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La crisi persiste ma il commercio regge

Anche nel Cervignanese sono sempre più gli esercenti  che si avvalgono delle nuove tecniche in termini di marketing  utilizzando i social network e sfruttando l’e-commerce

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La crisi persiste ma il commercio regge

La pluridecennale crisi economica si fa sentire anche nella Bassa friulana e Cervignano non fa eccezione, anche se il commercio, nonostante le difficoltà, regge.
Si devono registrare infatti alcune chiusure tra i piccoli negozi. Il commercio al dettaglio ha registrato, nel terzo trimestre, la chiusura di tre attività e l’apertura di sei nuovi negozi.
La situazione di difficoltà legata al cambiamento delle abitudini di acquisto dei residenti è nota da tempo, preferendo quelli on-line o nei grandi centri commerciali che sono sorti in diverse parti del territorio regionale.
Proprio per questo motivo sono sempre più gli esercenti che si avvalgono delle nuove tecniche in termini di marketing utilizzando i social network e alcuni di loro si sono concentrati nelle vendite con l’e-commerce, con innegabili vantaggi in termini di raggiungibilità di acquirenti.
Tra i settori maggiormente in crisi ricordiamo quello dell’abbigliamento che, nonostante la stagione dei saldi, non è riuscito a recuperare il calo di vendite del trascorso periodo primaverile.
Va un po’ meglio il quadro per le imprese che gravitano nel settore del turismo, con un piccolo incremento in termini di arrivi e di presenze nel settore alberghiero e in quello della ristorazione.
Cervignano, infatti, sta diventando una tappa per i turisti in transito nel territorio della Bassa friulana.
Le difficoltà del commercio è una fotografia ben precisa che conferma un trend consolidato negativo ormai da parecchio tempo ormai e questo accomuna anche molte realtà limitrofe a livello regionale. Il commercio al dettaglio, in particolare, è quello che è il più penalizzato, con una pressione fiscale e una burocrazia evidenti.
Senza dimenticare l’apertura di grandi centri commerciali e al clima di preoccupazione che serpeggia tra i consumatori come mai prima d’ora. Questo è lo specchio di una crisi che coinvolge altre realtà produttive e che si ripercuote inevitabilmente anche sul settore del commercio, con acquirenti sempre meno disposti a comprare, se non proprio in caso di necessità.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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