Gorizia
stampa

Un uomo di grande fede, padre e anche maestro di vita

La comunità di Sant’Ignazio in Gorizia ha ricordato a dieci anni di distanza dal suo ritorno alla casa del Padre la figura del suo parroco monsignor Silvano Cocolin

Parole chiave: monsignor Silvano Cocolin (2), ricordo (57), anniversario (151)
Un uomo di grande fede, padre e anche maestro di vita

Una comunità in fermento
È capitato a questa comunità il grande dono di avere per circa nove anni come Parroco don Silvano.
È infinita l’onda di ricordi vivissimi di quel periodo, perché i suoi anni in mezzo a noi sono stati gli anni felici in cui un sacerdote benedetto da Dio ha saputo in tutta semplicità e naturalezza rendere una parrocchia una grande vera famiglia, una famiglia partecipe, laboriosa e serena, dai bambini ai nonni, in chiesa e fuori.
La sua veste sacerdotale non è mai stata una barriera o un freno alla sua esuberante meravigliosa umanità, alla sua capacità di affetto istintivo e comunicato: lui ci ha insegnato ad amare il Signore amandoci tutti.
E in parrocchia ci si incontrava, si lavorava tanto, era una comunità decisamente attiva e vivace a tutti i livelli, una comunità in fermento soprattutto per il nutrito gruppo di giovani, organizzati e organizzatori, fedeli animatori dei ragazzi ogni sabato pomeriggio, artefici di campi estivi e invernali alcuni memorabili su cui lascio a loro la cronaca, o  meglio,  la storia.
Ma la catechesi sempre affollata del giovedì era per tutti, dai giovani in su, e per tutta la famiglia erano sempre  le uscite, le ricorrenze e tutte le feste organizzate nel "cantinon" dove non mancava mai la fisarmonica che lui suonava egregiamente. E la celebrazione del Patrono coinvolgeva l’intera comunità, preparare la liturgia e l’incontro festoso che ne seguiva era occasione di aggregazione e di amicizia; si lavorava sempre con gioia e nulla pesava.
Non possiamo dimenticare il periodo dei lavori di ristrutturazione della chiesa, dalla volta al pavimento, un lavoro grandioso, un cantiere durato mesi: finché è stato possibile, ogni venerdì sera eravamo in tantissimi qui a spalare e sgombrare calcinacci per rendere possibile la messa dominicale e ricominciare da capo il venerdì seguente.  E terminato il grosso dei lavori, una fedelissima squadra di una mezza dozzina di uomini, per anni, il martedì dopo cena, si è applicata in ogni genere di intervento pratico perché c’era sempre tanto da fare. Lui ovviamente sempre presente.
Ancora un piccolo flash ricordo, significativo. Don Silvano curava il canto liturgico, avevamo anche un bel coro. Posizionati nel presbiterio a lato dell’altare, i coristi potevano facilmente osservare l’assemblea e assistere durante l’omelia a uno spettacolo unico che mi ha sempre colpito:  tutti volti attenti, sereni, quasi sorridenti come se lui parlasse ad ognuno di loro. E quante volte ci siamo detti all’uscita: "Oggi don Silvano ha parlato per me". Aveva questo dono.
Come nella Via Crucis che ci ha lasciato dove parla al cuore di ognuno con le parole più vere della fede: bisogna passare per la croce per risorgere, e la risurrezione è oggi.
Con la sua naturalezza, il suo entusiasmo e il suo sorriso semplice e sincero ci ha lasciato una testimonianza di fede e un insegnamento che non dimenticheremo, ci ha lasciato la sua convinzione che non ci si salva da soli, che la vita va vissuta come comunità di fratelli, figli dell’unico Dio che ci ama così come siamo e che ci aiuterà sempre a rialzarci per ricominciare a camminare sulla via che ci conduce a Lui.
Grazie grandissimo amico, Parroco buono.
Per te siamo una famiglia
A te, che ci hai insegnato a guardare le stelle, più buio era, più si riuscivano a riconoscere. Ogni volta che guardo all’insù cerco sempre il tuo cigno, la nostra croce stellata.
A te che ci venivi a svegliare con la tua dolcezza e ci dicevi "buongiorno ragazzi"…
A te, che ci rimproveravi usando anche i tuoi scappellotti per riportarci a guardare oltre il visibile.
A te che ci hai accompagnato per mano e ci hai fatto sperimentare l’amore vero. Grazie per essere stato il nostro Giasone, colui che ci ha indicato la rotta anche in mezzo la tempesta, anzi, colui che ha fatto un pezzo di quel viaggio con noi. Non so se abbiamo trovato il nostro vello d’oro, so solo che ci hai donato quel fuoco dentro necessario nel ricercarlo e farlo solo per amore. Sei e lo sarai sempre il nostro don Silvan, uomo di grande fede, padre e anche maestro di vita.
Auguri papà, ti abbiamo tutti adottato e scelto come colui che ha costruito la nostra casa, la nostra anima. Per te siamo una famiglia.
Ringraziamo il Dio dell’amore per averci donato la vita, e preghiamo che ci possano essere uomini costruttori di pace come tu sei stato per noi.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
Un uomo di grande fede, padre e anche maestro di vita
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.