Gorizia
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Due Paesi, una piazza unica

Il progetto nato nell’ambito della candidatura a Capitale europea della Cultura 2025

Parole chiave: piazza Transalpina (2)
Due Paesi, una piazza unica

È lo Studio Associato di Architettura Baglivo Negrini di Roma il vincitore del Concorso internazionale di idee per la riqualificazione della Piazza Transalpina e la ricucitura urbanistica dell’area di confine, che si aggiudica il premio di 25.000 euro.
Secondo premio per Paul Vincent e étude Anthony Benarrroche architecte dalla Francia, che si attesta 15.000 euro, e terzo premio da 8.000 euro a SADAR+VUGA d.o.o. dalla Slovenia.
Sono stati ben 56 i progetti arrivati, dei quali 54 sono stati ammessi alla valutazione. I Paesi con più partecipanti sono stati l’Italia e la Slovenia, seguiti da Spagna e Francia. In totale sono giunti progetti da ben 18 Paesi, tra i quali anche l’Uganda, la Federazione Russa e il Giappone e, tra questi, 7 gruppi erano di nazionalità miste, con professionisti fino a 4 Paesi diversi.
La Giuria internazionale ha quindi scelto i lavori più significativi e che meglio rappresentano l’idea di un nuovo territorio comune a cavallo del confine, una ricucitura in chiave europea e culturale, che fa da assist alla candidatura di Nova Gorica e Gorizia a Capitale europea della cultura 2025.
L’idea del Concorso è infatti nata proprio nell’ambito della Candidatura e ha visto impegnati nella sua realizzazione molteplici soggetti, tra cui in primis i due Comuni, le associazioni di categoria, molti esperti esterni, specializzati nella gestione di questo tipo di concorsi, l’Unione internazionale degli Architetti - UIA e, naturalmente, il GECT GO a regia dell’operazione.
"Il lavoro richiedeva la produzione di proposte riguardanti il contesto urbano a livello di concorso di idee - ha spiegato la Giuria -, mentre richiedeva proposte architettoniche per Piazza Europa e per il nuovo Epicentro a livello di concorso di progettazione. I piani presentati hanno mostrato una grande varietà di tematiche, hanno affrontato le possibilità di ricucire i due lati per un lungo periodo, sia tramite la riattivazione e la riprogrammazione dell’area ma anche tramite la riduzione del numero di binari che attualmente sono uno dei principali ostacoli che creano il presente confine fisico. La diversità degli approcci e la qualità dei progetti è stata una base sostanziale per una discussione altamente professionale e approfondita tra i membri della giuria".
Il progetto dello Studio BAN - Baglivo e Negrini - per Piazza Transalpina vede una griglia dove alcuni elementi possono muoversi verticalmente: una piazza viva che si muove come una macchina scenica creando spazi sempre diversi. I moduli sono piattaforme mobili che si abbassano e salgono diventando posti a sedere, tavoli, piazza, palco con ombrelloni o sdrai. Una piazza che rappresenta l’Europa dai tanti volti, che però sono pronti a muoversi in armonia.
La piazza è inoltre il tetto del museo dell’Epicenter: L’edificio è costituito da un nucleo centrale in cui si trovano le tre funzioni principali di sala delle mostre permanenti, sala delle temporanee e sala conferenze. Tutte e tre le sale possono essere collegate e svuotate, creando un unico ambiente totalmente percorribile.
Il progetto è stato scelto dalla giuria per il suo "impatto visivo forte e netto, con una forma concava che evoca un punto fermo di equilibrio.
Questa azione semplice ma significativa si presta nella sua forma ad uno spazio polifunzionale di aggregazione sociale naturalmente convergente, esaltandone il valore simbolico, interpretando i ricordi ancora presenti e attuali, con un intervento comunque aperto al futuro. La stazione ferroviaria Transalpina rimane come sfondo naturale, incorniciata dalla curva della nuova struttura in primo piano ed è essa stessa elemento attivo. La giuria ha ritenuto l’idea progettuale estremamente positiva, perché riconosce la possibilità di variazioni facilmente adattabili, sia strutturali che funzionali e ha ritenuto che il progetto affronti sia le caratteristiche simboliche, che quelle funzionali richieste, offrendo ampie opportunità di sviluppo".

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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