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Il "grazie" al Signore per don Fabio sacerdote da 25 anni

Tanti i fedeli delle comunità di Villaggio del Pescatore, Duino e Sistiana che hanno voluto stringersi al parroco nel giorno in cui  ha ricordato l’anniversario di ordinazione

Parole chiave: don Fabio La Gioia (3), anniversario (151), sacerdozio (20)
Il "grazie" al Signore per don Fabio sacerdote da 25 anni

La chiesa del Villaggio del Pescatore dedicata a San Marco Evangelista, ha accolto i tanti fedeli che si sono stretti a don Fabio La Gioia durante la Santa messa concelebrata con Don Giorgio Giannini, don Carlo Bolcina e don Francesco Fragiacomo.
La comunità pastorale di Duino, Sistiana e Villaggio del Pescatore, ha gioito per il venticinquesimo dell’ordinazione di don Fabio La Gioia ringraziando il Signore della sua presenza tra noi, quale testimone dell’Amore di Dio.
Il parroco, durante la sua omelia, ha ripercorso i tanti momenti vissuti in questi ultimi venticinque anni. Già nel 2009 quando salutò la comunità di Aiello, dopo dieci anni, è stato arduo fare una sintesi, ora, dopo venticinque anni, tanti i ricordi, grandi e intensi, che è ancor più difficile fare una scelta.
Quando fu ordinato sacerdote, nel 1994, don Fabio iniziò il suo cammino sacerdotale a Roma nella basilica di Santa Prassede, durante la prima settimana ebbe la sensazione di "avere un piede in cielo". In seguito, per due anni, fu vicario parrocchiale nella provincia di Grosseto, lì, in una campagna brulla, terra di missione, conobbe persone semplici, generose delle quali conserva tracce indelebili nella memoria, per ciò che hanno saputo donare. Negli anni successivi, don Fabio si avvicinò a queste terre; per tre anni fu vicario parrocchiale a Gradisca. Lì tutto era radunato intorno al Duomo, c’erano realtà vive ma con la difficoltà di camminare insieme con obiettivi comuni. Don Fabio ricorda i volti, le persone che con umiltà offrivano la loro opera. Poi, per alcuni mesi, fu mandato a Grado, mentre, nel 1999 giunse la prima nomina a parroco per la comunità di Aiello. Arrivò, dopo che si erano succeduti tre parroci nell’arco di tre anni. "Noi parroci, osservò don Fabio, siamo soggetti a spostamenti, traslochi, incontri, volti, persone, momenti faticosi. È un viaggio dell’anima, come disse Santa Teresa d’Avila, con la potente metafora del "Castello Interiore".
Nel suo racconto, il parroco ha proseguito ricordando che non si pose il problema di cosa fare, c’erano i giovani, il gruppo famiglie, i sacramenti, le liturgie, inaugurò due opere parrocchiali nel 2006.
Nel 2009 fu mandato al Villaggio del Pescatore dove avviò la "Scuola della Parola" e il ricreatorio, mentre a Trieste insegnò Scienze Religiose per nove anni.
Questi sono stati gli anni più belli, più ricchi, di una ricchezza che non viene da noi, ha ricordato don Fabio.
"Molte volte ho percepito la presenza del Signore: la parrocchia del Villaggio del Pescatore è frequentata da tante persone di passaggio, si provano tanti sentimenti, ci si sente accolti, una pace interiore pervade l’animo. Dobbiamo avere un cuore aperto per accoglierle il Signore".
Nel settembre 2018 Don Fabio La Gioia fu nominato parroco anche di Duino e Sistiana, una fase nuova, non solo per lui ma anche per gli altri sacerdoti della diocesi.
"Questo nuovo orizzonte - ha sottolineato - non ha i contorni ben definiti, dobbiamo camminare insieme". Don Fabio, prendendo a prestito alcune parole della Lettera di San Agostino "per voi sono pastore, con voi sono cristiano", ha esortato a gettar via le tenebre, restando saldi nella fede; camminando insieme, tutto sarà più bello, tutto sarà più facile.
"In questi tredici mesi, ha proseguito il parroco, mi sono accorto che avrei dovuto rafforzare i nuovi gruppi. Ringrazio di cuore per i servizi che le persone offrono. Grazie per tutto quello che fate nel nome di Gesù e della Chiesa. Il mio augurio è che possiamo trovare la parte migliore. In questi mesi abbiamo vissuto momenti semplici e belli, senza fronzoli. E’ stata creata una giunta, sono stati avviati percorsi e attuate iniziative. In questo cammino vi accompagnino la Vergine Maria e San Giuseppe, lasciamoci condurre da loro che oggi guidano la chiesa. In nome loro possa oggi scendere su di voi la pace".
La storia è più viva che mai, persone distanti ma vicine e, nella preghiera, abbracciate al Signore. Come negli Atti degli apostoli, così nell’immaginetta ricordo dei venticinque anni di sacerdozio di don Fabio c’è scritto: "erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".
A fine messa la festa è proseguita nel nuovo oratorio del Villaggio del Pescatore con un bel momento conviviale.
Il nostro augurio a Don Fabio è che la sua vita sia sempre accompagnata dall’abbraccio del Signore, per continuare a servire la chiesa con entusiasmo e fedeltà.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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