Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Migranti, la sfida dell’incontro

Potrà essere visitata sino al 12 luglio la mostra allestita presso "La Serenissima" che lascerà poi il posto ad un’esposizione sull’esperienza brasiliana dell’Apac

Parole chiave: migrante (13), incontro (79), mostra (59)
Migranti, la sfida dell’incontro

Merita certamente di essere visitata la mostra "Migranti, la sfida dell’incontro", aperta al pubblico a Gradisca d’Isonzo presso l’Enoteca Regionale "La Serenissima" (ingresso libero) dall’1 al 12 luglio, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 16 alle 24.
Una serie di pannelli, immagini e testi, che accompagnano in un percorso di riflessione su un fenomeno che ci coinvolge tutti, ogni giorno di più. "Il problema dei migranti è sulla bocca di tutti. Fa discutere, e divide. I politici ne fanno buon uso pensando alle elezioni, l’opinione pubblica oscilla tra la paura dell’invasione e la disponibilità all’accoglienza, i media un po’ raccontano è un po’ strumentalizzano in varie direzioni".
La mostra non pretende di proporre ricette "per un problema gigantesco di fronte al quale la politica va in ordine sparso, l’opinione pubblica si divide e gli esperti arrancano" ma propone di immedesimarsi nelle vicende umane delle persone costrette ad abbandonare la propria terra.
 "Proviamo a chiederci chi è quell’"altro" che bussa alle porte delle nostre società, da quali terre arriva, perché ha deciso di lasciarle per venire dalle nostre parti. Proviamo a misurarci con le parole pronunciate da Papa Francesco in occasione dell’ennesimo naufragio nelle acque del Mediterraneo con centinaia di morti: "Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore. Cercavano la felicità"…".
Colpisce particolarmente colpito il pannello su cui spicca una grande scritta: "Scusate se non siamo affogati" proprio sotto una citazione da Dostoevskij: "Io mi sento responsabile appena un uomo posa il suo sguardo su di me".
La tentazione che spesso ci assale è quella di voltarci dall’altra parte, proprio per non essere costretti a incrociare gli occhi dell’altro, la tentazione di cullarci nella comoda illusione che sarebbe bello stare in pace, tranquilli senza dover essere costretti a misurarci con problemi più grandi di noi...
La mostra suggerisce che il fenomeno delle migrazioni accompagna la storia dell’umanità. Il Mediterraneo è sempre stato un centro nevralgico di fenomeni migratori di ampie proporzioni e di rilevante importanza per la storia della civiltà europea: Fenici, Greci Ionici e Dorici, ma anche Etruschi,... le invasioni barbariche... Ricorda il flusso migratorio che ci ha toccati da vicino in tempi non lontanissimi: 26 milioni di nostri connazionali partiti dall’Italia dal 1876 al 1976. E in questo contesto colpisce e, per certi versi, sembra tanto attuale un passo tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti datata ottobre 1912: "Occhio agli Italiani - Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali (…) Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".  
La mostra, nel suo percorso, si rivela un invito alla scoperta dell’"altro" e di noi stessi: chi siamo noi? Cosa dà sostanza alla nostra identità?... Quanto sbandierata in modo improprio questa parola, quanto abusata!... Intesa come un tesoro da difendere da contaminazioni, quando invece è proprio nel confronto con l’altro, con la diversità che diventiamo consapevoli di ciò che siamo.
La mostra presentata a Gradisca è stata realizzata per la XXXVII^ edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini dello scorso anno, con il patrocinio della Fondazione Migrantes e offerta alla nostra attenzione grazie all’iniziativa di don Walter Milocco di Migrantes e don Paolo Zuttion direttore della Caritas di Gorizia, in collaborazione con il Comune di Gradisca, il Consorzio di Cooperative sociali "Il Mosaico" e Lotus Flowers, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’apertura, sabato scorso, è stata preceduta dagli interventi del sindaco Linda Tomasinsig, di Mauro Peressini per il Mosaico, di don Walter Milocco per Migrantes e Caritas Gorizia e da Clara Maronese per Comunione e Liberazione Gorizia, che ha proposto un’introduzione e una chiave di lettura della mostra. Presenti l’assessore regionale Gianni Torrenti, che ha offerto uno spunto di riflessione presentando tre simpatici aneddoti, e il presidente della IV commissione regionale Franco Codega. Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 luglio dalle 18 alle 20 ci sarà anche la possibilità di visite guidate.
Dopo l’apertura ufficiale della mostra, sabato si è svolta anche la Festa dei Popoli con S. Messa plurilingue animata dai gruppi etnici presso il Duomo di Gradisca d’Isonzo, seguita da una cena etnica accompagnata con musiche e danze dei vari paesi presso il Ricreatorio "Coassini".
Questo primo appuntamento ha aperto un fitto calendario di eventi a tema culturale sociale a Gradisca, intitolato "Luglio col bene che ti voglio": mostre, incontri con l’autore, Teatro Sociale.
Ricordiamo in particolare dal 18 al 30 luglio una seconda Mostra "Dall’Amore nessuno fugge. L’esperienza dell’APAC in Brasile".
A cura dell’Associazione Fierascena verrà proposta la terza edizione del festival Perunteatrovulnerabile "Nelle tue mani", con quattro serate di teatro sociale: "Courage/ Ritornare a casa" nel Palazzo del Monte di Pietà (18 luglio ore 18.30), "Il giardino del re" nel Teatro della Fondazione Brovedani Onlus (22 luglio, ore 20.00), "Un minuto di silenzuio" nel Palazzo del Monte di Pietà (29 luglio, ore 18.00), "Essere o non essere" in Corte Marco d’Aviano (29 luglio ore 21.30). Tante belle iniziative per stare insieme, per riflettere...

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