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Ascoltare per diventare moltiplicatori di carità

Inaugurato sabato scorso a San Canzian alla presenza del vescovo Carlo il Centro di ascolto parrocchiale che servirà anche le comunità di Pieris, Begliano,  Isola Morosini, Terranova e Turriaco

Parole chiave: Centro di Ascolto (9), inaugurazione (20)
Ascoltare per diventare moltiplicatori di carità

Sabato 5 ottobre è stata per noi una giornata densa di attese ed emozioni perché finalmente è stato inaugurato il Centro di Ascolto Caritas nella nostra parrocchia, a San Canzian d’Isonzo, il primo punto di arrivo di un percorso iniziato a maggio quando  abbiamo dato la nostra disponibilità ad iniziare un corso di formazione volontari organizzato da Caritas, per il nostro decanato.
La cerimonia è iniziata alle 17 ed erano presenti, oltre al parroco don Francesco Maria Fragiacomo,  l’Arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, il direttore della Caritas diacono Renato Nucera, il vice-direttore Chimera Adalberto, Agnese De Santis, responsabile del Centro di Ascolto diocesano, Valentina Busatto referente per la promozione Caritas della diocesi, don Renzo Boscarol parroco di San Lorenzo in Ronchi, il sindaco di San Canzian d’Isonzo Claudio Fratta, l’assessore all’Urbanistica di Turriaco e diversi membri della comunità cristiana.
Tante figure accomunate da un unico obiettivo ossia rispondere concretamente alle richieste di aiuto sempre più numerose, come evidenziato anche dagli amministratori presenti, che talvolta coincidono anche con una necessità di ascolto, o di individuare un punto di riferimento cui rivolgersi per orientare più efficacemente le  scelte di un’esistenza complessa.
Il Vescovo, nel suo intervento, ha voluto sottolineare come la presenza capillare dei Centri di Ascolto sui territori stia diventando sempre più necessaria e che Caritas, avendo recepito questa urgenza, stia operando per accompagnare più da vicino queste realtà quotidiane oltre che proseguire nei progetti in risposta a situazioni di emergenza di più estesa  portata.
Ci è sembrato molto significativo l’invito, rivoltoci ancora dall’Arcivescovo ad essere creativi, a dare vita a cose nuove e belle senza la paura di reagire ai bisogni del nostro prossimo, diventando noi stessi moltiplicatori di carità, seguendo l’esempio dei Santi. Già, è un bel impegno quello che ci si prospetta, tutte e tre offriamo già il nostro servizio alla comunità parrocchiale, conosciamo il tessuto sociale in cui siamo inserite ma siamo consapevoli che qualcosa è cambiato in questi mesi, abbiamo scoperto, o riscoperto, un aspetto nuovo: il valore dell’ascolto. Esso è il cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi viene ascoltato vengono coinvolti in modi diversi in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a liberare la persona dal  bisogno e spesso queste mancanze sono più numerose di quello che possiamo credere.
C’è un mondo popolato anche dai poveri, invisibili ai cuori poco attenti, nel quale il volto di Gesù si trasfigura ogni giorno offrendoci, per paradosso, l’opportunità di toccarlo con mano proprio in quelle relazioni.  
È un volto talvolta antipatico, spiazzante, prepotente, violento ma che chiede a gran voce di essere amato. Ed è proprio questa la nostra svolta, la nostra conversione: essere capaci di dare amore perché presente in noi nella grazia dello Spirito Santo, che dobbiamo incessantemente invocare, affinché lo alimenti.
Come ha ricordato il diacono Renato, accogliere, ascoltare e amare sono i tre azioni che fanno di una persona e di una comunità, qualcosa di vivo perché ascoltare dopo aver accolto significa amare e se non si ama, non si ascolta, ed è così che le persone passano senza essere viste. Aprire un centro di ascolto significa che la comunità ha ancora un cuore che batte, che si fa sentinella su un territorio, pronta ad essere segno di vicinanza verso il prossimo. E’ una comunità che quindi va costantemente sensibilizzata attraverso la programmazione di progetti finalizzati al cambiamento concreto degli stili di vita dei singoli e della collettività.
A questo proposito, don Francesco ha  sottolineato come sia necessario lavorare in rete, la comunità cristiana con i servizi sociali e le altre realtà Caritas, instaurando un dialogo anche con le autorità civili, perché la carità, seppur considerata  dai cristiani frutto della preghiera e delle opere, non interessa solo la parrocchia ma riguarda tutta la società. In chiusura, l’équipe diocesana Caritas, nel porgere i migliori auguri di buon lavoro a noi volontari e a tutti i convenuti, ha consegnato a don Francesco un contributo economico a sostegno dell’attività del Centro di Ascolto ribadendo la loro disponibilità ad accompagnarci nel cammino che abbiamo intrapreso.
L’inaugurazione si è conclusa con la benedizione del Vescovo su tutti i presenti e sugli ambienti che sono stati dedicati al servizio della carità.
Un ringraziamento, anche attraverso Voce Isontina, lo rivolgiamo a tutte le persone che a vario titolo hanno percorso questo tratto di strada con noi e tutte quelle che si affiancheranno, ma in modo particolare la Caritas diocesana attraverso i suoi responsabili e volontari. In particolare essi hanno  saputo trasmettere  il senso di appartenenza ad una famiglia dove, con naturalezza, il più grande si prende cura del più piccolo con amore e pazienza, poiché ciò che conta è il valore di ogni singola persona e il contributo che essa può portare all’interno di un progetto condiviso fino in fondo, restando nella consapevolezza che il progetto è di Dio e non degli uomini.  
Il Centro di Ascolto Caritas di San Canzian d’Isonzo, che servirà San Canzian con Pieris, Begliano, Isola Morosini, Terranova e Turriaco, sarà aperto il giovedì dalle ore 18.30 alle 19.30 a partire da giovedì 11 ottobre.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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