Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Chiamate ad essere missionarie all’interno della comunità ronchese

Maria Madre della Chiesa in festa per il 30° di presenza delle Suore Passioniste

Chiamate ad essere missionarie all’interno della comunità ronchese

Doppia festa, domenica 20 ottobre,  per la comunità di Maria Madre della Chiesa di Ronchi dei Legionari. Sono stati infatti ricordati i 30 anni di presenza delle Suore Passioniste nella comunità ronchese e il 60° di professione religiosa di Suor Maria Saveria Tarantino.
Mettere al centro l’operato di queste suore, proprio nella domenica dedicata alla giornata Missionaria Mondiale, è stato dunque significativo. Quella di Suor Saveria e delle sue consorelle è infatti una missione che non ha confini.
La testimonianza di questa suora giunge al nostro giornale attraverso questa intervista.

Suor Saveria, ci racconti un po’ della sua storia ...
Ho indossato l’abito come religiosa l’8 settembre del 1958 alla Casa Madre di Signa (Firenze). Il 12 settembre del 1959, è stata la volta della prima professione, cioè ho emesso i voti religiosi e come Passionista ho messo al centro il carisma di san Paolo. Nei primi sette anni di professione, sono stata al fianco delle ragazze "da rieducare che facevano parte della Casa Madre di Signa. Poi sono giunta a Cisternino in Puglia, mia terra natale ma io sono di Bitonto. Lì mi sono occupata di catechesi, attività pastorale e anche di scuola. Per un periodo sono tornata in Toscana ma poi sono stata a Bergamo per sei anni seguendo l’attività scolastica e anche a San Remo dove ho vissuto per otto anni.

Quando è arrivata a Ronchi dei Legionari?
Sono giunta qui nel 1993 e fino al 1996 ho collaborato per le esigenze parrocchiali ma già prima c’era un progetto, un’idea per la nostra presenza religiosa da dedicare ad una casa di accoglienza... sarebbe stata la prima in zona!

Quando è nata concretamente la casa di accoglienza?
Il nostro lavoro è partito il 21 gennaio del 1996. Ricordo bene l’inaugurazione. Padre Antonio Vitaloe Bommarco ha benedetto la struttura alla presenza del caro sindaco Enzo Novelli. Fu una bella festa, un momento forte per l’inizio di un cammino nuovo. E poi da sempre abbiamo seguito anche l’ACR, il catechismo e ci siamo occupate della formazione spirituale e morale dei fedeli.

Qual è la cosa che l’ha colpita di più in questi anni di presenza nella comunità ronchese?
L’essere espressione di una testimonianza attiva tra la gente per dare il mio contributo educativo in tutte le realtà nelle quali sono e siamo state coinvolte. Una presenza che va dalle parrocchie alle associazioni o nella società.

Si aspettava questa festa?
Mi sono emozionata molto … anche se devo dire che stare al centro dell’attenzione non fa per me. Sono state tante le grazie ricevute in questi anni, gli incontri, gli affetti i sorrisi. Ringrazio il coro Primo Vere per avere offerto il canto alla messa delle 10.30 e il concerto della Banda Filarmonica Verdi di Ronchi. Senza dimenticare i cuochi che hanno preparato il grande pranzo e il vicesindaco Paola Conte che ha rappresentato l’amministrazione. Sono restata sorpresa anche dai doni ricevuti e vorrei dire che le offerte in denaro che ho ricevuto, saranno da me devolute a favore di un progetto per la costruzione di una scuola dedicata ai poveri nelle Filippine.

Cosa si augura per il futuro?
I cambiamenti ci saranno sempre ma li affronteremo giorno per giorno. Spero solo di essere lucida fino all’ultimo per rendere Gloria a Dio! Non ho altre pretese … e la ringrazio.

 

Il senso di una presenza

Per sottolineare la grande ricorrenza, era presente in parrocchia anche la Madre Superiora provinciale suor Teresia Londong proveniente dalla Casa Madre di Signa (e originaria dell’Indonesia).
Questa la sua testimonianza: "Ci dedichiamo ogni giorno agli ultimi. Mamme e bambini in difficoltà. Non siamo sole ma collaboriamo con gli assistenti sociali dei luoghi dove operiamo. L’esempio delle consorelle di Ronchi ne è la prova".
La superiora suor Teresia è responsabile di 13 comunità che vanno dal centro Italia (Firenze) al nord. L’altra "provincia" parte da Roma e comprende il sud Italia. " A Firenze gestiamo una casa famiglia e una casa di riposo..Mettiamo al centro il servizio alle ragazze adolescenti sole e con difficoltà economiche. Spesso sono persone tolte ai genitori per problemi sociali o purtroppo risultano essere vittime di violenze fisiche e psicologiche.. A Signa gestiamo con i laici anche una scuola media e una materna paritaria".
La festeggiata suor Saveria non è ovviamente sola nella parrocchia di Maria Madre. Oltre a lei, originaria di Bitonto in Puglia, ci sono: Suor Annunziata Pisegna proveniente dall’Abruzzo e suor Marta Kilara nata in Indonesia. Ma molte altre consorelle sono passate negli anni qui offrendo il loro servizio.
Anche il parroco don Umberto Bottacin ha voluto sottolineare il senso di questa presenza.
"Celebriamo - ha osservato - un importante anniversario nella comunità. Un utile momento di conoscenza per approfondire la presenza di queste suore che fanno tanto e sono restate le uniche nel territorio del Mandamento Monfalconese.
Attualmente nella nostra struttura di via Puccini ospitiamo una mamma rumena con un bambino di tre anni che frequenta l’asilo locale. Operiamo con la collaborazione dei servizi sociali comunali che ci segnalano le situazioni di difficoltà e disagio. Nel quotidiano seguiamo sei bambini che pranzano da noi con le suore: tre di loro provengono dal Bangladesh e sono qui da un anno con la loro madre che ha trovato un impiego; gli altri tre sono italiani ed appartengono ad una famiglia molto numerosa, fanno i compiti e le attività ricreative pomeridiane nei nostri locali.
La nostra casa di accoglienza sita in via Puccini 19, è adibita in parte all’abitazione delle suore e nell’altra, può accogliere fino ad otto bambini. Finora dal 21 gennaio 1996, abbiamo avuto con noi circa una settantina di piccoli ai quali abbiamo garantito la nostra assistenza e il nostro amore per la loro crescita umana".

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