Gorizia
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Pescatori d’uomini per la Gioia eterna

Il "Premio S. Andrea" conferito quest’anno a Adriano Tofful, Roberto Puia e Edi Kocina

Parole chiave: Premio Sant'Andrea (1), patrono (166)
Pescatori d’uomini per la Gioia eterna

Già nella mattina del 30 novembre il suono delle campane a cura del "Grup Cultural Furlan Scampanotadors Mossa" annunciava festa.
Festa importante, quella di Sant’Andrea Apostolo, Patrono di Mossa. Alle ore 19.30 la Santa Messa solenne, animata dalla "Corale San Marco", è stata presieduta da don Mirko Franetovich, vicario parrocchiale delle parrocchie di S. Lorenzo e S. Stefano in Ronchi dei Legionari e responsabile diocesano della Pastorale della salute. Al suo fianco, il nostro parroco don Moris Tonso, padre Vasile Soptea, mons. Gino Pasquali, mons. Arnaldo Greco e don Dario Franco.
Durante l’omelia don Mirko, commentando il Vangelo e facendo riferimento alla figura di Sant’Andrea, ha sottolineato l’importanza di essere anche noi pescatori di uomini, per raggiungere tutti la Gioia eterna.
Alla fine della Santa Messa, come ormai da tradizione da qualche anno, è stato conferito il "Premio Sant’Andrea". Quest’anno, per la prima volta, i premiati sono stati ben tre: Adriano Tofful, Edi Kocina e Roberto Puia. Persone sempre disponibili per ogni necessità della Parrocchia. Adriano, premuroso manutentore, ma non solo; sempre pronto ad ogni chiamata, solerte nel cercare di risolvere ogni bisogno e necessità, soprattutto di ordine pratico e manuale. Edi, sempre presente ed attento alle esigenze della Comunità, sia in ambito religioso che civile; una presenza e un’attenzione che si esprimono in un encomiabile operato fattivo e concreto, svolto sempre con tanto zelo e passione. Roberto, fedele giardiniere delle aree verdi della Parrocchia e insostituibile crocifero alle processioni e funerali del paese, ma in prima linea anche per altri bisogni e necessità.
Don Moris ha quindi colto l’occasione per ringraziare la "grande famiglia del volontariato" di Mossa; è un grande esempio soprattutto per le nuove generazioni affinché, a loro volta, possano coprire quanto ci sia più gioia nel dare che non nel ricevere.
All’uscita della chiesa un buon bicchiere di ribolla e castagne calde, offerte dal Gruppo Alpini, hanno allietato la serata che, pur se fredda, ha visto la presenza di tanti paesani.

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