Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
stampa

Ho visto la morte, si è fermata per un momento e se n'è andata

La storia di Luca Fracaros e della sua vita ricominciata dopo il drammatico incidente di 7 anni fa

Parole chiave: Storia Buona (1), lavoro (46), incidente (3)
Ho visto la morte, si è fermata  per un momento e se n'è andata

Il 26 luglio 2011 la vita di Luca Fracaros è cambiata. "Ho visto la morte, si è fermata per un momento e se n’è andata". Racconta quello che gli è accaduto scandendo tempi e particolari, incrociarsi di eventi e coincidenze. Mentre insegue l’intrecciarsi dei fatti, il fortunato concludersi della storia sembra non smettere di sorprenderlo.
Luca è un piccolo imprenditore. La sua ditta "Luca Trasporti" si occupa di "traslocare" piccole imbarcazioni. Lavoro che si potrebbe dire stagionale. Porta le barche al mare durante la bella stagione e alle rimesse o alle abitazioni private durante quella brutta. Lavoro che segue un’intuizione. Luca fino al 2004 si era occupato di legname, gestendo la ditta di famiglia, venduta in quell’anno. Subito dopo, concluso il percorso di studi necessario a gestire la nuova attività, aveva acquistato il suo primo camion bianco e blu.
La sua casa all’epoca dell’incidente è a Villa Vicentina. In quel caldo pomeriggio di luglio, dopo pranzo, esce e raggiunge il camion posteggiato in una stradina laterale.
I mezzi per il trasporto imbarcazioni montano una gru atta a sollevarle. La gru ha un braccio meccanico che in quel momento è aperto. Luca deve manovrarlo per consentirgli, ruotando e chiudendosi contemporaneamente, di ritornare nel suo alloggiamento. Il braccio della gru deve compiere quindi un percorso circolare dal dietro all’avanti passando sopra l’operatore. Un’operazione di routine che accompagna ogni attività di trasporto e prevede lo spostamento di alcune leve collocate sul lato del mezzo. Il sole però è alto e forse acceca, forse semplicemente distrae. La gru smette di ruotare, ma continua a chiudersi ed essendo troppo bassa punta direttamente verso l’uomo che la sta manovrando. In pochi secondi lo colpisce alla testa e lo scaglia con forza contro il quadro dei comandi. Luca batte con violenza la fronte e scivolando si incastra nell’alloggiamento delle leve premendole con la parte sinistra del viso e bloccandole inesorabilmente nella posizione di marcia. Perde conoscenza per qualche attimo e si risveglia, lucido, a contemplare la sua situazione. "Il braccio della gru continuava a spingermi e schiacciarmi, sentivo il rumore delle ossa che si spezzavano". È a quel punto che inizia a gridare.
Il suocero accorre, riesce a mantenere il sangue freddo. Sull’altro lato del camion c’è un secondo pannello dei comandi. La gru viene arrestata. Luca con le ultime energie si distende a terra. Nel suo racconto tutto diviene ovattato sembra quasi che il tempo rallenti.
Sua moglie esce di casa e inizia a piangere. La suocera gli si distende vicino e gli mette un braccio sotto la testa, quasi a cullarlo. Luca, oggi, seduto nella sua cucina, si commuove ripensando a quel gesto. Gli occhi gli si riempiono di lacrime mentre racconta "quando, arrivati i soccorsi, l’hanno allontanata, ho visto che i suoi abiti erano zuppi di sangue". In quel momento è incapace di comunicare,  registra tutto ciò che accade, ma allo stesso tempo comincia a pervaderlo una sensazione di assenza e di rassegnazione.
Si rende conto che la sua situazione appare disperata; lo legge nell’occhiata che il dottore rivolge all’infermiere dopo aver constatato le sue condizioni. È con amarezza che oggi lo racconta. Luca era, ed è, volontario della Croce verde di Cervignano, sa quanto sia importante trasmette la speranza ai feriti.
In quella strada di Villa Vicentina in quel pomeriggio di luglio alla fine viene sedato e si addormenta. "Ho chiuso gli occhi e ho perso conoscenza per quello che mi è parso un secondo".
Due giorni dopo si sveglia, spaesato in un letto dell’ospedale di Udine. Gli sono stati applicati 350 punti e il suo cervello risulta esposto a destra dove la gru ha premuto con forza rompendo le ossa.
Solo un anno dopo una cranioplastica gli consentirà di riprendere le sue normali attività. E per 485 giorni Luca rimane a casa. È disorientato. Mette in discussione la sua vita. Ad un certo punto decide di cedere la sua attività, forse arrabbiato con se stesso, ma all’ultimo momento ci ripensa. "Per un certo periodo di tempo è stato come esserci senza esserci veramente".
"Ricordo la notte di Natale subito dopo l’incidente" aggiunge "ero in Chiesa, mi sono messo a piangere, mi sentivo fortunato e allo stesso tempo estraneo. Tutto era amplificato".
Per Luca la vita è ricominciata quel giorno di sette anni fa. "La normalità pian piano è ritornata. Ora però affronto le cose con uno spirito diverso" rimarca.
In una delle navate del santuario di Barbana quel giorno di luglio viene ricordato da un piccolo quadro a olio appeso alla parete. Nel quadro ci sono un camion bianco e blu, una macchia di sangue rosso che si allarga sull’asfalto e una figurina accasciata.
In quello stesso 2011 Luca ha deciso di offrire il suo ex voto alla Madonna dell’isola. Ed ogni anno, il 26 luglio, i frati del santuario, durante la messa, ricordano quegli eventi.
Luca stenta a chiamare coincidenze quei molti tasselli che si sono incastrati perfettamente. A cominciare da quella stretta intercapedine dove il suo viso è andato ad incastrarsi e grazie alla quale il suocero ha avuto il tempo per sarvargli la vita. Senza voler parlare, palesemente, di dettagli di ossa che si rompono in zone delicatissime senza provocare danni letali.
C’è un attimo di esitazione in Luca, molti pensieri sembrano accavalarsi, mentre rivive ancora una volta i momenti successivi all’incidente. "Qualcuno deve avermi protetto" sorride "mettendomi una mano sulla testa" conclude guardando altrove.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Ho visto la morte, si è fermata per un momento e se n'è andata
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.