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La globalizzazione passa attraverso la proposta culinaria

Successo della quinta edizione della manifestazione promossa da CIL e parrocchia che ha permesso di gustare e confrontare piatti e sapori provenienti da diverse latitudini

Parole chiave: globalizzazione (2), immigrazione (27), accoglienza (38), cucina (4)
La globalizzazione passa attraverso la proposta culinaria

Si è ripetuta anche quest’anno a Joannis la proposta della cena multietnica.
Perché si organizza questa iniziativa? Perché ogni anno (questo è il quinto), si organizza questo apprezzatissimo incontro conviviale?
C’è chi dice per l’integrazione, chi per curiosità di voler conoscere i sapori, i gusti altrui, insomma voler valorizzare i cinque sensi per capire le diversità che sono sparse sulla terra: possiamo scherzosamente dire una globalizzazione della passione culinaria.
I motivi sono tanti, anche sottintesi, l’importante è credere in quello che si fa e nell’impegno non facile per allestire questo momento: ma ogni anno, puntuale, ecco arrivare questo momento d’incontro tra popoli e culture diverse.
Il lavoro dietro alle quinte è veramente notevole anche se gli invitati vedono solo il risultato finale, ossia il piatto pronto da gustare ed apprezzare.
Lo staff del C.I.L. (Comitato Iniziative Locali) e della parrocchia di Sant’Agnese e gli ideatori dei piatti hanno creato un vero connubio di colori e profumi: bastava, infatti, andare in cucina (e chi scrive ci è stato più volte) per accorgersi che non c’era solo l’impegno della preparazione ma anche una grande gioia nel confrontare i piatti delle diverse culture culinarie.
Ma adesso passiamo ai gustosissimi piatti iniziando dall’antipasto che geograficamente è stato il più territorialmente prossimo ai presenti: Fabio di Trieste  (triestino DOC) ha presentato il prosciutto in crosta di pane con il kren (cotto triestino), una classica preparazione per le feste, preparato solo con ingredienti essenziali come prosciutto affumicato e l’indispensabile kren per rendere questo piatto piacevole sia alla vista che al palato.
Poi, per il primo piatto il viaggio ideale ha condotto tutti in Medio Oriente, in Afganistan, con Omen che ha preparato un gustosissimo Kabuli Palaw, considerato il piatto nazionale afgano: è un composto di riso cotto al vapore, mescolato con uva sultanina, carote e carne d’agnello (dal suo nome trae origine la città di Kabul la capitale), accompagnato dalle polpettine e da una bevanda, il kawa, un tè aromatizzato con zucchero e spezie.
Il secondo piatto è arrivato dal Burkina Faso (Africa) ed il simpatico Urbano ha fatto gustare il Beggha - Sosso, una pietanza a base di fagioli e pezzetti di carne, piatto immancabile nelle grandi occasioni come feste e matrimoni. Anche questa portata è stata accompagnata da una bevanda speciale, il Lebourigi, una bibita rinfrescante a base di zenzero.
Un altro momento molto atteso, quello del dolce, è stato disturbato da un violento acquazzone che ha costretto i buongustai a riparasi all’interno della canonica per gustarlo.
La signora Dubravska (conosciuta da tutti come Duda) arrivata dalla Bosnia, ha preparato due delizie: il Bosanshke Hurmasice, biscotti di pasta frolla inzuppati in uno sciroppo di acqua e zucchero ed i Cupavci, un pan di Spagna ricoperto da uno strato di salsa di cioccolato spolverizzato da scaglie di cocco.
Una serata, perciò, all’insegna della curiosità e del buon umore, con sottofondo le tradizionali musiche dei luoghi di origine dei piatti: il tutto contornato da un tocco di friulanità, il vino, naturalmente di Joannis, inconfondibile nel mondo.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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