi discusso di economia e mercato globale, di giornalisti considerati "di riserva" (i freelance) e di equo compenso. Quindi si è parlato del momento in cui l’informazione è assediata e di una fase in cui aumenta il tasso di intossicazione del dibattito pubblico. "I giornali come le biodiversità, vanno tutti garantiti" questo il deciso richiamo del Direttore di Avvenire nella parte finale del suo intervento, mirato a parlare di un’informazione che deve saper coniugare un’identità non dissimilata e qualità tangibili.
Esempio virtuoso di voce a tutela e garanzia della minoranza italiana di lingua slovena, è il Primorski Dnevnik diretto da Aleksander Koren. Una testata non solo portavoce delle minoranze ma che ha sviluppato anche un ruolo decisivo per l’integrazione, che conta attualmente su 16 contratti stabili e 4 collaborazioni a termine, in un contesto nel quale si vivono crisi periodiche e periodi di solidarietà. Koren ha anche citato gli Articoli 3, 6 e 21 della nostra Costituzione. Nato come Quotidiano del Litorale, il Primorski ha compiuto 73 anni di vita e non può dimezzare la sua presenza in Italia. "Sarebbe un colpo mortale per noi" ha affermato Koren e ancora: "E’ stato scioccante per noi l’annuncio di Crimi, siamo europeisti al 100% e riteniamo che l’Europa sia garanzia assoluta per le minoranze storiche che hanno vissuto i nazionalismi".
A trarre le conclusioni sulla tematica oggetto di discussione, è stata Fabiana Martini che ha intervistato Paolo Borrometi Presidente di Articolo 21, il quale ha ricordato che Avvenire e Il Manifesto sono costituzionalmente rilevanti. "Il Giornalismo deve essere per forza molesto" secondo il giornalista d’inchieste. "Togliere la Libertà di Stampa, significa togliere l’aria intorno a noi" ha affermato in chiusura Borrometi. Parlando di voci del territorio e garanzie per il futuro, è necessario considerare che anche i settimanali diocesani sono una garanzia per presidiare il pluralismo. Non ci si può permettere che vengano meno in quanto significherebbe che una parte di territorio rischi di non esistere più.
A tale proposito le parole del Presidente Sergio Mattarella sono esemplari. E’ giusto ricordarle: "Al mattino come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente, e mi stanno a cuore; ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere. E per questo ha un grande valore la libertà di stampa, perché - anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate - consente ed aiuta a riflettere". Pensiamoci senza rimandare il discorso.

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