Gorizia
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Spetta a tutti la cura della casa comune

Si sono conclusi i "Dialoghi di Corte Sant’Ilario" con una serata che ha visto l’intervento della giovane attivista di Fridays For Future, Anna Postorino, e di Arturo Pucillo, previsore  di ARPA FVG e presidente dell’AC di Trieste

Spetta a tutti la cura della casa comune

Venerdì 17 settembre si è concluso il breve ciclo dei Dialoghi di Corte sant’Ilario - edizione 2021 con l’incontro sul tema su "La cura della casa comune per uno sviluppo sostenibile e integrale", cui sono intervenuti la giovane attivista goriziana di Fridays For Future, Anna Postorino, e il dott. Arturo Pucillo, previsore di ARPA FVG e presidente dell’Azione Cattolica di Trieste.
Introducendo il dibattito, Gabriella Burba ha richiamato alcuni importanti documenti sulle analisi e proposte relative all’emergenza ambientale e climatica, dall’enciclica Laudato si’ del 2015 all’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, fino alla prima approvazione, il 9 giugno 2021, da parte del Senato del disegno di legge costituzionale "Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente".
La consapevolezza degli intrinseci legami fra crisi economica, sociale e ambientale, continuamente richiamata da papa Francesco, è ben presente sia nell’Agenda 2030, i cui 17 obiettivi riguardano l’interconnessione fra temi sociali, economici, ambientali e istituzionali, sia nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che coniuga i tre assi strategici di digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.
Purtroppo, come hanno poi ribadito entrambi i relatori, la reazione politico-economica alla grave crisi ambientale e climatica avviene con enorme ritardo, visto che già nel lontano 1972 il Club di Roma aveva previsto che intorno al 2030, in assenza di interventi, la situazione sarebbe diventata drammatica con rischio di collasso del sistema socio-economico globale.
Per quanto riguarda il contesto goriziano, Anna Postorino ha evidenziato che, sebbene il territorio non abbia ancora subito eventi estremi, avvenuti però in altre parti della regione, i dati evidenziano un allarmante aumento della temperatura, una bassa qualità dell’aria e un modello di mobilità non sostenibile anche in una città piccola come Gorizia.
La politica regionale si è però finora dimostrata sorda alle richieste avanzate dagli esponenti locali di Fridays For Future.
Esperto di previsioni, pur ribadendone la natura probabilistica, il dott. Pucillo ha confermato i problemi derivanti dall’aumento delle temperature medie e dell’inquinamento atmosferico, imputabili alla pressione antropica e a modelli produttivi e di mobilità a forte impatto ambientale.
Infatti, nel 2019 aveva sottoscritto una petizione alle più alte cariche dello Stato per chiedere "che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi ed il trasporto, trasformando l’economia cosi da raggiungere il traguardo di ’zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050".
Secondo entrambi i relatori, gli obiettivi del PNRR possono essere condivisibili, ma ancora nulla si sa di come verranno declinati e attuati a livello regionale e comunale e il rischio è di non passare dalle parole ai fatti con l’urgenza che la situazione richiede.
Alcuni interventi dei partecipanti hanno aperto un dibattito sul ruolo che nella transizione ecologica dovrebbero ricoprire, da un lato, i decisori politici, dall’altro, i singoli cittadini con i loro stili di vita e scelte di consumo, ma anche, come scriveva papa Francesco, con strumenti di pressione "su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale".
Secondo Anna Postorino, i cambiamenti attuati a livello individuale in direzione della sostenibilità ambientale sono importanti ma non sufficienti: anche eliminando dalla dieta la carne, rinunciando all’automobile, facendo la raccolta differenziata, non si fermano i "grandi inquinatori", le 100 aziende petrolifere che producono il 70% delle emissioni di CO2 globali.
I cittadini sono spesso ingannati dal cosiddetto greenwashing, un ecologismo di facciata, così definito da Valentina Furlanetto: "Una forma di appropriazione indebita di virtù e di qualità ecosensibili per conquistare il favore dei consumatori o, peggio, per far dimenticare la propria cattiva reputazione di azienda le cui attività compromettono l’ambiente".
Artuto Pucillo ha posto l’accento sull’esigenza di una maggiore assunzione di responsabilità da parte del mondo cattolico e delle sue associazioni nei confronti dell’impegno per la sostenibilità ambientale e sociale, così fortemente sottolineato da papa Francesco.
Nel 1979 Hans Jonas riformulava l’imperativo kantiano in: "Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra".
Come ha dichiarato recentemente il premier italiano Mario Draghi: "Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo con conseguenze catastrofiche…  Non possiamo semplicemente contare sugli altri: dobbiamo tutti fare la nostra parte".

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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