Gorizia
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Valentin Stanič, genio dimenticato

Commemorazione promossa dal Kulturni Dom per ricordare la poliedrica figura

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Valentin Stanič, genio dimenticato

Si è svolta giovedì scorso, un semplice ma molto intenso raduno, grazie all’iniziativa del Kulturni dom di Gorizia che ha invitato la cittadinanza a ricordare Valentin Stanič, autentico poliedrico genio. Pochi saprebbero riconoscere il cortile dove si è svolta la cerimonia, se non gli studenti che frequentano ogni giorno l’Istituto scolastico di via Italico Brass. Eppure il luogo è storico e parla di una delle personalità più geniali della storia di Gorizia, ricordata con parole ricche di emozioni e contenuti dal direttore del Kulturni Igor Komel e dai giornalisti-alpinisti Vlado Klemše e Andrea Bellavite.
Nato a Bodre¬ è stato un autentico "costruttore di ponti", non solo in senso metaforico, ma anche pratico, essendosi adoperato e avendo collaborato al disegno del primo ponte che ha collegato le due sponde del fiume nel paese di Kanal ob Soči. Ha lasciato il segno del suo passaggio a Salzburg, dove ha studiato e in diversi altri luoghi dell’Impero asburgico. Si è avvicinato alla Natura, con una speciale passione per la montagna: tra i primi alpinisti sulla vetta del GrossGlockner, ha conquistato diverse vettee. Ha fondato una delle prime associazioni ambientaliste d’Europa, in particolare finalizzata alla tutela degli animal. Diventato sacerdote, ha potuto esercitare il suo ministero in ambienti molto poveri. La sua preparazione gli ha consentito di essere un grande educatore e maestro, donando la dimestichezza con la parola ed elevando il tenore culturale di quei paesi. Nominato canonico, Valentin giunge a Gorizia nel 1819 e vi resta fino alla morte. Colpito dall’emarginazione sopportata dalle persone con difficoltà uditive, fonda la scuola per coloro che fino a non molto tempo fa venivano ancora definiti "sordomuti", creando per loro uno spazio di apprendimento, ma anche di introduzione al lavoro, di socializzazione e di ricreazione.
Tra le altre attività, il sacerdote di Bodrež realizza anche una rudimentale tipografia, per tradurre in linguaggio scritto la nobiltà della parola orale. Purtroppo Gorizia non ha ricordato a dovere questo suo importante personaggio, come prete appartenente alla tradizione religiosa del popolo sloveno, a metà strada tra il predicatore protestante Primo¬ Trubar e il dolce poeta Gregorčič. Mentre in Germania è dedicato al suo nome il più importante premio alpinistico nazionale e in Slovenia sono stati realizzati lapidi e busti in suo onore, oltre un sentiero che collega Solkan con Kanal attraverso le creste del Sabotin e del Korada: a Gorizia c’è solo un piccolo parcheggio a lui dedicato in via Brass.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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