Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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La questione referendum approda il 1° febbraio in Consiglio regionale

La delibera dell’organismo rappresenterà un passo importante perché consentirà di avere il preciso quesito referendario e permetterà al Presidente della Regione di emanare il decreto per la consultazione

Parole chiave: referendum (27), Comune (25), fusione (14)

Lunedì primo febbraio il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia avrà all’ordine del giorno della seduta del mattino la delibera che stabilisce il quesito da sottoporre a referendum consultivo "per l’istituzione del Comune di Monfalcone Ronchi Staranzano".  
Trattandosi di un territorio nel quale è tradizionalmente presente la minoranza slovena, il Consiglio regionale ha già acquisito il parere favorevole del Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena. La richiesta di referendum per dare una sola amministrazione comunale al territorio comprendente gli attuali comuni di Monfalcone, Ronchi e Staranzano è stata di iniziativa popolare in quanto il Comitato promotore, emanazione dell’Associazione CittàComune, ha raccolto le firme dei cittadini previste dalla legge per poter presentare la richiesta.
Anzi, avendone raccolte 6280, il Comitato ha superato abbondantemente il 15 per cento del numero degli elettori previsto dalla legge come minimo necessario.
La delibera del Consiglio regionale, in discussione il primo febbraio, è un passo importante perché consentirà di avere il preciso quesito referendario e permetterà al Presidente della Regione di emanare il proprio decreto per indire il referendum con il quale i cittadini esprimeranno la loro volontà. In questi ultimi tempi nel territorio si sono sviluppate diverse iniziative sia a favore che contrarie alla prospettiva di istituire un unica amministrazione comunale al posto delle tre attuali.
Toni polemici, preoccupazioni sul mantenimento delle identità locali, discussioni su risparmi possibili o no, hanno caratterizzato queste prime iniziative che, si spera, evolvano verso una civile capacità di fare delle proposte sul futuro di questo territorio. La campagna referendaria, infatti, offre una grande opportunità di dibattere su progetti di sviluppo sociale ed economico del territorio dei tre Comuni che, vincano i Sì o i No, sono quanto mai necessari per dare una prospettiva che risponda alle esigenze dei cittadini.
In ogni caso e con ogni esito, è già chiaro che la situazione attuale, sia dal punto di vista istituzionale che per quanto riguarda i servizi ai cittadini e l’economia, ha bisogno di un nuovo forte impulso per evitare di avvitarsi in una crisi dalla quale sarà sempre più difficile uscire.
Sentiremo dibattiti di questo genere o prevarranno piccoli interessi di campanile che si combattono senza guardare ad un vero complessivo sviluppo di questo territorio, amministrato che sia da uno o da tre Comuni a seconda del volere dei cittadini?

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