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Fogliano: i 90 anni della torre

Il giorno di Natale del 1925 il festoso scampanio dei bronzi decretò la fine della faticosa opera di ricostruzione post-bellica

Parole chiave: torre (4), anniversario (171)
Fogliano: i 90 anni della torre

Costruito in pietra, alto una trentina di metri con un orologio e tre campane fuse nel 1874 dalla ditta De Poli-Broili di Gorizia, il primo campanile di Fogliano venne innalzato accanto alla chiesetta di Santa Maria in Monte, la prima chiesa del villaggio e una delle più antiche del territorio (1521). Siamo nel 1815, tramontata ormai la stella di Napoleone sul campo di battaglia di Waterloo, la piccola e povera comunità di Fogliano, che allora contava circa 400 anime, dipendeva religiosamente dalla Chiesa madre di San Pier d’Isonzo: "D.O.M. Bello et fame saevientibus Folianensium Pietas construebat. A.D. MDCCCXV" (infierendo la fame e la fede dei foglianesi  costruì questo campanile nel 1815) questo il testo dell’epigrafe posta all’interno della nuova torre campanaria, tuttora esistente. In breve tempo il manufatto, costato tanti sacrifici alla piccola comunità bisiaca divenne simbolo della sua rinascita: visibile da lontano da tutta la pianura friulana divenne un prezioso punto di riferimento per le genti che a piedi o in carrozza percorrevano le strade del Friuli.
La tragedia della Prima Guerra Mondiale decretò purtroppo la sua fine: pochi giorni prima dell’apertura del fronte a fine maggio del 1915, una squadra di genieri A.U. ordinò al Podestà Cosolo di avvertire la popolazione del paese di non avvicinarsi alla zona della Chiesetta in quanto tutto il terreno era stato minato per ragioni strategiche. Testimoni presenti nell’ultimo treno di  fuggiaschi di Fogliano e dei paesi vicini che la mattina del 24 maggio del 1915 si diressero verso l’interno della Monarchia  lo salutarono (era ancora intatto ) con gli occhi pieni di lacrime.
Nessuno quindi degli abitanti di Fogliano lo vide cadere ma al loro ritorno da Wagna nel dicembre del 1918 trovarono solo al suo posto un mucchio di macerie mentre la Chiesetta di Santa Maria aveva il tetto scoperchiato. Finita la guerra iniziò per Fogliano il lento e difficile cammino della ricostruzione del paese delle case e la bonifica dei campi coltivati. Furono anni difficili, contrassegnati anche da violenze e intimidazioni con le squadre fasciste che imperversavano (incendio del Circolo di Cultura Socialista il 1° maggio 1921 ) in tante case si piangevano i figli, fratelli padri morti con la divisa o nei campi profughi in Stiria.
Nel 1918 Fogliano Redipuglia contava 200 persone in meno, questo il prezzo della guerra. Dolorosa fu anche la vicenda di una decina di famiglie di agricoltori (un centinaio di persone) che persero le cause giudiziarie contro i fratelli Cosolo e furono costretti ad emigrare il 16 dicembre 1923 nel lontano Uruguay. Le loro case vennero nel tempo in seguito abitate da famiglie provenienti dal Veneto. Dal 1919 accanto alla Chiesa Parrocchiale era stata costruita dal genio militare italiano una sorta di struttura di legno dove si trovavano le vecchie campane recuperate nella villa Sospisio di Sagrado. Va sottolineato il fatto che al momento dell’esplosione del campanile precedente, due delle campane rotolarono fino al paese (la piccola e la media) mentre la campana grande rimase fra le macerie vicino alla sua chiesetta, come a non separarsene.
Il tempo aveva fatto la sua parte e ormai si doveva costruire un nuovo campanile. Scartata l’ipotesi di ricostruire il campanile nel luogo dove si trovava nel 1915 venne deciso di spendere la somma di 120.000 lire che il Governo di Roma aveva stanziato. Fu per deciso interessamento del Sindaco Gino Cosolo che ci si mise alacremente all’opera. Il giorno di Domenica 27 aprile 1924 venne posta la prima pietra: presenti tutte le Autorità con in testa i lavori vennero affidati alla Ditta Bruno Chiesa in seguito in sub appalto alla Ditta Silvio Vidussoni, padre del futuro Segretario nazionale del partito fascista Aldo nato a Fogliano.
Sotto la guida dell’Ing. Fontana si lavorerà con buona alacrità tanto che alla viglia del Natale del 1924 il campanile era terminato. Alto venticinque metri con base di metri 5,90 dal bellissimo gioco di incastro di pietre e mattoni appare evidente la mano del grande architetto Max Fabiani. Ma ci volle ancora un anno di attesa prima di posizionare le campane. Finalmente la Ditta Bressan di Piedimonte completò il lavoro della posa delle campane, il giorno di Natale del 1925 il loro festoso scampanio decretò la fine dell’opera. Il Giornale Cattolico "L’Idea del Popolo" commentando l’avvenimento consigliò con velata ironia di rinnovare al Governo nazionale i sentimenti di viva gratitudine.
Va detto, infine, che le campane attuali non sono quelle che suonavano nel 1874, o almeno non tutte. La grande sì e porta su di sé ancora i segni del terribile conflitto mentre la piccola e la media, requisite il 2 ottobre 1942, portano la data del 1948. Le scale della torre, anch’esse datate 1925, sono state da poco oggetto di un attento restauro conservativo da parte della locale squadra di campanari (i Campanari Bisiachi) che hanno sostituito le parti marce e reso più sicure quelle ancora in buono stato. La torre può ancora portare nell’aria del paese le festose note dei Sacri Bronzi Foglianini.

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