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Ritorna a scandire il tempo il settecentesco orologio meccanico

Il meccanismo del 1750 restaurato grazie al caparbio impegno di alcuni volontari sarà inaugurato dopo la fine degli interventi al campanile

Parole chiave: orologio (2), campanile (7), restauro (26)

Da diversi mesi sono in atto i lavori di restauro e di consolidamento statico della torre campanaria della chiesa di San Tommaso Apostolo a Perteole assegnati alla ditta Colossetti del luogo.
In attesa del loro inizio, il parroco don Facchinetti doveva quindi provvedere allo sgombero di eventuali materiali presenti nel manufatto, il più importante dei quali era l’orologio meccanico sostituito negli anni Settanta dello scorso secolo con uno elettrico.
Era stato costruito nel 1750, in Carnia, nel paese di Pesariis, dalla ditta dei Fratelli Solari e installato nella torre campanaria. Qui aveva segnato le ore del giorno e della notte per oltre due secoli.
L’ultimo incaricato di curarne la perfetta manutenzione fu il sacrestano Rubens Comuzzi, che giornalmente doveva recarsi nella parte alta del campanile per procedere alla carica ed eventualmente per correggere eventuali ritardi o anticipi.
Allora si decise di lasciarlo in loco, perché era troppo ingombrante per poter essere calato dal ripiano dove si trovava in quanto era impossibile farlo passare attraverso le botole di accesso ai piani presenti nel campanile.
Nell’imminenza dell’inizio dei lavori, fu perciò deciso di far smontare l’orologio meccanico alla cui operazione si dedicarono il tecnico Giovanni Perissin, già capo reparto in un’importante ditta del settore a Milano, e Carlo Milocco, un qualificato falegname e restauratore del legno.
Avviata l’operazione di smontaggio, ci si rese conto che l’orologio aveva subito l’usura del tempo: polvere, ruggine e riparazioni inadeguate lo avevano reso inservibile.
Pertanto l’eventuale operazione di recupero del manufatto era irrealizzabile, dovendo ricostruire gli ingranaggi, gli assi, i pioli, le sfere e lo stesso quadrante, oltre ai tamburi di quercia sui quali veniva avvolta la fune che sosteneva i pesi di traino necessari per mettere in moto gli ingranaggi.
Sembrava che il suo destino fosse quello di finire da un rigattiere, tuttavia Peressin ritenne di non arrendersi all’evidenza, nella consapevolezza che quell’orologio faceva parte del patrimonio storico del paese.
Accettò quindi la sfida e volle procedere al completo restauro dell’orologio, assumendosene pure le spese.
Potendo disporre di una piccola officina, l’orologio fu qui trasferito e iniziò la complessa operazione, potendo anche contare sulla collaborazione del falegname Carlo Milocco e del meccanico tornitore Luigino Milocco.
Furono necessari mesi di lavoro per il recupero o la sostituzione delle parti che compongono gli orologi e la costruzione di una "gabbia" a due piani, l’uno su cui posare i meccanismi e l’altro, sottostante, necessario  per rendere possibile lo scorrimento dei pesi.
L’operazione, iniziata il 19 ottobre del 2016, si concluse nell’Ottava di Pasqua di quest’anno.
Ora l’antico orologio è stato  collocato nell’androne della canonica e, messo a piombo, può ancora segnare con precisione le ore e i minuti così come fu progettato e costruito nell’età dei Lumi.
Il parroco don Facchinetti ha quindi disposto che l’inaugurazione dell’avvenuto recupero dell’antico orologio abbia luogo quando saranno conclusi anche i lavori di restauro della torre campanaria, con la presenza delle Autorità Comunali e coinvolgendo l’intera comunità dei fedeli.

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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