Gorizia
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La scuola isontina guarda all’Oriente

L’insegnamento del cinese tra i punti significativi del Piano di dimensionamento e riordino scolastico 2016/17, l’ultimo predisposto dalla Provincia di Gorizia. Gli interrogativi per il futuro

Una "Classe Confucio", dove insegnare la lingua cinese agli studenti delle diverse realtà scolastiche isontine, in particolare quelle tecniche e professionali, visto il grande interesse delle principali industrie locali verso i mercati orientali. È questo uno dei punti significativi del Piano di dimensionamento e riordino scolastico 2016/2017 presentato dall’assessore provinciale Ilaria Cecot.
Oltre alla "Classe Confucio" - già presente al Liceo Scientifico ma che dal prossimo anno scolastico sarà aperta anche agli altri istituti superiori isontini - nello stesso Polo Liceale verrà attivata una prima classe con l’opzione della lingua cinese curriculare che, come ha sottolineato l’assessore Cecot, rappresenterà un importante e ormai improrogabile adeguamento didattico alle attuali esigenze occupazionali.
Nel prossimo anno scolastico verrà inoltre attivato all’Isis "Cossar - Da Vinci" un corso serale di "Produzioni Tessili Sartoriali", un corso che partirà dal terzo anno e che vuole essere una opportunità per il ricollocamento delle donne nel mercato del lavoro.
Per il resto - come ha spiegato l’assessore - il Piano di dimensionamento scolastico, che è l’ultimo predisposto dalla Provincia di Gorizia vista l’imminente riforma degli enti locali, si presenta con un’offerta formativa in sostanziale equilibrio, pur rimanendo alcune distonie rispetto alla riforma Gelmini, come la duplicazione di alcuni indirizzi, ad esempio il "linguistico", che si presenta in ben tre diverse realtà isontine
L’assessore Cecot ha anche evidenziato le preoccupazioni dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado relativamente ai futuri Piani di riordino, soprattutto per quanto concerne le modalità di attuazione del percorso di ascolto e di condivisione con il territorio, ora che si sta arrivando all’abolizione dell’ente Provincia. I dirigenti hanno infine espresso un forte rammarico anche per il declassamento dell’Ufficio scolastico regionale, passato in seconda fascia.

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