Cormons - Gradisca d'Isonzo
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Antichi riti paesani: la cultura antica delle nostre genti

”Prein ploja”: l’incontro di tante persone, che un tempo si raccoglievano davanti a qualche immagine sacra quando la siccità metteva in pericolo il raccolto

Parole chiave: Prein ploja (2), tradizione (20)
Antichi riti paesani: la cultura antica delle nostre genti

Ogni qualvolta vengono proposte, raccolgono grande interesse in seno alla comunità di Romans d’Isonzo, le rievocazioni di antichi riti paesani, che un tempo venivano ripetuti in determinati periodi dell’anno, per pregare i santi affinché giungesse dal cielo quell’aiuto necessario a proteggere persone o animali, superare momenti difficili o scongiurare calamità naturali. Un interesse confermato nei giorni scorsi dall’affollato appuntamento rievocativo dal titolo "Prein ploja", ovvero la rievocazione dell’incontro di tante persone, che un tempo si raccoglievano davanti a qualche immagine sacra in più punti del paese, in occasione della ricorrenza di Sant’Anna, quando la siccità metteva in pericolo il raccolto e si pregava la santa affinché mandasse un po’ di pioggia per scongiurare il digiuno forzato.
La rievocazione del "Preià ploja" si è tenuta nel sottoportico di casa Zorzin, davanti a più di centro persone, nel cosiddetto "Cortile delle monache", in via Cividale o più popolarmente indicata come il Borgo Santo, che prese questo nome nella prima metà del Settecento in quanto ospitava l’oratorio della "Sorelle della Dottrina Cristiana", giunte da Cormòns per insegnare alle donne del luogo a leggere e scrivere e ad eseguire altri lavori di casa. Nel convento vennero segnalati i primi miracoli della Madonna di Rosa Mistica, ha raccontato nella sua relazione il professor Tassin, catturando l’attenzione dei presenti, curiosi di ascoltare una storia locale ormai dimenticata in paese e che lo stesso ha rispolverato nel corso delle sue continue ricerche. Hanno arricchito la serata i componenti del gruppo teatrale "Sis Scussons scussats", che hanno proposto alcuni antichi canti coi quali veniva invocata la pioggia.
L’oratorio di Romans venne fondato nel 1716 dalla cormonese Orsola Grotta, mentre nel 1952, a fianco dell’oratorio stesso venne eretta la chiesa, dedicata a sant’Anna, in segno di gratitudine nei confronti di Anna Petazzi, che aveva finanziato la costruzione. La prima messa si tenne nel 1752, ma tre anni dopo le suore romanesi vennero rispedite a Cormòns e l’oratorio chiuse per sempre i battenti. L’iniziativa è stata proposta dal Circolo "Mario Fain" assieme al gruppo di ricerca "I Scussons" e al gruppo teatrale "Sis Scussons scussats" col patrocinio del Comune, della Fondazione Carigo, della BCC di Staranzano e Villesse e della Cassa Rurale FVG.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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