Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Cormons ha celebrato la festa patronale

Numerose le iniziative nel giorno in cui la liturgia ha fatto memoria di S. Adalberto

Parole chiave: patrono (118), celebrazione (108), Sant'Adalberto (6)

Una giornata dedicata al patrono Sant’Adalberto quella vissuta sabato scorso dalla comunità cormonese e articolata in tre momenti: la Messa solenne in Duomo, la consegna del Premio Sant’Adalberto e il ricordo di Sandro Feresin con il rinnovo delle promesse scout al centro pastorale "Monsignor Giuseppe Trevisan".

La Messa in duomo con padre Poiana
Al rito liturgico in duomo erano presenti, assieme ai fedeli, le autorità cittadine con in testa il sindaco Luciano Patat e il gonfalone municipale e i rappresentanti delle numerose associazioni di volontariato operanti sul territorio. La Messa è stata presieduta da padre Enzo Poiana, rettore della Basilica di Sant’Antonio a Padova, celebranti anche il parroco monsignor Paolo Nutarelli, don Fausto Furlanut e don Pierre con l’accompagnamento dei canti eseguiti dalla corale Sant’Adalberto.
Padre Poiana, originario di Corona, richiamandosi proprio alle sue origini, ha voluto ricordare un avvenimento, che gli ha cambiato la vita, avvenuto proprio nel duomo di Sant’Adalberto. E’ stata in quella occasione che ha avuto modo di incontrare l’allora arcivescovo padre Antonio Vitale Bommarco: "un incontro che cambiò la mia vita", ha detto padre Enzo, che ha iniziato poi il suo cammino che lo ha portato ad entrare di lì a poco nell’ordine francescano dei Conventuali.
All’omelia padre Enzo ha messo in evidenza le analogie tra le vite di Sant’Adalberto e Sant’Antonio, entrambi protesi nella ricerca dell’evangelizzazione in terra straniera ma entrambi andati incontro a insuccessi, che non hanno piegato bensì rinforzato la loro fede. "Bisogna saper servire Dio anche dinanzi agli insuccessi - ha detto il celebrante -.   La fede è il fondamento della nostra vita, non è un vestito che si mette e si toglie quando si vuole".

A Bruno Odorico il premio Sant’Adalberto
Come avviene da alcuni anni la festa patronale è anche l’occasione per consegnare il Premio Sant’Adalberto a persone (o associazioni) che, in modi diversi e peculiari, operano per il bene e la crescita spirituale e materiale di Cormòns.
Quest’anno, il Consiglio pastorale ha vuoluto conferire il premio a Bruno Odorico che, con sincero spirito di servizio, da moltissimi anni opera a favore della nostra parrocchia di Cormòns e di tutta l’Unità pastorale. Il premio gli è stato consegnato da padre Poiana al termine della Messa in duomo tra gli applausi di tutti i presenti.  Non cormonese, dal suo arrivo a Cormons nel 1981, insieme alla moglie Annamaria, si è inserito immediatamente nel tessuto cittadino, in particolare in parrocchia, mettendo a disposizione le sue capacità professionali e umane, in tanti modi e ambiti. Negli anni, lo si ricorda nel servizio di sacrista in Duomo e a San Leopoldo, lettore, uomo "tutto fare", dalle contabilità parrocchiali a quei lavori "nascosti e umili" che sono fondamentali affinché tutto proceda bene. In Ufficio parrocchiale dal 2005, accoglie le numerose persone e coordina i collaboratori dell’ufficio, con grande competenza, professionalità e umanità, sia in campo amministrativo-contabile che tecnico: in ciò è punto di riferimento irrinunciabile per tutte le associazioni e per la comunità cormonese.

Un albero e una targa per ricordare Sandro
Al termine della messa tutti si sono ritrovati in ricreatorio dove è stata scoperta una targa a ricordo di Sandro Feresin, che ha dedicato al sua vita alla famiglia al lavoro e agli scout.
La targa, scoperta dalla lupetta Giulia, nipote di Sandro, riporta una citazione di Baden Powell: "Mentre vivete la vostra vita terrena, cercare di fare qualcosa di buono che possa rimanere dopo di voi. E ricordate che essere buoni è qualche cosa ma che fare il bene è qualcosa di più". E stato poi messo a dimora un acero. Sandro non poteva non essere che ricordato in ricreatorio dove per anni, lui "Akela per sempre", ha giocato e fatto giocare un po’ tutti i suoi lupi, ha rotto mille cerchi con il bim bum crack per rompere il cerchio come ha sottolineato in un breve intervento il capogruppo del Cormons 1° Gabriele Fain.
E gli scout, nel giorno del loro patrono San Giorgio, hanno rinnovato la promessa prima del solenne ammainabandiera.

A Rosa Mistica i primi vespri
Il giorno precedente, nel santuario di Rosa Mistica, in occasione anche dell’Oasi della Misericordia, monsignor Michele Centono, parroco di Aquileia, ha presieduto i primi solenne vespri in onore di Sant’Adalberto.
"In questo cenacolo che è il santuario di Rosa Mistica, luogo che ci ha fatto e ci fa toccare con mano la tenerezza di Dio, particolarmente in questo anno giubilare della Misericordia, ancora una volta siamo stati convocati per ringraziare il Signore di avere posto sulla nostra strada la figura di sant’Adalberto - ha affermato nella sua omelia monsignor Centomo -. Conosciamo la sua storia perché la ricordiamo annualmente. Quello che può sfuggire alla nostra attenzione è il suo vissuto come pastore, come vescovo. Adalberto, mai si è separato dall’amore di Cristo; infatti è stato servo umilissimo della Sua Parola, che ne ha costituito la radice del suo ministero episcopale".

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