Cormons - Gradisca d'Isonzo
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90 anni dopo la prima pietra per un’"Assunta" di pace

La comunità di Mossa ricorda con una fitta serie di iniziative il 90° dell’avvio  della ricostruzione della parrocchiale  dopo la distruzione provocata dalla Grande Guerra

Parole chiave: Assunta (4), festeggiamento (24), commemorazione (62)
90 anni dopo la prima pietra per un’"Assunta" di pace

Come ogni anno a metà Agosto la comunità di Mossa si riunisce per la festa della Madonna Assunta, ricordando quest’anno il novantesimo anniversario della posa della prima pietra della Chiesa Parrocchiale, distrutta dalle granate della Grande Guerra: un’occasione per rinnovare la fedeltà a Maria e per fare memoria di un evento storico per la comunità che deve farci pensare a come dalla distruzione e dalle macerie dell’odio, i mossesi riuscirono a ricostruire, non senza difficoltà, la propria chiesa, in una prospettiva di fratellanza e di volontà di ricominciare che a distanza di tanti anni fa ancora scaldare il cuore e sperare in una umanità solidale, alla ricerca della pace e della convivenza civile.
Iniziamo quindi facendo memoria degli avvenimenti tristi della "strage della Zenta" e di quelli più lieti come le fasi della costruzione della chiesa e la tradizionale processione mariana dell’Assunta, festa principale per i mossesi e gli abitanti dei paesi vicini da secoli.

La "prima pietra" dopo la guerra
La millenaria pieve di Mossa ha da sempre avuto la sua chiesa principale, dedicata a S. Andrea Apostolo, nella zona del paese detta "Zenta", sulla sommità di un colle, fino al 9 agosto 1915, quando proprio sull’altura della Zenta la popolazione mossese subì una vera e propria strage di civili, (si contarono 14 morti e 25 feriti), causata da un colpo di mortaio di grosso calibro sparato da una postazione dell’esercito austroungarico situata nella località di Straccis, a Gorizia.
Dopo i tragici fatti di quel giorno, la restante popolazione del paese (molti si erano allontanati già da tempo) partì chiedendo ospitalità in altre località dell’impero, e l’abitato rimase vuoto fino al 1919. La strage del ’15 causò la distruzione di molte abitazioni e locali civili e il grave danneggiamento della parrocchiale, che, come descrive la relazione inviata all’ordinariato principesco- arcivescovile era "danneggiata ai muri, al tetto, al soffitto; mancano completamente gli altari (cinque), l’organo, l’orchestra, tutte le decorazioni e pitture e le opere di pietra e di marmo". Versava in condizioni disastrose perchè, -continua la relazione- "è distrutta quasi interamente e il campanile, alto 40 m è fortemente danneggiato, la piramide è mozzata e presenta grandi fratture longitudinali per cui sarà necessaria la sua demolizione con utilizzazione del 25% del materiale".
Tuttavia già nel 1920 venne richiesta la stima dei danni di guerra per procedere alla ristrutturazione della chiesa: un progetto tuttavia assai ambizioso ma molto costoso, visto che a quasi cinque anni dal bombardamento, l’edificio si trovava in condizioni ancor più precarie. Oltre alla chiesa avevano riportato gravi danni la canonica, la casa del cooperatore e tre case di proprietà della parrocchia; la chiesa di san Marco in Preval invece subì dei danni meno gravi. Si decise dunque, d’intesa con l’ordinariato principesco arcivescovile ed il commissariato generale civile di Trieste di ricostruire interamente gli edifici della parrocchia nella zona più bassa del paese, affidando il progetto all’architetto Barich, che ideò la chiesa parrocchiale e la canonica.
Iniziati i lavori di costruzione del tempio, la prima pietra venne posta proprio il 15 agosto di 90 anni fa, e venne benedetta da Francesco Borgia Sedej, principe arcivescovo, alla presenza del parroco mons. Eugenio Pividor. Fu un gesto solenne e carico di significato per la gente di Mossa, che dopo più di 10 anni di oblio vedeva un segno tangibile finalizzato a voler ridare la dignità a un paese martoriato dalla guerra e dalla dimenticanza. I lavori furono completati l’anno dopo e l’edificio venne consacrato dallo stesso Arcivescovo il 14 agosto. L’altare maggiore, sempre progettato dal Barich, venne eseguito dal mastro scalpellino Valent di Ruda e nell’abside venne posta la tela, notevole per dimensione, del pittore toscano Durante Alberti di Borgo Sansepolcro (1587) raffigurante il martirio di Sant’Andrea Apostolo. L’organo invece, costruito nel 1927 è opera della ditta patavina Malvestio.

La processione dell’Assunta
Da sempre nel paese di Mossa è molto sentita la devozione per la Madonna Assunta che fino al secondo dopoguerra veniva festeggiata- il 15 agosto- nella chiesa del Preval. La festa religiosa è sempre stata unita a quella paesana, e la chiesa nella piana verdeggiante sembrava il luogo più adatto per i vari momenti di ritrovo e le celebrazioni. Il Preval infatti, circondato dal bosco di acacie e vicino ai paesi di Mossa, Capriva ma anche Cerò e Vipolzano tanto da essere raggiunto facilmente a piedi si presentava come un’oasi lontana e riparata dalla confusione e dal traffico, alla quale tutti convenivano volentieri per la festa che viene ricordata come la "Madona d’Avost in Preval".
La festa religiosa cominciava di buon mattino con la messa "granda" molto partecipata e solennizzata dalla corale, mentre nel già nel primo pomeriggio iniziavano ad affluire i fedeli dei paesi vicini e lontani, che, benchè la chiesa non fosse un santuario, nè come tale fosse considerato, chiedevano una qualche grazia alla Madonna. Dopo il canto dei vespri usciva la processione con la statua attorniata dalle bambine biancovestite e dagli angioletti, bambini vestiti di azzurro con ali di cartone sulle spalle, seguiti dai numerosi sacerdoti, dai gonfaloni e dalle insegne del Terzo Ordine Francescano e dell’Azione Cattolica, portate dai giovani del paese, che guidavano la statua e i fedeli lungo le vie del paese.
Fino al 1911 veniva portata in processione la vecchia statua conosciuta come "la Madona piciula su la ciadrea", simulacro risalente al XV secolo che oggi si trova nella cappella laterale della chiesa parrocchiale. Successivamente, grazie all’interessamento del Moretti (il pievano) fu fatta costruire una statua dell’Assunta che viene tuttora usata. Durante gli anni della prima guerra mondiale fu portata a Cormons e successivamente fu anch’essa "profuga" assieme a numerosi abitanti del paese in varie località del Regno d’Italia o dell’Impero Asburgico. Dopo la processione e la benedizione solenne, la festa religiosa lasciava spazio a quella popolare e la gente consumava le proprie merende nei prati oppure presso i chioschi campestri allestiti dai proprietari delle osterie paesane, allietati da canti popolari. Parimenti era possibile l’acquisto di oggettini in terracotta, campanelle e fischietti presso le bancarelle dei venditori ambulanti o dei colaz , grandi biscotti rotondi a forma di ciambella preparati dalle donne cormonesi, strettamente legati a questa festa. Dopo il 1930 è documentato anche il gioco del lotto e la presenza delle giostre fa capire che la festa aveva una forte connotazione popolare e folkloristica, quasi di sagra. Durante la seconda guerra mondiale la chiestetta subì forti danni e non potè più essere utilizzata fino al successivo restauro, cosicchè la processione è continuata in paese e viene celebrata tuttora con solennità, rispettando nelle linee generali la modalità antica. Dal 1961 la Madonna non è trasportata a spalla ma su di un carro agricolo preparato da una famiglia del paese e decorato con drappi e garofani bianchi sul quale sono seduti, accanto alla statua, gli "angioletti".

Il programma delle celebrazioni
Come già accennato il calendario degli appuntamenti è ricco e variegato e consentirà a tutti di prepararsi alla festa. Chi lo desidera può già iniziare il 5 agosto con il pellegrinaggio notturno al Santuario di Barbana, con partenza dal piazzale della chiesa alle 19.
Giovedì 11 invece si ricorderà il 37° anniversario dell’insediamento dell’immagine della Madonna del Preval con una S.Messa celebrata nel santuario, in memoria del defunto Arcivescovo Pietro Cocolin. Il giorno seguente avrà inizio il triduo di preghiera durante il quale tutti avranno la possibilità di pregare il S.Rosario dinanzi all’immagine dell’Assunta, alle 20.30 di ogni sera, al suono della campana.
Domenica 14 agosto la comunità ricorderà la dedicazione della propria chiesa, avvenuta in quel giorno 89 anni fa, celebrando la messa delle ore 10 in memoria di mons. Eugenio Pividor, compianto arciprete.
Il giorno della solennità dell’Assunta invece inizierà alle 12 con la preghiera dell’Angelus e la benedizione delle autovetture davanti alla chiesa ed avrà il suo culmine alle ore 19 quando mons. Michele Centomo, arciprete di Aquileia e maestro delle cerimonie arcivescovili presiederà la Messa Solenne, affiancato dall’amministratore parrocchiale mons. Arnaldo Greco e dai sacerdoti del decanato.
Il rito sarà accompagnato dalla corale "San Marco" diretta da Elisa Toros, alla presenza delle autorità comunali. Seguirà la processione per le strade del paese e la benedizione al rientro in chiesa parrocchiale. Seguirà la festa comunitaria all’aperto e l’estrazione della lotteria parrocchiale di beneficienza.

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