Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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L’amore di Dio è un dono non conquista umana

L’arcivescovo Carlo ha presieduto la celebrazione dell’8 settembre nella chiesa della Marcelliana seguita dalla processione mariana

Parole chiave: Madonna Marcelliana (1), patrono (155), arcivescovo (48)
L’amore di Dio è un dono non conquista umana

Essere amati da Dio comporta la grande responsabilità di riconoscere che siamo fatti a sua somiglianza e quindi ci è chiesto di amare ogni persona.
La salvezza, l’amore di Dio, è un dono non una nostra conquista, ma occorre saper riconoscere questo dono. Maria lo ha riconosciuto ed accettato rendendolo il vero significato della sua vita.
Nella chiesa in cui da secoli i monfalconesi venerano Maria Marcelliana, le parole dell’arcivescovo Carlo si diffondono tra i fedeli che hanno trovato posto nell’edificio e tra coloro che hanno si sono riuniti nel piazzale antistante.
La celebrazione della festività liturgica dell’otto settembre è andata quest’anno a proporre una riflessione su ciò che siamo noi che abbiamo preso coscienza del dono di Dio e sulle conseguenze di ciò nella vita di ogni giorno. La Salvezza è un dono fatto a tutti, ma chi lo accoglie e lo riconosce ha la responsabilità di manifestarlo a tutta l’umanità, cominciando dalle persone che incontriamo ogni giorno.
E così la processione che tradizionalmente scorre per le vie del rione di Panzano, sulle quali un tempo si affacciavano le case degli operai del Cantiere, ha preso il suo significato.
Quella statua della Madonna Marcelliana, innalzata sopra una barchetta a ricordo di quanto la tradizione afferma sul suo arrivo in questi luoghi, ha espresso l’amore di Dio rivolto a tutti: ai fedeli che l’hanno accompagnata pregando, a quelli che al suo passaggio si sono inchinati, a chi ha continuato a cenare al tavolino del ristorante, alle giovani mamme col velo che assieme ai bambini guardavano con rispetto il passaggio di quell’immagine, ai lavoratori che stavano lasciando il cantiere, a chi guardava perplesso il corteo, a tutta la popolazione rappresentata alle celebrazioni dal sindaco Anna Cisint.
Quella festività e quella processione non hanno certo risolto i problemi del rione e della città, ma attraverso le parole dell’arcivescovo Carlo hanno riproposto il disegno di amore di Dio che non è una cosa astratta, ma attende di diventare concreto nelle azioni quotidiane di ogni credente.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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