Gorizia
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Il Museo della Moda compie vent’anni

Nuova veste per celebrare i quattro lustri di attività

Il Museo della Moda compie vent’anni

Righe, quadri, fiori. Con questa nuova veste il Museo della Moda e delle Arti Applicate allestito presso i Musei provinciali di borgo Castello festeggia i suoi vent’anni. Tre motivi che fanno da guida nelle rinnovate sale del Museo, accompagnando il visitatore in un viaggio nel tempo che ripercorrerà la sua attività espositiva (ma non solo), a partire dal 3 dicembre 1999, giorno della sua nascita in seno ai Musei Provinciali di Gorizia. Un nuovo allestimento che va dagli abiti ai macchinari per la loro produzione, dai gioielli alle scarpe (con lo spaccato di una bottega di calzolaio), dai cappelli alle borsette, dagli ombrellini anni Venti ai dipinti con temi afferenti la moda.
Organizzato dal Servizio ricerca, musei e archivi storici dell’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, il percorso espositivo si apre con la sezione tessile, che racconta la storia della produzione, lavorazione e tessitura della seta a Gorizia, attività che furono di grande rilievo nelle Contee di Gorizia e Gradisca e che nel ’700 ricevettero un grande impulso dall’imperatrice consorte Maria Teresa e poi dal figlio, l’imperatore Giuseppe II.
In questa sezione, spicca il monumentale torcitoio circolare da seta, risalente alla metà del XVIII secolo. Considerato il più antico del genere, si tratta di un macchinario la cui unicità consiste nel venire azionato non dalla ruota idraulica, ma da una persona che, situata al suo interno, lo deve spingere camminando all’indietro.
I campioni tessili proposti in questa prima sezione del Museo sono stati selezionati secondo i tre temi guida dell’allestimento - righe, quadri e fiori, appunto - e un’installazione multimediale interattiva consente al visitatore di cimentarsi con il design tessile, creando a proprio piacimento le più svariate combinazioni.
La parte centrale dell’allestimento espone abiti scelti tra quelli con tessuti rigati e quadrettati, che vanno dal ’700 agli inizi del ’900.
L’ultima parte del percorso espositivo è stata concepita da Thessy Schoenholzer Nichols come una sequenza di situazioni ispirate al tema del fiore.
Il Museo è aperto da martedì a domenica dalle 9 alle 19 (chiuso il lunedì; ogni prima domenica del mese e nelle domeniche di gennaio e febbraio) ad ingresso gratuito; la mostra sarà aperta anche l’8 dicembre, il 24 dicembre dalle 9 alle 13, il 26 dicembre dalle 9 alle 19, il 31 dicembre dalle 9 alle 13, il 1° gennaio dalle 13 alle 19, il 13 aprile (Pasquetta) dalle 9 alle 19, il 25 aprile dalle 9 alle 19; chiusa il 25 dicembre, il 1° maggio e il 12 aprile (Pasqua).

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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