Cormons - Gradisca d'Isonzo
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La cenere e il fiore

Il percorso concluso con la proposta di  “Un ricordo alla volta”

Parole chiave: casa di riposo La Cjase (1), anziano (12)
La cenere  e il fiore

Il pomeriggio di mercoledì 1 giugno, nella casa di riposo "La Cjase" di Cormons è stato presentato "Un ricordo alla volta - ovvero il contagio della vita", performance conclusiva del laboratorio "La cenere e il fiore". Il progetto, realizzato con il sostegno del Comune di Cormòns, ha visto impegnate per quattro mesi le giovani attrici di Fierascena Giada Bergamasco, Miriam Ri, Giulia Deboni ed Elisa Crainich con alcuni ospiti della Casa, sotto la guida di Elisa Menon.
"Un percorso coraggioso, sperimentale, profondissimo - ci ha spiegato la regista. - Uno spazio in cui gli anziani ci hanno donato il loro coraggio, la loro dolcezza, la loro forza e la fatica che si fa per esserci, la poesia, la bellezza, la leggerezza e la profondità... e tutto l’amore possibile, e così ci hanno ricordato chi siamo e chi possiamo essere... Questa tappa conclusiva è la restituzione di un viaggio forte, dolce, sorprendente, certamente impegnativo e altrettanto straordinario con i nonni della Cjase. "
"Abbiamo imparato tanto durante questa esperienza, - ha sottolineato Elisa nel presentare la performance, dopo l’introduzione della Vice Sindaco Paola Lucia Toros - abbiamo visto, sentito, riso, pianto, riflettuto, siamo stati in silenzio a volte, senza parole, altre volte ci siamo raccontati a lungo e ci siamo ascoltati, ma sopratutto siamo stati vicini, abbiamo avuto un tempo insieme, preziosissimo, e in questa breve performance proviamo a raccontarvelo."
Il senso del racconto è stato certamente colto e molto apprezzato dai presenti, che hanno avuto il piacere e la gioia di assistere ad uno spettacolo proposto in punta di piedi, con una delicatezza raffinata, in una coreografia elegante, illuminata dai sorrisi genuini, espressione dell’animo dei protagonisti, impegnati in un vero e proprio gioco.
Noi spettatori siamo stati catturati e avvolti in un crescendo di emozioni dal primo all’ultimo quadro proposto in quella sala che aveva come sfondo un cielo primaverile imbiancato di nuvoloni, che si affacciavano dalle grandi porte finestre. All’inizio non riuscivo ad immaginare a quale tipo di evento avremmo assistito, quale spettacolo avrebbero potuto mettere in scena gli ospiti di una casa di riposo. In un attimo mi sono sentito immerso in una pagina di alta poesia, recitata da persone in carrozzina o malferme sulle gambe, sostenute da quattro ragazze, che per quattro mesi hanno saputo sapientemente conciliare la preoccupazione e l’impegno nello studio in vista della Matura con il piacere di condividere con i nonni alcuni pomeriggi di gioco. Veramente brava Elisa Menon nell’ideare e nel cucire assieme tutti gli elementi a sua disposizione.
"Attimi, che seguono un lungo percorso; la vita. Attimi! - ha scritto Renzo Furlano, direttore artistico di CormònsLibri, commentando alcuni scatti della performance, che ha postato su FB. - Stupore di qualcosa che vive, che rivive, mani che si toccano, cercano il contatto, mani che hanno toccato, accarezzato, colpito, che implorano mille volte. Continuazione del nostro pensiero, memoria di noi. Mani. Mani protese per dire: ci sono! ci sono ancora!"  
"Un pomeriggio diverso oggi in Cjase - il commento di Lisa Zanchettini, responsabile dell’animazione nella struttura. - Nonostante il tempo grigio abbiamo spalancato un sacco di finestre, tutte in un colpo. Luce, calore e aria fresca ci hanno inondati. Per molti lavorare con gli anziani significa essere a contatto con la fine della vita. Per me significa essere a tu per tu con la vita stessa, a patto che si sappia trovare la strada. Oggi abbiamo avuto la consapevolezza di una strada possibile da percorrere, impegnativa, in salita ma dal panorama mozzafiato. Oggi la vita che c’è nei nostri anziani ha dato spettacolo di sè stessa. Ha dato prova di grande forza ed energia per mezzo del teatro. Momenti, sguardi, gesti ripetuti mille volte, ricordi, poesie, fiori, bastone e cappello, un caffè tra amiche, balli di coppia, gesti gentili, carezze, lacrime, emozioni, la lentezza, il gioco... Il tutto, signori miei, è qualcosa di più e di diverso dalla somma delle singole parti. Ancora una volta."
"Sono stato davvero contento d’esserci stato. Mi sono emozionato - ha commentato un altro dei presenti, Manlio Lichene. - Felicitazioni e grazie a Fierascena, agli ospiti con la loro umanità, a chi ha reso possibile il laboratorio e la performance intensa e toccante. A chi si è commosso." Veramente complimenti e grazie a Fierascena e alla sua animatrice Elisa Menon, che di recente avevamo già avuto modo di apprezzare in un laboratorio intensivo - "Liberi e Uguali / riflessioni teatrali sulla libertà di pensiero" - e una performance finale domenica 22 maggio, nella Tenda giovani, all’interno del Festival èStoria; e giovedì 26 maggio, in Piazza Vittoria, all’interno della manifestazione "In\Visible Cities - Urban Multimedia Festival", nella performance Teatrale sul terremoto che colpì il Friuli nel 1976, "Displaced 1976/2016 - Il Friuli ringrazia e non dimentica". Altri momenti di intensa emozione.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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