Gorizia
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Il "Panettone del Conte" per restaurare la scrivania del ’600

Il progetto, che giunge quest’anno alla sesta edizione, è nato dalla collaborazione tra la Fondazione e la Pasticceria "Oca Golosa" e gode del patrocinio del Comune di Gorizia

Il "Panettone del Conte" per restaurare la scrivania del ’600

Sarà la bellissima e raffinata scrivania del 1698 la destinataria della raccolta fondi proveniente dalla vendita de "Il Panettone del Conte", progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg e la Pasticceria "Oca Golosa" di Gorizia.
Il progetto, che giunge quest’anno alla sesta edizione e gode del patrocinio del Comune di Gorizia, prevede di devolvere una percentuale del ricavato della vendita de "Il Panettone del Conte" al restauro di un’opera della Fondazione, quest’anno appunto la scrivana seicentesca in tecnica Boulle. Quella del "Panettone del Conte", come illustrato da Federico De Luca, titolare della Pasticceria, è una ricetta esclusiva, in edizione limitata e numerata, disponibile nella pezzatura da 750gr in un’elegante e raffinata confezione regalo, nella quale è inserito anche un biglietto omaggio per un ingresso gratuito a Palazzo Coronini Cronberg della durata di un anno.
Dallo scorso anno è inoltre possibile sostenere l’iniziativa non soltanto acquistando lo speciale Panettone, ma anche con l’acquisto di qualsiasi altro prodotto della Pasticceria, semplicemente dichiarando di voler sostenere il progetto.
Per quanto riguarda il lavoro di restauro, si andrà ad intervenire su quello che la dottoressa Cristina Bragaglia, responsabile per le attività culturali della Fondazione, ha definito come "forse il mobile più prezioso delle nostre collezioni". Si tratta, come anticipavamo, di una preziosissima scrivania firmata dall’olandese Michiel Verbist. Ciò che rende unico questo mobile è la particolare tecnica decorativa: un complesso procedimento esecutivo basato su un raffinatissimo lavoro di intarsio in tartaruga e metallo che prende il nome dal francese André-Charles Boulle, ebanista del re alla corte di Luigi XIV, al quale spettano alcuni dei mobili più ricchi sontuosi realizzati per il Re Sole.
Il lavoro di recupero è stato affidato alla restauratrice Elisabetta Ceccaroni, la quale ha redatto il progetto di restauro. Le problematiche conservative del mobile sono, purtroppo, molteplici: le notevoli variazioni di temperatura e umidità hanno favorito, nel tempo, la deformazione, il sollevamento e il successivo distacco di un significativo numero di intarsi; la lastronatura in tartaruga è screpolata, sbeccata in più punti, lacunosa in altri e lascia intravedere la carta sottostante tinta di rosso (utilizzata per far risaltare la lavorazione in tartaruga che altrimenti sarebbe risultata semi-trasparente). Il basamento e le gambe hanno elementi in peltro scollati e mancanti; i capitelli dorati hanno lacune e sollevamenti dello strato di preparazione. La lucidatura è quasi completamente compromessa; tutte le parti metalliche sono ossidate e il gioco cromatico non è più chiaramente leggibile.
L’intervento di restauro, oltre a consolidare la struttura lignea sarà incentrato sul recupero, il fissaggio e l’integrazione degli elementi decorativi, a cui verrà restituita l’originaria lucidatura che è un aspetto caratteristico di questo tipo di mobili.

© Voce Isontina 2023 - Riproduzione riservata
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