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Due nuove varianti al Piano Regolatore

La modifica principale fra le novità introdotte dal Comune di Cervignano riguarderà la realizzazione di una piazza nella zona antistante la chiesa di Scodovacca

Parole chiave: piano regolatore (2)
Due nuove varianti al Piano Regolatore

L'amministrazione comunale di Cervignano ha modificato nelle scorse settimane il Piano regolatore e si prevedono delle importanti novità per il futuro assetto del territorio.
La modifica principale riguarderà la progettazione della frazione di Scodovacca, dove si prevede la realizzazione di uno spazio pubblico, al cui interno sarà realizzata una piazza nella zona antistante alla chiesa della frazione.
Nelle intenzioni del Comune di Cervignano, questo diventerà un luogo d’incontro per la comunità.
Un altro punto fondante sarà la realizzazione del nuovo centro studi nell’area già sede dell’ex caserma Monte Pasubio.
Ci sono obiettivi a lungo termine, come quelli che si prefiggono l’adeguamento del Piano regolatore generale al Piano delle infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica e al Piano paesaggistico regionale.
Tra le previsioni, anche rivedere l’idea di realizzare una zona industriale e artigianale compresa tra il fiume Ausa e il canale Banduzzi.
Sarà valutata pure l’opportunità di creare una zona portuale nei pressi del fiume Ausa.
La delibera, con tutte le direttive, sarà inviata poi alla Regione Friuli Venezia Giulia, ai Comuni limitrofi e a tutte le amministrazioni interessate, per ottenere la massima condivisione su quelli che potranno risultare dei punti di interesse comuni. In un periodo di congiuntura negativa e con notevoli difficoltà economiche per tante amministrazioni comunali, vale la pensa rimarcare lo sforzo intrapreso dall’amministrazione cervignanese, che sarà impegnata, nel prossimo futuro, a conciliare le esigenze di contenere la spesa pubblica con la consapevolezza di offrire alla popolazione dei servizi degni di una città che si è saputa ritagliare un suo ruolo nel contesto della Bassa friulana.
Il tutto dovrò confrontarsi anche con uno sviluppo sostenibile, in grado di non consumare più porzioni di territorio, come nei decenni trascorsi, quando l’edilizia residenziale provocò un boom di realizzazioni abitative e un innalzamento dei prezzi delle stesse senza precedenti.
Ora la situazione si è normalizzata, ma il prezzo pagato in termini di perdita di territorio è stata notevole.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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