Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Quel voto del 1386...

L’arcivescovo Carlo presiederà  giovedì 8 settembre la messa  alle ore 20 nel santuario  seguita dalla processione  per le vie del rione

Parole chiave: Marcelliana (15)
Quel voto del 1386...

L'anno 1386 è stato terribile anche per gli abitanti del territorio di Monfalcone.
La peste colpiva duramente la popolazione già stremata da una diffusa povertà.
Gli abitanti della Desena di Monfalcone fecero voto di recarsi ogni sabato alla chiesa della Beata Vergine Marcelliana, che in quegli anni divenne ’santuario’. Erano tempi in cui anche la peste era vista come castigo di Dio per la cattiva condotta degli uomini e bisognava convertirsi, cambiare vita, ritornare a Dio. Il voto e la processione di ogni sabato che da Monfalcone portava i fedeli alla Marcelliana aveva questo significato: riportare la vita della comunità alla fede e alle opere che da essa derivano.
Per secoli il sabato vide quella processione che adempiva al voto del 1386.
I tempi sono passati, la Grande Guerra aveva fermato la vita anche a Monfalcone, il senso di quell’antico voto si era perso e ne è rimasto un lontano ricordo nella processione che l’otto settembre si snoda per le strade di Panzano.
Per quest’anno l’Unità Pastorale di Monfalcone ha previsto quattro momenti in preparazione della Festa della Beata Vergine Marcelliana: nei giorni 2, 5, 6 e 7 settembre nel santuario alle 18 ci sarà la recita del rosario e alle 18.30 la santa messa durante la quale don Giorgio Giordani condurrà la riflessione delle comunità del Monfalconese  su ’Maria modello di vita autentica’.
Giovedì 8 settembre, alle 16 ci sarà la benedizione dei bambini e dei ragazzi,  e alle 20 la celebrazione della Santa Messa seguita dalla processione che si snoderà lungo le vie della Marcelliana, Callisto Cosulich, Pisani, Gorizia per concludersi sulla piazza davanti alla chiesa.
Presiederà l’arcivescovo monsignor Redaelli.
La festa di quest’anno cade in un momento particolarmente difficile e pieno di preoccupazione in ogni famiglia: c’è la guerra che sta distruggendo un Paese dell’Europa e porta conseguenze gravi per tutti; c’è un mondo in fermento nel quale le armi si fanno sentire, c’è un grande cambiamento nei rapporti economici e nei luoghi del lavoro. C’è grande incertezza sul futuro.
Che senso ha celebrare la festa della Marcelliana in questo contesto?
Aver scelto di riflettere quest’anno su Maria come modello di vita autentica ha un significato.
Maria è la donna che con fiducia ha affrontato la sconvolgente esperienza di diventare madre senza intervento di un uomo, fidandosi dell’annuncio dell’angelo, ed è la donna che con coraggio ha fatto crescere assieme a Giuseppe quel ragazzo che si preparava alla sua missione. E’ la donna che lo ha seguito, da vicino e da lontano, fino alla tragedia della croce ed ha gioito con la nascente comunità degli apostoli per la sua Risurrezione. Una donna che ci è segno di fiducia e di speranza, ma anche modello di forza d’animo, di preghiera, di apertura a Dio.
Quelle parole di Gesù sulla croce "Donna, ecco tuo figlio", riguardavano l’apostolo Giovanni, ma in lui tutta la comunità di ogni tempo.
Allora andare in processione con Maria è portare un segno di speranza e di risurrezione anche per noi oggi e per il nostro disastrato mondo.
È un po’ come riprendere il senso del voto antico fatto dagli abitanti della Desena di Monfalcone: riconvertiamo la nostra vita affinché le nostre fatiche possano portare un futuro migliore.  

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