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La storia riaffiora dal letto dell’Aussa

Dopo la spada recuperata nel mese di settembre, i lavori di pulizia nel fiume che attraversa Cervignano hanno restituito numeroso altro materiale inaspettato

Parole chiave: pulizia (5), Aussa (2), ritrovamento (4)
La storia riaffiora dal letto dell’Aussa

Lo scorso mese di settembre, durante un’operazione di pulizia del fiume Aussa, i volontari della Protezione civile recuperarono, tra i vari oggetti, anche una spada avvolta ancora nel suo fodero.
Si è trattato certamente di una scoperta eccezionale, che è attualmente oggetto di ulteriori approfondimenti da parte degli esperti.
Ma le sorprese non sono terminate con quel ritrovamento, perché in questi giorni il fiume di Cervignano ha restituito anche altro materiale storico.
Si tratta in particolare di una bomba a mano, due granate, due moschetti e una gavetta porta munizioni. Il materiale, secondo gli esperti, risalirebbe alla Prima guerra mondiale.
A porre in sicurezza gli ordigni ci hanno pensato gli artificieri subacquei dello Sdai (Servizio difesa antimezzi insidiosi) di Ancona, che si sono immersi nelle acque del fiume Aussa, all’altezza del ponte di ferro.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale, i volontari della Protezione civile di Cervignano e il personale medico sanitario.
Per consentire le operazioni di recupero è stato anche inibito il passaggio del percorso pedonale e ciclabile nel tratto che da via Trento conduce fino al ponte della ferrovia.
Visti i recenti ritrovamenti nel fiume, e contando di reperire anche altro materiale, si vorrebbe esporre quanto rinvenuto all’interno dell’Antiquarium, che sorge in piazza Marconi.
Non solo, si vorrebbe anche organizzare un’ulteriore attività di ricerca che possa portare alla luce altri eventuali reperti storici.
Lo scorso 13 ottobre, la Protezione civile di Grado aveva rinvenuto, sul fondo del fiume, un elmetto, un pezzo di una maschera antigas e anche due ordigni, si pensa granate. Tutti oggetti risalenti molto presumibilmente al periodo della Prima guerra mondiale.
Considerato che, tra i reperti che il fiume svela, c’è l’eventualità di ritrovare anche altri ordigni bellici, sarà quanto mai opportuno e necessario che si proceda con la massima attenzione, per evitare delle spiacevoli conseguenze.
Sicuramente fa specie, a distanza di un secolo, che si celino ancora degli ordigni, che potenzialmente possono ancora essere letali se maneggiati senza le dovute attenzioni e da mani esperte.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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