Gorizia
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Il commosso ricordo dei militari e civili caduti a Nassiriya

Celebrazione a 15 anni dalla strage

Parole chiave: Nassiriya (1), ricordo (56)
Il commosso ricordo dei militari e civili caduti a Nassiriya

Il suffragio per i caduti di Nassiriya a 15 anni di distanza. 12 novembre 2003, ore 10.40, base "Maestrale", Nassiriya. Una autocisterna blu irrompe all’interno della base ed esplode causando la morte di 28 persone e il crollo dell’edificio principale.
L’Italia paga un prezzo altissimo, 19 caduti fra cui 12 carabinieri. Tre di loro, il maresciallo Daniele Ghione, il vicebrigadiere Ivan Ghitti, l’appuntato Andrea Filippa erano inquadrati nelle file del XIII Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia, impiegati con altri 400 carabinieri nell’operazione Antica Babilonia, avviata qualche mese prima, per il mantenimento della pace in Iraq.
Grande fu il dolore e la solidarietà di quei giorni, manifestata a tutti i livelli, dal comandante generale dell’epoca Guido Bellini, che ebbe a dire, a bassa voce "è come se avessi perso i miei figli" alle tante persone che nei giorni successivi resero omaggio a quei ragazzi anche nella nostra città esponendo il tricolore listato a lutto alle finestre, fino al giorno dei solenni funerali di stato in cui tutta la nazione si strinse in un grande abbraccio ai rimasti, a chi piangeva la morte di un padre, un figlio, un marito, ma anche a chi dopo essersi asciugato le lacrime continuava il lavoro in missione.
A 15 anni di distanza la città e il reparto hanno ricordato l’anniversario della strage con una santa messa. La celebrazione eucaristica di suffragio è stata celebrata il mattino del 12 novembre nella sala polifunzionale intitolata ai tre caduti appartenenti al reparto, negli ambienti del XIII Reggimento Carabinieri "Friuli Venezia Giulia" dal cappellano di reparto, don Albino d’Orlando, affiancato dal cappellano della Brigata "Pozzuolo del Friuli " don Sigismondo Schiavone, alla presenza del prefetto, del sindaco di Gorizia, del comandante del Reggimento col. Patrizio La Spada, delle altre autorità civili e militari e di tanti Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in servizio al Reggimento.
Papa Paolo VI, da poco santo, - ha detto don Albino - disse in una udienza una frase: "il mondo non ha bisogno di maestri, ma di testimoni": dobbiamo ringraziare questi nostri fratelli carabinieri che oggi ricordiamo perché è per la loro testimonianza e per il loro sacrificio che oggi siamo convocati qui per pregare per la loro anima, per i loro cari e perché scenda dal cielo copiosa la benedizione di pace per il mondo intero.
Ormai da dieci anni infatti il 12 novembre è celebrato come "Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace", importante per il reparto di Carabinieri con sede a Gorizia che con il motto "pro patria nostra" è principalmente impegnato nelle missioni di peacekeeping a livello internazionale e da anni è in prima linea come reparto d’eccellenza nei principali teatri operativi del mondo, dove oltre a Ghione, Filippa e Ghitti, il 25 giugno 2012 perse la vita l’appuntato Emanuele Braj, colpito da un razzo mentre sorvegliava l’area del poligono della base di Adraskan. A loro e a tutti i caduti per la pace la preghiera di suffragio e l’affidamento alla Virgo Fidelis, madre e celeste patrona che ha accompagnato i suoi figli a "testimoniare, con la fedeltà fino alla morte l’amore a Dio e ai fratelli italiani."

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