Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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Quando le religioni si confrontano con l'immigrazione

"Immigrati e religione" è stato il tema di un incontro svoltosi all’oratorio S.Michele di Monfalcone.

Parole chiave: religione (7), confronto (9), immigrazione (27)

L’iniziativa del decanato intendeva mettere a tema  un argomento specifico allo scopo di approfondirne appunto le dimensioni della migrazione fra di noi e, in secondo luogo, di raccogliere la sfida che viene da una presenza nuova e impensata solo fino a qualche anno fa come elemento non solo di differenziazione ma anche di provocazione e di stimolo a ripensare la fede e la religione che costituiscono un elemento fondante della identità delle persone e delle comunità.
L’incontro è stato introdotto dal decano Boscarol che ha sintetizzato l’atteggiamento della Chiesa dopo il Concilio rileggendo insieme ai presenti la Dichiarazione "Nostra aetate" sui rapporti fra Chiesa cattolica e religioni non cristiane con riferimento specifico alla religione islamica.
La serata è stata, quindi, animata dal prof. Bruno Tellia, ordinario di sociologia dell’Università di Udine, che ha tracciato alcuni scenari internazionali per quanto riguarda il problema dell’immigrazione e la situazione fra religioni e fedi, la crisi del cristianesimo europeo, i mutamenti negli altri continenti, la presenza rinnovata di nuovi movimenti religiosi che muta l’orizzonte caratterizzato (negli anni ’60) dalla "dottrina" della "morte di Dio".
In Italia  vi sono cinque milioni di immigrati dei quali 1 milione e seicentomila musulmani, 2 milioni e 700 mila fra ortodossi e protestanti, 1 terzo sono invece i cattolici; 300 mila persone appartengono alle religioni orientali e altrettanti sono ebrei. La regione Friuli Venezia Giulia segnala la presenza tra la popolazione immigrata, di 28 mila ortodossi, 24 mila musulmani, 16 mila cattolici. Monfalcone è il quarto comune in Regione per presenza di immigrati (oltre il 25 per cento della popolazione), ospita gente proveniente da 74 paesi diversi; 1 500 sono i musulmani; dal Banglades sono 1500 circa le persone. Diversità di presenze e tipicità di testimonianze con alcuni elementi comuni: i flussi migratori sono destinato a continuare; i tassi di fertilità sono a favore di cittadini non europei; la descolarizzazione deve preoccupare; il costo sociale aumenta, basta sostare nelle sale di aspetto degli ospedali. Altri elementi significativi sono da riscontarsi nel fatto che i gruppi religiosi accentuano la loro dimensione religiosa, alcuni anzi la scoprono lontani da casa; la religione aiuta a mantenere l’identità.
Importante anche cogliere l’impatto e le reazioni del mondo cattolico in genere ed in specifico: superando paure e preoccupazioni (sicurezza e lavoro), resta il fatto che la comunità cattolica appare impreparata, in crisi con liturgie spente e omelie non impegnate. Emerge la fatica del passaggio ad una cultura religiosa matura e motivata, capace di cogliere la propria missione, la esigenza di una maggiore conoscenza anche delle religioni e fedi di chi viene, ma bisognosa di collocarla fede dentro ad un preciso contesto culturale che tocca la storia delle persone per superare ogni anonimato.
Nel corso del dibattito sono state condivise alcune esperienze e necessità: riscoprire la identità di credenti e di comunità cristiane; puntare su una formazione veramente aperta e conciliare, ma motivata e sapiente; cogliere l’invito al dialogo come sfida per tutti; riscoprire il modello di chiesa e di fede capace di parlare al contesto odierno, maturando opzioni pastorali adeguate e rispondenti alla missione cristiana. Raccogliere questa sfida richiede di essere una comunità organica e capace di lavorare insieme con tutti sul progetto e sulle scelte della politica delle città e della comunità umana.

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