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Gardening#2: accoglienza tutta da coltivare

È iniziata da Turriaco la seconda edizione della manifestazione che invita a riflettere  sui temi di attualità puntando sulla capacità di una Comunità di riconoscersi tale  in nuove forme e nuovi modi

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Gardening#2: accoglienza tutta da coltivare

Mercoledì, vigilia del 74° anniversario della Liberazione, a Turriaco due appuntamenti hanno dato il via alla ricca rassegna "Note di Costituzione 2019 - Sulle rotte e sulle ruote". Presso i giardini di viale Gramsci, intitolati proprio in questa occasione a Margherita Hack, a conclusione dei lavori di riqualificazione che hanno interessato tutta l’area, Fierascena ha proposto il Concerto/Lettura "Note a margine". Una bellissima partenza per il Festival "Gardening - Coltivare l’Accoglienza / seconda edizione". Molte persone convenute, un’occasione per ripensare i temi dell’Accoglienza e dell’integrazione in modo contemporaneo, efficace, utile puntando sulla reciprocità e sulla capacità di una Comunità di riconoscersi tale in nuove forme e nuovi modi.
Lo spettacolo era stato preceduto di qualche settimana da lavori di sistemazione del giardino della casa in cui abitano i 12 richiedenti asilo ancora in attesa di essere esaminati dalla Commissione Territoriale, ospiti del Comune di Turriaco.
Al lavoro di giardinaggio si erano dedicati gli associati di Fierascena in collaborazione con gli stessi ospiti del Cas, con Luca Meneghesso, responsabile della Cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale - CIDR Udine e con l’assessore Paola Spanghero. Questa è la caratteristica di questo progetto: Giardinaggio e Teatro in spazi pubblici e privati, un’azione di Comunità semplice e concreta per rispondere alle nuove geografie sociali delle nostre Comunità.
La prima edizione del Festival aveva coinvolto lo scorso anno due Comuni, Buttrio e Remanzacco: circa 500 persone che hanno assistito agli eventi come pubblico e circa 50 persone tra operatori, migranti, artisti e collaboratori, con un’importante ricaduta sociale e comunitaria. Un progetto innovativo in cui le risorse per l’accoglienza vengono impiegate per creare occasioni di esperienza comune che si traduce in beneficio sia per le persone straniere residenti sul territorio, che hanno l’opportunità di conoscere i propri concittadini e farsi conoscere da essi, sia per i cittadini italiani che usufruiscono gratuitamente di un servizio.
Mercoledì anche a Turriaco, in questa seconda edizione di Gardening, un cancello si è aperto, un giardino ha accolto persone desiderose di condividere una nuova esperienza, bella musica, poesie e... il te.
Bellissima, avvolgente e coinvolgente la musica proposta dalla fisarmonica di Alexsander Ipavec, dalla tromba di Matej Spacapan e dalle percussioni di Farhan Shabbir. Suggestivo il momento in cui a tutti i presenti, nel corso dello spettacolo, è stato offerto il te. I bicchieri fumanti passavano di mano in mano, fila per fila, fino a raggiungere tutti, anche quelli che assistevano all’evento dall’esterno del giardino. Mentre una voce in sottofondo raccontava il rito del te in una casa iraniana, offerto sempre con solerzia all’ospite non appena varca la porta di casa: "un buon tè porta via la stanchezza" - dicono gli iraniani, - "e rinfranca l’animo durante la giornata".
E come per incanto un gesto semplicissimo rende tutti i presenti non più solo spettatori, ma protagonisti a pieno titolo dell’incontro. In verità già in una delle prime scene ci eravamo sentiti coinvolti quando uno dei ragazzi del CAS aveva offerto ad un’attrice un fiore ricavato da un foglio di carta strappata. Stefania l’aveva offerto a sua volta ad uno del pubblico in prima fila e, come per incanto, spontaneamente, il fiore era passato di mano in mano, quasi a unirci tutti con un filo, a costringerci a guardarci negli occhi... Semplici gesti, ma che in alcuni contesti si arricchiscono di significato, in questo caso reso ancor più pregnante dalle parole delle poesie, che sembrano volare sulle ali delle note della fisarmonica per posarsi nel cuore di ciascuno.
"Il mio cuore / è come un bambino / piange, / e chiede i fiori dal giardino di uno sconosciuto..." - recita un giovane iraniano.
Seguono i versi di Raffaele BB Lazzara proposti da Luca: "Larìn lontàn / tanche ucelûts pa viarte / di rame in rame a svoi /cirint atôr il louc par fâ i lour nîts / larìn lontàn beSoi / tanche ucelùts che ’e vàn di rame in rame /cjantant ai dîs da viarte / là che l’amour ju clame / là che l’amour ju puarte...".
E infine la poesia in bisiaco di Graziella Sgubin letta da Paola Bergamin: "Un pugno de sabia / drento la man / la core in mezo de i dè / como farina de pan. // La tamiza i tormenti de ’l to paese ferì / e quando la xe duta missiada cu la tera greva, / no te resta altro che ’ndar. // Camina! Cien alta la testa! / Zerca, ta sto toc de mondo, ’na risposta a le to dimande! / Porta cun ti la ose de to mare, / i so oci no te lassarà mai bassol! // Le man ta le scarsele le zerca, / nidadi ta le cusidure cunsumade, / calche granel zal del to disert, / un poc de sol rabioso scur de fumo negro, / al calor de ’na famea, / che ga slongà le man par iudarte a ’ndar. // Te ride content! / Te pianze drento / tal sito del to pinsier."
A conclusione dell’incontro, mentre condivido con tutti i presenti il riso con pollo preparato dai giovani del CAS, mi risuonano nella mente le parole di Italo Calvino che avevano introdotto la serata: "L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
Nei prossimi giorni il progetto proseguirà, con le stesse modalità, nei comuni di Buttrio e Remanzacco  nei giardini di 2 case private (9  e 11 maggio) e in 2 luoghi pubblici individuati in collaborazione con le Amministrazioni: il giardino della Scuola I. Nievo di Buttrio (27 aprile), il giardino dell’Osservatorio Astronomico di Remanzacco (4 maggio).
Il festival, ideato da Elisa Menon, direttrice artistica di Fierascena, compagnia teatrale professionale per il Teatro sociale che da anni opera nel campo dell’intercultura e dell’animazione di Comunità, è realizzato con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Buttrio e Remanzacco, della CARITAS diocesana di Udine progetto SPRAR - Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Territoriale del Natisone Ente gestore Comune di Cividale del Friuli, in collaborazione con il Comune di Turriaco, con la Pro Loco Buri di Buttrio, con la Pro Loco di Remanzacco e con Duemilauno Agenzia Sociale.

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