Gorizia
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"Solo se muore, il chicco di grano produce frutto"

Il percorso quaresimale per bambini e ragazzi dell’Unità pastorale Madonnina, Lucinico e Mossa

Parole chiave: Quaresima (68), bambino (26)
"Solo se muore, il chicco di grano produce frutto"

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,20-33).
Nell’Unità pastorale di Madonnina, Lucinico e Mossa il percorso di Quaresima dei bambini e ragazzi dei gruppi di catechismo è iniziato all’insegna di questa frase del Vangelo con una celebrazione dedicata che ha messo l’accento anche su due simboli: la cenere e il chicco di grano.
Don Moris e le catechiste hanno guidato i ragazzi a riflettere sul significato della cenere, prodotto apparentemente di scarto della combustione del legno, che sporca e imbratta i vestiti ma, quasi priva di consistenza, è spazzabile via dal minimo soffio di vento. La cenere è però anche un ottimo concime per preparare la terra a dare nuovi frutti, è un fertilizzante anche per il nostro cuore che deve aprirsi all’amore per Dio e per ogni fratello. La cenere ci ricorda i nostri peccati che sporcano la nostra anima, ma possono essere spazzati via dall’amore di Dio attraverso la Riconciliazione a cui i ragazzi sono stati invitati ad accostarsi in particolare durante questo periodo.
Don Moris ha poi imposto le ceneri ricordando che il gesto di riceverle sul capo esprime la nostra volontà di cambiamento e il nostro desiderio di essere accolti e perdonati, significa prendere la decisione di vivere di più accanto e vicino a Gesù seguendo i suoi insegnamenti e comportandoci veramente da Figli di Dio nei confronti del nostro prossimo.
Alla fine della celebrazione i ragazzi sono stati invitati ad impegnarsi a fare il percorso del chicco di grano che da solo può servire a poco, ma se viene interrato, accettando di perdere la sua vita e la sua forma, risorge dalla terra completamente trasformato e più vivo che mai, ricco di nuovi chicchi. Attraverso la parabola del seme, Gesù vuole dirci che solo se ci comportiamo come il chicco di frumento potremo vivere in pienezza la nostra esistenza e potremo portare quei frutti abbondanti di amore fraterno.
Sotto la croce i ragazzi hanno seminato i chicchi di grano che moriranno, spunteranno e cresceranno metafora della morte e resurrezione di Cristo e poi hanno ricevuto un sacchettino di semi per ripetere il  gesto a casa. Dovranno prendersi cura del seme e  delle piantine che nasceranno per riportarle in chiesa il giovedì santo in attesa della Pasqua di Resurrezione.
Per l’Unità pastorale è stata la prima volta che la celebrazione delle Ceneri per i bambini è stata disgiunta dalla Messa per la comunità: come spesso in questo anno potremmo dire "per colpa del Covid", invece questa volta ci sentiamo di dire "grazie al Covid" perché ha permesso spiegazioni più complete, un linguaggio più semplice e una simbologia più ricca e curata che ha fatto vivere ai ragazzi in modo pieno la ricchezza della liturgia. È stata un’occasione in più per aiutare i ragazzi e le loro famiglie a capire il messaggio della quaresima, convertirsi e credere al Vangelo, a quella Buona Notizia che è l’Amore che cambia la nostra vita.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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