Cormons - Gradisca d'Isonzo
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"Dio continua a passare dove si trova l’uomo"

Anche le comunità della Collaborazione pastorale di Cormons hanno rivissuto
il Triduo e la Pasqua di Resurerezione

Parole chiave: triduo pasquale (5), Pasqua (34), rito (15)
"Dio continua a passare dove si trova l’uomo"

Le comunità cristiane della Collaborazione pastorale cormonese hanno celebrato il Triduo Pasquale cuore è fulcro dell’anno liturgico. Come ogni anno, e come le altre comunità cristiane, con la liturgia del Triduo si rivive la Pasqua del Signore e si rende attuale l’Amore di Dio che si rivela in Cristo.
Monsignor Paolo Nutarelli spiegando il significato della celebrazione del Triduo nell’omelia della Santa Messa in Coena Domini ha detto: "Dio continua a passare dove si trova l’uomo, come quando il popolo di Israele era schiavo. In questa Pasqua Dio passa ad Aleppo o in Egitto dove i nostri fratelli sono segnati dalla sofferenza", ma anche nelle comunità della comunità della Collaborazione Dio passa a manifestare il suo amore per l’uomo, perché anche lì si vive la sofferenza della malattia, della mancanza di lavoro, o per un distacco.
Durante la celebrazione vespertina del Giovedì Santo sono stati presentati alla comunità cristiana di Cormòns i giovani che il 7 maggio vivranno il Sacramento della Confermazione. Rivolgendosi a loro donpi si è chiesto "quali strumenti come società stiamo dando ai nostri giovani per affrontare la vita? Bastano i soldi a riempire la vita?" La preoccupazione del parroco è di non essere riusciti a far capire loro che Gesù è colui che dà senso alla vita e che la Fede riesce a dare gusto alla vita.
Dopo il memoriale della Lavanda dei Piedi e dell’Istituzione dell’Eucarestia la notte tra giovedì e venerdì è stata dedicata all’adorazione di Gesù nella specie del pane. Venerdì con le Vie Crucis e la Liturgia della Memoria della Passione si è contemplato l’Amore di Gesù nella sua Passione e Morte. Don Paolo nella sua breve riflessione ha ripreso le parole di padre Cantalamessa che nella Basilica di San Pietro si è domandato se ogni giorno ascoltiamo notizie delle morti di tanti innocenti come mai ci ricordiamo di quel Gesù di Nazareth che è stato crocefisso 2000 anni fa. La risposta di padre Cantalamessa è stata questa: la morte di Gesù "ha cambiato per sempre il volto della morte" e "ha dato un senso nuovo alla morte di ogni essere umano".
Come le mirofore, cioè donne che sono andate a onorare la tomba di Gesù quando ancora faceva buio quel giorno dopo il sabato, anche le comunità cristiane della Collaborazione pastorale si sono radunate nelle chiese parrocchiali per celebrare la Veglia di Pasqua. Forse come le mirofore anche i fedeli della Collaborazione si sono domandati chi sposterà la grossa pietra, non quella che chiude il sepolcro di Gesù, ma quella che impedisce di essere veramente felici in questo tempo pieno di ansie e preoccupazioni.
Nella omelia monsignor Nutarelli ha detto che "Gesù risorto è l’impossibile che diventa possibile. Ed io, te noi in Cristo possiamo trovare la forza di rendere possibile ciò che è impossibile". Ha aggiunto che anche nelle nostre comunità ci sono tanti cristiani che hanno reso possibile l’impossibile mettendosi a disposizione della comunità nei servizi, aprendosi all’accoglienza e accettando la sofferenza propria o di un familiare.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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