Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Attivo dal 1974, ha raccolto oltre 370mila euro per le famiglie bisognose o in difficoltà della comunità

Quarant'anni di attività per il "Fondo di Solidarietà" di Staranzano

Nel 1974 mons. Francesco Plet, allora parroco di Staranzano, decise di istituire un Fondo dal quale attingere risorse economiche per aiutare le famiglie bisognose o in difficoltà della comunità.

Parole chiave: Fondo (21), solidarietà (43)

Fino ad oggi il fondo ha stanziato ben 370mila euro ed ha contribuito con un peso non indifferente nella risoluzione di situazioni familiari più o meno gravi. Ulteriore fonte di aiuto per la popolazione è il nuovo centro di ascolto, aperto lo scorso 14 dicembre con il compito di coordinare le varie attività di supporto agli abitanti del comune bisiaco. Un punto di riferimento dove le persone possono rivolgersi non solo in caso di necessità economiche ma anche per richiedere consigli utili di natura burocratica. Il compito di coordinazione affidato al centro riguarderà anche la gestione dell’ "orto solidale" attualmente gestito dal locale gruppo scout staranzanese nella frazione di Bistrigna. I prodotti derivanti da tale gestione saranno poi consegnati al centro decanale di raccolta dei beni alimentari a Monfalcone. I residenti che avranno la necessità di ricevere le borse degli alimenti verranno munite in seguito di appositi tesserini che li autorizzeranno ad usufruire del servizio. All’interno del centro di ascolto ci sono attualmente due volontari ma, come confermato dal parroco don Francesco, verranno presto formati due specialisti che saranno in grado di rispondere con solerzia ed esattezza alle richieste delle persone in difficoltà.
Il Fondo di solidarietà gestito dalla parrocchia non è solo. Esso collabora con l’ufficio dei Servizi Sociali del comune di Staranzano ed entrambi lavorano per garantire alla cittadinanza un ausilio costante. La commissione del fondo, formata da volontari della parrocchia, comunica all’ufficio comunale le persone che vengono aiutate e in quale modo, garantendo l’equità del servizio erogato e distribuendo equamente le risorse a loro disposizione. Dal canto suo poi, il comune può decidere se affiancarsi alla parrocchia negli aiuti (in casi estremi) oppure no ed è esso stesso ad indicare alla commissione parrocchiale alcuni casi particolari. A verificare che i fondi erogati vadano a buon fine e siano poi un valido aiuto ai bisognosi c’è sempre la commissione che controlla la destinazione e l’utilizzo degli assegni consegnati.
Per la trasparenza, dati alla mano, il responsabile del Fondo, Fabio Scabari, ci comunica l’importo erogato nell’anno 2013: 24mila euro per 14 famiglie richiedenti in tutto il comune. E facendo un confronto con i dati degli anni precedenti, si può ravvisare che c’è stato un preoccupante aumento negli ultimi anni, dovuto soprattutto alla crisi economica. Se prima i casi erano pochi e bene o male erano risolvibili in poco tempo, ora le situazioni diventano più tragiche e la loro risoluzione può richiedere più tempo, anche un anno e mezzo.
Alla soglia del Fondo, spesso giungono anche persone che poco tempo prima trascorrevano una vita agiata e possedevano addirittura importanti attività economiche o commerciali. Ritrovatisi quindi improvvisamente in una condizione critica si rivolgono al Fondo di Solidarietà parrocchiale forse anche per mancanza di adeguate risposte da parte di enti civili.
Il fondo di solidarietà si occupa di consegnare degli assegni con i quali i bisognosi si recano all’istituto bancario e prelevano la quantità di denaro assegnata loro a seconda della situazione nella quale riversano. Le entrate del fondo sono frutto di tutte le donazioni di persone che decidono volontariamente di devolvere denaro per la loro comunità. Questo importante strumento, essendo ormai attivo da anni e garantendo la trasparenza sia a livello contabile che nelle reali attività che portano a risultati, le persone sono ben propense a donare e ad investire in un progetto che va a favore di tutti. Ogni erogazione non è priva di controllo, anzi: c’è sì fiducia, ma bisogna poter esser sicuri che i soldi consegnati vengano poi utilizzati in modo corretto.
Cresime, comunioni, battesimi, funerali e feste di gruppo presso i locali delle Stalle Rosse,  sono ottime occasioni nelle quali decidere di non acquistare beni materiali ma, con un gesto altruista, azioni per aiutare il prossimo. Si è concluso così  anche per il 2014, il "Natale di Solidarietà" al quale, sino all’11 gennaio, si è potuto contribuire in occasione delle vacanze e festività natalizie a dare un aiuto economico e concreto in più da devolvere a tale lodevole iniziativa comunitaria.
"E’ un’ottima iniziativa, che dovrebbe essere proposta in tutte le parrocchie" afferma don Francesco, soddisfatto di come il fondo stia lavorando efficacemente "per poter aiutare chi è più in difficoltà. Soprattutto perché si aiutano le persone della propria parrocchia in modo ordinato e sicuro".
Un progetto che si è fatto concreto e che compie così il suo cinquantunesimo anno di ininterrotta attività di sostegno verso il prossimo, è funzionale e guarda ad un futuro migliore che può essere considerato già presente.

Quarant'anni di attività per il "Fondo di Solidarietà" di Staranzano
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