Gorizia
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"Profili d'arte" di Busan e Figar

L'esposizione rimarrà visitabile fino al 5 febbraio

Parole chiave: scultura (5), pittura (30), Massimiliano Busan (1), Paolo Figar (3)

"L’arte in Italia non passa solo per Roma e Milano, ma passa anche per Gorizia; qui oggi abbiamo due artisti d’eccellenza, che interpretano al meglio l’ambito a cui appartengono". Con queste parole il critico Giancarlo Pauletto ha introdotto la mostra "Profili d’Arte" di Massimiliano Busan e Paolo Figar, ospitata presso Palazzo Attems Petzenstein, in piazza De Amicis a Gorizia.
L’esposizione, sostenuta dal Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva nell’ambito dell’iniziativa "Progetto Arte" - con il quale intende promuovere le migliori espressioni artistiche del Goriziano - e progettata con l’Amministrazione provinciale uscente, è stata realizzata in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia e l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (ERPaC).
Dopo la personale di Franco Dugo dell’anno scorso, vengono proposti quest’anno Massimiliano Busan e Paolo Figar, artisti che possono vantare un curriculum già consistente e che ben rappresentano la vitalità del panorama artistico del Goriziano. "Due artisti diversi, per stile - pittura e scultura - e interpretazione del "noi" - ha commentato Pauletto, direttore della mostra -; in Figar la figura porta oltre la figura stessa, lavorando su un piano che mescola carattere impressionista e influenza simbolica; in Busar è l’uso dei colori a dominare, facendo risaltare il quotidiano, i fatti e gli eventi che entrano dentro al tempo".
Massimiliano Busan, nato a Gorizia nel 1968, espone dal 1989 in mostre personali o di gruppo in varie città della Regione, dell’Italia e dell’Europa. Nella sua pittura lavora all’interno della "tradizione del moderno", che nel suo caso si può identificare con la vasta area dell’informale, corrente che dominò la scena subito dopo la Seconda Guerra mondiale. Anche Paolo Figar è nato a Gorizia nel 1968 e ha cominciato a esporre nel 1988 in mostre personali e collettive, in città italiane e straniere. Attraverso le sue figure di pietra o di legno esplora la complessità della psicologia e del destino umano, immaginando una desiderabile uscita dal regno della necessità, della costrizione cui siamo indotti dalle convenzioni ideologiche e sociali.
La mostra, che propone una cinquantina di opere, rimarrà visitabile fino a domenica 5 febbraio 2017 da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17, il giovedì dalle 10 alle 19.
Importante infine la partecipazione dell’Istituto d’Arte Max Fabiani di Gorizia i cui studenti, oltre ad aver partecipato attivamente alle giornate di allestimento della mostra, per comprendere in maniera diretta come viene realizzata un’esposizione, avranno la possibilità di prendere parte a speciali visite guidate con i due artisti, per un vero e proprio interscambio e incontro tra generazioni.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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