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Aiello: una raccolta di scarpe e la festa diventa solidale

Il 4 luglio scorso, come tradizione in quel di Aiello ricorreva il santo patrono Ulderico.
Per prepararsi all’evento, i ragazzi del Gruppo Giovani, su idea del Consiglio Pastorale, nei giorni subito precedenti la grande cerimonia, hanno invitato la popolazione a fare ordine nelle proprie scarpiere e si sono impegnati in una solidaristica raccolta di calzature pro-Caritas, dai risultati straordinari e rivelatasi utile sia per predisporre gli animi dei paesani alla condivisione sia, soprattutto, per rispondere all’emergenza del magazzino di Crauglio, ove pervengono sempre più numerose le richieste di aiuto da parte dei meno abbienti.

Parole chiave: raccolta (24), Caritas (95), patrono (108)

Nel giorno di sabato, poi, si sono svolti i festeggiamenti veri e propri, con una solenne Santa Messa prefestiva, concelebrata da don Federico Basso, parroco di Aiello, da padre Massimo Luca, francescano originario della comunità, e da don Mirko Franetovich. Ad animare la liturgia la corale degli "Amàns de Vilote", sostenuta da diversi membri della banda "Amici della Musica", che hanno accompagnato i momenti salienti del rito eucaristico con le potenti melodie dei loro strumenti.
Durante la messa si è data lettura ad una serie di preghiere dei fedeli realizzate a tema e, al termine, si è consegnato un piccolo riconoscimento, come consuetudine, ad una persona del paese che si è particolarmente distinta, nel corso della sua vita, per la dedizione rivolta alla chiesa: quest’anno un’immagine in bassorilievo della Sacra Famiglia è stata così donata al m.stro Bruno Fritsch, per tutti amichevolmente Bruneto, direttore del coro locale, sempre disponibile ad allietare le celebrazioni e coinvolto nel trasmettere la sua passione musicale ad alcuni nuovi giovanissimi organisti. Nell’occasione si è ricordata anche un’altra figura importante della comunità, per la quale ricorre, proprio nell’arco del 2015, un anniversario estremamente significativo: è stata consegnata, dunque, una piccola icona a Suor Ulderica Bressan, che festeggia in questi mesi il suo 60esimo di professione religiosa e vita consacrata, esempio e modello a cui attingere in un periodo in cui le vocazioni sembrano scarseggiare sempre di più. Momenti toccanti, parole commosse e scrosciare di applausi, insomma, per una festa che, conclusa nell’edifico sacro di piazza Roma, è ripresa, anzi semplicemente proseguita, con maggiore informalità, nel ricreatorio di via Marconi, ove si è tenuta la cena comunitaria, con presenti molte famiglie e, per la prima volta, anche tanti collaboratori della Pro Loco, a cui l’associazione ha deciso di offrire un pasto da condividere in nutrita compagnia, come gesto di ringraziamento per la collaborazione prestata durante le principali manifestazioni allestite dal sodalizio.
Non sono mancati, quindi, il buon cibo, l’intrattenimento gioviale di Cjadena Folk e dei suoi estemporanei supporters, una piccola lotteria benefica finale, con proventi ancora una volta devoluti al Centro Caritas, a finanziamento dei suoi progetti umanitari, ed una vendita di squisiti dolci caserecci, confezionati da volenterose pasticcere casalinghe e distribuiti per favorire, col ricavato, le opere parrocchiali, come le belle tende srotolabili per la chiusura del portico della canonica, installate dall’artigiano Del Mestre, grazie alle donazioni raccolte nei banchetti dei manufatti delle signore del Gruppo Lavoretti, ed inaugurate proprio durante la cena del patrono.

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