Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Ronchi dei Legionari: le donne della Grande Guerra

Ronchi -dopo avere ricordato presso il cimitero comunale i soldati dell’esercito austroungarico caduti nella prima grande guerra ed i bambini e le bambine deceduti al campo di profuganza a Wagna nella Stiria- ha ricordato, per iniziativa dell’amministrazione comunale le donne, protagoniste dirette della grande guerra.

Parole chiave: Prima Guerra Mondiale (98), centenario (27), commemorazione (67), donna (15)

Una lapide è stata scoperta all’ingresso del palazzo comunale dal sindaco dott. Fontanot e dalla maestra Dolores Dominutti (classe 1923 e Premio S. Stefano 2014) proprio per fare memoria di quanto hanno compiuto e testimoniato le donne nel tempo dello scontro.  
La targa recita così: "Ricordiamo le nostre donne che spesso cancellate dalla memoria collettiva, hanno affrontato con coraggio gli orrori della guerra ed hanno esercitato un ruolo determinante in quegli anni dolorosi" ; la cerimonia alla quale ha presenziato la nuova dirigente scolastica insieme ad una classe della scuola media, oltre che i rappresentanti delle associazioni comunali, alcuni assessori e consiglieri comunali, è stata intitolata "Per non dimenticare".
La prof. Marta Verginella ha svolto una breve conversazione con la quale ha inteso ricordare con le parole di due donne, una di Doberdò del Lago e l’infermiera goriziana Marinaz , le vicende drammatiche della guerra che hanno messo a dura prova tutti ed in specifico la condizione femminile. La testimonianza delle quali è stata singolare sia all’interno della guerra, sia nelle famiglie e nelle case dove ha assunto la direzione della vita e soprattutto è stata il sostegno delle famiglie, private della presenza dei padri e dei fratelli, dei mariti.
Ha concluso l’incontro il parroco di San Lorenzo, don Boscarol, che, ricordando il "genio femminile" ha evidenziato in tutte le sue dimensioni, ha sottolineato come nel contesto drammatico della guerra -tempo di dolore, di privazione della vita e manifestazione del male-, ricordare le donne significa riscoprire la voglia di vivere, la bellezza e la grazia come componenti di un progetto unico.
Un progetto, quello dell’uomo e donna, che consente di fare esperienza della pienezza dell’umanità, della forza dell’amore e della donazione totale di sé.
Il sacerdote ha concluso con una preghiera di invocazione e di benedizione che mette in primo piano la dimensione dell’amore e della donazione come ideale di vita.

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