Gorizia
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Drammatica situazione sul territorio a cui la Provincia cerca di far fronte

Più accessi ai Centri per l'Impiego ma meno risorse a disposizione

E' sempre più emergenza lavoro in Provincia di Gorizia. Nel solo 2014 sono stati 40.718 i contatti attivati presso i Centri per l’Impiego, di cui 18.403 al CPI di Gorizia e 22.315 in quello di Monfalcone

Parole chiave: Centro per l'Impiego (1), lavoro (46)
Più accessi ai Centri per l'Impiego ma meno risorse a disposizione

Numeri altissimi, che superano le 100 unità giornaliere: "dal 2008, momento in cui è iniziata la congiuntura - ha commentato Elena Ciancia, responsabile degli uffici per le Politiche Lavorative - gli accessi ai Centri per l’Impiego sono raddoppiati".
Questo grande aumento è dovuto sicuramente anche al grosso divario che, negli ultimi due anni, si è creato tra le assunzioni e le cessazioni: nel 2013 le assunzioni su tutto il territorio isontino sono state 19.708, contro però le 20.598 cessazioni, che segnano una differenza in negativo di 890 posti. Ancora più pesanti i dati per il 2014, con 18.979 assunzioni e 20.800 cessazioni, con un saldo di -1.830 unità.
Per far fronte a questa emergenza, di pari passo con i Centri per l’Impiego proseguono anche le attività degli uffici provinciali, presenti su più fronti ma con risorse che diventano sempre più esigue: "Nel 2014 i fondi regionali destinati alle Politiche del Lavoro erano pari a 1,3 milioni di euro, di cui 800.000 da destinare al fondo per le assunzioni di disabili; solo tre o quattro anni fa la quota regionale era di 4,5 milioni di euro" ha sottolineato l’assessore provinciale al Lavoro Ilaria Cecot.
I programmi su cui gli uffici operano sono davvero molteplici. Il piano per le Alte Qualificazioni, uno strumento per facilitare l’assunzione di giovani altamente professionalizzati, ha visto nel 2014 la presentazione di 3 domande - 2 uomini e una donna - tutte e tre collocate nell’ambiente lavorativo. "I numeri sono esigui - ha chiarito la dottoressa Ciancia - per il profilo molto dettagliato che la Regione richiede. La speranza è quella che si apra anche a figure specializzate nell’ambito economico e non solo in quello scientifico e ingegneristico, come prevede il bando attuale". Molte anche le possibilità per i giovani, grazie al recupero del fondo previsto per l’ex bando "Giovani alla frontiera": "Come Provincia di Gorizia abbiamo attivato 174 tirocini ordinari (totalmente a carico dell’azienda) - ha illustrato Cecot -, strumento che funziona bene e a volte ha portato a delle assunzioni a tempo determinato. Più macchinoso invece il sistema regionale di Garanzia Giovani (che prevede la restituzione da parte dell’Inps all’azienda del 50% del costo del tirocinio) che, a fronte delle 850 registrazioni in Provincia di Gorizia, ha prodotto solo 12 tirocini. Questo perché l’incrocio tra domanda e offerta non è totalmente riuscito, molte aziende infatti non conoscono ancora questa possibilità e le tempistiche sono lunghe, ci vuole anche 1 mese e mezzo per attivare un tirocinio, contro i 5 giorni del tirocinio ordinario della Provincia".
Problematica infine la situazione per gli appartenenti alle fasce protette. Su circa 950 persone iscritte alle liste - di cui circa 200 in condizione di incollocabilità a causa di gravi handicap fisici - il 2014 ha portato solo 9 assunzioni con fondo provinciale, di cui 8 a tempo determinato. "Il problema può essere ricondotto alla situazione legata alla Cassa Integrazione in corso in certe grandi aziende, con la quale l’obbligo di assumere personale dalle fasce protette decade - ha sottolineato l’assessore - senza dimenticare poi che molte aziende preferiscono pagare le sanzioni previste dall’attuale legge, piuttosto che assumere personale disabile".

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