Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Una festa d’estate che continua dal 1947

Appuntamento a Malborghetto per il Circolo ricreativo e filodrammatico di Versa: non solo vacanza ma anche solidarietà

Una festa d’estate che continua dal 1947

Anche quest’anno  il Circolo ricreativo sportivo e filodrammatico di Versa, ha rinnovato l’annuale "Festa d’estate", che celebra annualmente nell’ambito del proprio soggiorno montano estivo, avviato nel lontano 1947.
Un soggiorno riservato ai propri soci e simpatizzanti, che nel corso degli anni ha toccato diverse località della Carina e che negli ultimi nove anni trova ospitalità nelle strutture ricettive messe a loro disposizione dai dirigenti del "Piccolo Cottolengo di Don Orione", di Santa Maria La Longa.
Anche stavolta la messa all’aperto è stata celebrata dall’ex parroco di Versa, monsignor Pietro Sambo, che nel corso della sua omelia, davanti a circa 60 persone, tra soci e simpatizzanti del Circolo, si è così espresso: "Non siamo delle persone perfette, ma abbiamo capito il valore dello stare insieme e per questo siamo in tanti oggi a Malborghetto, ad onorare la lunga e preziosa attività umana, sociale e aggregativa, svolta dal Circolo ricreativo, sportivo e filodrammatico di Versa e a ricordare e ringraziare coloro che l’hanno sostenuto e non sono più tra noi".
All’incontro, con tanto di pranzo consumato anch’esso all’aperto, era presente anche don Stefano Goina, pure lui ex parroco della frazione di Romans d’Isonzo, così come non ha voluto mancare all’appuntamento il popolare cav. Ado Comelli, 92 anni di età, primo presidente del Circolo cittadino fondato nel 1946, per unire il paese dopo le lacerazioni della guerra.
Furono lo stesso Comelli e Celso Macor a promuovere allora il soggiorno montano estivo, con l’intento di ricucire i rapporti in seno alla comunità di Versa, che si erano deteriorati a causa del lungo tribolato conflitto.
Quest’anno i responsabili del Circolo, del presidente Ilario Godeas, hanno voluto premiare la coppia più fedele del soggiorno montano estivo, i coniugi Mario e Ondina Biasiol, che hanno tagliato il traguardo dei 55 anni di ininterrotta presenza. Per loro e per gli altri ospiti è spuntata una splendida torta, confezionata da Maria Pia, con la dedica "Per i vostri anni con… Noi".
Anche quest’anno non è mancata la solidarietà.
Tutto era iniziato una dozzina di anni fa, quando i vacanzieri, nel corso del loro soggiorno montano estivo, condividendo l’impegno ed i propositi umanitari e solidaristici di Rosangela Tagliapietra, una loro cuoca volontaria di Polazzo, istituirono il "mercatino del pozzo".
Fu così che misero insieme tanti variegati oggettini, realizzati in proprio o ricevuti in regalo, che vennero venduti a prezzo libero, con l’intento di raccogliere fondi con cui realizzare, in collaborazione con i Missionari d’Africa della Diocesi di Gorizia, un pozzo d’acqua a Morofè, in Costa d’Avorio, dove operava il missionario gradiscano don Flavio Zanetti.
La cosa ebbe subito un ottimo riscontro, anche grazie all’aiuto di Ondina Andrian, altra volontaria che affiancò "Rosy" nel suo percorso. Col ricavato delle vendite, anno dopo anno, vennero realizzati due pozzi.
L’impegno umanitario in seguito venne dirottato nei confronti dell’orfanotrofio della Costa d’Avorio, il "Centre notre dame de sources", dove opera la missionaria laica diocesana Claudia Pontel. Per aiutare Claudia, Ondina e le sue collaboratrici, si sono adoperate per proporre una lotteria benefica a favore dell’orfanotrofio africano. Hanno chiesto aiuto ad un’infinità di persone mettendo insieme, dopo un lungo lavoro, ben 142 piccoli premi, concessi loro da privati, aziende, associazioni e quanti altri hanno voluto sostenere il progetto.
L’estrazione, lunga e vivace, si è tenuta nel corso della festa, col primo premio, un televisore, finito nel Monfalconese. Il ricavato della lotteria - ha fatto notare Ondina - verrà consegnato nelle mani di Claudia, a favore dell’orfanotrofio africano, che sopita una trentina di bambini, abbandonati i affidati provvisoriamente in attesa che si assesti la situazione famigliare dalla quale provengono.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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