Gorizia
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La storia del terrorismo di ieri e di oggi

Affollato incontro con il prefetto Mario Mori, fondatore del "Ros" ed a capo per 5 anni del Sisde

Parole chiave: causa (1), terrorismo (9), responsabilità (2), rimedio (1)
La storia del terrorismo di ieri e di oggi

Dove ha origine il terrorismo arabo islamico che purtroppo è il principale argomento di telegiornali e quotidiani da alcuni anni? Quali sono le cause, quali le responsabilità e i possibili rimedi? A  dare una risposta a questi interrogativi è stato il Generale e Prefetto Mario Mori, durante una conferenza di presentazione del libro "Oltre il terrorismo. Soluzioni alla minaccia del secolo" organizzata dall’ANVGD l’8 marzo presso la sala "Dora Bassi" a Gorizia.
Mori, nato a Postumia 77 anni fa ha vissuto da protagonista le principali inchieste contro il terrorismo e la criminalità organizzata a cavallo fra la prima e la seconda repubblica. Dopo la formazione da Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri presso l’Accademia di Modena e i primi incarichi ai reparti territoriali, il 16 marzo 1978, giorno del sequestro di Aldo Moro, viene nominato comandante della Sezione Anticrimine del Reparto Operativo di Roma, iniziando così in prima persona la sua lotta contro il terrorismo, anche a fianco del Generale Dalla Chiesa. Trasferito a Palermo come comandante di Gruppo, nel 1990 fonda il ROS, Reparto Operativo Speciale, un reparto d’elìte tuttora esistente specializzato nella lotta alla criminalità organizzata, reparto che, grazie a "Capitano Ultimo" e ai suoi uomini, consegnerà alla giustizia dopo anni di latitanza Salvatore Riina. Dopo altre esperienze in Lazio e in Lombardia nel 2001 viene nominato Prefetto e direttore del SISDE, reparto che dirigerà per 5 anni apportando un contributo significativo al contrasto del fondamentalismo islamico.
Mori ha dialogato con l’avvocato e docente prof. Davide Rossi.
Se nel primo libro "Servizi e Segreti", il Generale ha offerto una cronistoria della formazione dell’Intelligence italiana, nella seconda pubblicazione offre un respiro internazionale, accompagnando il lettore in un viaggio nel medio oriente che inizia nel VII  secolo, periodo nel quale nasce la divisione nel mondo islamico fra sciiti e sunniti, che tuttora, incancrenita e politicizzata, è causa dei numerosi scontri terroristici. Analizza inoltre le cause politiche della nascita del terrorismo più recente, dalla creazione di stati fantocci al termine della prima guerra mondiale, nati per assecondare la spartizione dei pozzi petroliferi delle potenze occidentali alle intromissioni di quelle stesse potenze nelle dinamiche interne di quegli stessi stati, che nello specifico hanno portato alla nascita della questione palestinese. Questione della quale l’occidente è diventata cassa di risonanza a partire dagli anni settanta, dopo l’attentato alle Olimpiadi di Monaco ai danni della squadra Israeliana, primo di 9 azioni terroristiche, tre delle quali svoltesi in Italia. Passando per la crisi mediorientale con Al-Quaeda e Bin Laden si è arrivati ai giorni nostri, spiegando come l’Italia rispetto ad altri stati d’Europa si trova in vantaggio nella lotta al terrorismo: il nostro paese ha la migliore polizia preventiva europea: la presenza del terrorismo interno prima e della criminalità organizzata poi ha fatto si che la professionalità media sia a livello di agenti sia a livello di quadri e dirigenti sia elevata e diffusa in ogni reparto.
Diversa è però la situazione globale Europea: se gli USA hanno reagito all’ IS, con modalità magari discutibili, manca a livello Europeo una convergenza d’intenti e un piano comune per eliminare il sedicente stato islamico - ha concluso Mori - a vantaggio della sicurezza comune e dell’Islam stesso, la cui maggioranza pacifica e integrata è oscurata dalla minoranza criminale.

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