Gorizia
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Un busto di Ascoli nella sede della Filologica

L’opera, in gesso dipinto e datata 1929, è stata realizzata dallo scultore Alfonso Canciani ed è uno studio per il busto  presente ai Giardini

Parole chiave: Graziadio Isaia Ascoli (1), busto (1), Filologica Friulana (8)
Un busto di Ascoli nella sede della Filologica

Una mostra che introduce alla scoperta degli atlanti linguistici, importanti strumenti di conoscenza del complesso mosaico delle nostre parlate, è stata allestita in queste settimane Casa Ascoli, sede della Società Filologica Friulana a Gorizia in via Ascoli 1: Peraulis dongje il fogolâr. Piccolo Atlante Linguistico Friulano, curata da Gianfranco Ellero.
Lo studio della lingua friulana e della pluralità delle sue varietà costituisce uno dei fondamentali impegni che la Società Filologica Friulana si è assunta negli anni e numerosi sono stati i progetti che hanno promosso l’attività di raccolta del patrimonio di cultura, saperi, tradizioni e memorie della nostra gente.
Un’occasione per riscoprire questi strumenti di conoscenza è stata data dalla mostra e dal relativo catalogo omaggio alla capacità, alla tenacia e all’intelligenza dei ricercatori che hanno saputo indagare, sul territorio, i tesori che si nascondono nelle parole, un tempo trasmesse dongje il fogolâr, il luogo più importante della casa.
La Società Filologica sostiene e collabora convintamente anche alle imprese di geolinguistica dell’Atlante linguistico italiano (ALI), un monumento ai dialetti della nostra penisola che ha avuto come protagonista negli anni Trenta Ugo Pellis, e del più recente Atlante storico linguistico etnografico friulano (ASLEF), primo atlante linguistico regionale d’Italia, condotto da Giovan Battista Pellegrini.
Ad impreziosire ulteriormente i rinnovati spazi di casa Ascoli è ora anche il busto di Graziadio Isaia Ascoli, già visibile presso la Biblioteca Statale Isontina. L’opera, in gesso dipinto e datata 1929, è stata realizzata dallo scultore Alfonso Canciani, studio per il busto in bronzo presente presso i Giardini di Corso Verdi. Verosimilmente, l’arrivo del busto nella sede della biblioteca goriziana risale ai primi anni della riapertura sotto il Regno d’Italia.
La nuova collocazione è stata resa possibile da un accordo di comodato gratuito tra la Biblioteca Isontina e la Società Filologica Friulana. "Il trasferimento del busto - spiega il direttore della Bsi, Marco Menato - è stato fatto soprattutto al fine della sua valorizzazione e Casa Ascoli, ora sede della Filologica, che fu fondata a Gorizia nel 1919, mi pare sia la scelta più indicata".

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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